Archive for ‘CURIOSITA’’

24 ottobre 2017

La doula

doula

La doula è una figura professionale non medica e non sanitaria che si occupa di sostegno alla donna dalla gravidanza sino al primo anno di vita del bambino, contribuendo al suo benessere psicofisico.

Con la pubblicazione in America nel 1993 del volume “Mothering the Mother” a cura del neonatologo Marshall H. Klaus, del pediatra John H. Kennell e della psicoterapeuta Phyllis H. Klaus, la figura della doula si è diffusa in molti Paesi del mondo. I ricercatori americani durante i loro studi sugli effetti della presenza di una “compagna” durante il travaglio e il parto hanno dimostrato che la presenza continua di una doula favorisce una migliore esperienza del parto rendendo il travaglio più facile e rapido (stimola la liberazione dell’ossitocina utile a ridurre paura e stress), riduce il tasso di cesarei e di interventi, farmacologici e non, aumenta il tasso di successo nell’allattamento e può prevenire la depressione postparto.

Il mio compito di doula (sono membro dell’associazione Mondo Doula) è quindi di “fare da madre alla madre” , dando voce a quanto già sente a livello intuitivo e rispondendo alle sue necessità. Aiuto la mamma a far emergere ciò che vorrebbe dal proprio parto (compilando insieme il birth plan), propongo metodi di respirazione e visualizzazioni per sostenerla e aiutarla nella gestione del dolore, la aiuto nella ricerca d’informazioni creando un rapporto intimo e confidenziale.

Come doula dopo la nascita sono accanto alla nuova famiglia, anche nell’intimità della proria casa, occupandomi del sostegno pratico ed emozionale affinché i genitori si sentano supportati nel nuovo percorso di vita. Mi piace definirmi come una accompagnatrice della nascita con occhi discreti che incoraggiano.

Oggi spesso le madri si ritrovano ad essere sole in uno dei momenti di trasformazione più radicale della loro vita, a vivere un’esperienza che non ha eguali e che non si riduce semplicemente ad avere una responsabilità in più. Fare spazio alla nascita di un bambino significa fare spazio ad una miriade  di emozioni: alcune belle, altre brutte, forti e talvolta destabilizzanti. Nel diventare madri si perde il conosciuto, si creano aspettative che spesso non sono sotto il pieno controllo della scienza medica, ci si sente frastornati dinnanzi alle fatiche quotidiane.

La doula rimane con la mamma sempre, l’ascolta senza giudizi, crea uno spazio per accogliere le sue domande, collaborando con ostetriche e psicologhe, ascolta i suoi vissuti, desideri e paure accompagnandola a vivere la propria esperienza con la massima consapevolezza, infondendo fiducia nel suo potente istinto di donna e mamma.

Dott.ssa Monica D’Urso 
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20 settembre 2013

I denti e il loro significato

Il significato dei denti

dente simpatico

 

“Questa notte ho sognato di perdere un dente!”

Al di la del senso che può essere attribuito in senso generale al sogno, è possibile andare più a fondo se si ricorda di quale dente si tratta. Ogni dente porta con sé il proprio significato simbolico, e la Dottoressa Michèle Caffin, dentista, osteopata e agopuntore, ha esplorato il mondo della simbologia dei denti.

GLI INCISIVI:

Gli incisivi centrali superiori raccontano le relazioni di un’ individuo rispetto all’archetipo del padre e della  madre, ossia al maschile  e al femminile che alberga dentro ognuno di noi. Quando questi due valori sono ben integrati, l’individuo realizza la cosiddetta “coppia interiore”, ossia l’unione della polarità femminile e maschile che porta in sé.

Quando gli incisivi presentano uno spazio tra di loro (diastema), ci si dovrebbe interrogare su una possibile dissociazione tra la polarità maschile e quella femminile.

Quando invece gli incisivi si accavallano è possibile che sia presente il predominio della “Madre” o del “Padre”, in base a quale sia l’incisivo che accavalla l’altro; mentre se uno degli incisivi è orientato all’interno uno dei due tende probabilmente a scomparire all’ombra dell’altro.

Gli incisivi centrali inferiori fanno riferimento al modo in cui gli archetipi maschile (incisivo inferiore sinistro) e femminile (incisivo inferiore destro) vengono percepiti e vissuti concretamente nella vita quotidiana.

Gli incisivi laterali recepiscono l’energia degli incisivi centrali, e le danno forma.

La posizione che assumono in bocca traduce la dinamica dell’individuo e le reazioni rispetto agli archetipi. E’ il modo in cui ci si pone rispetto al nostro primo dente.

I CANINI:

I canini compaiono verso i 13-14 anni contemporaneamente al periodo della pubertà, quando le energie sessuali si sviluppano e l’individuo diviene capace di dare vita. Sono denti importantissimi: appena vengono estratti, soprattutto gli inferiori, si può constatare una notevole riduzione di vitalità.

Il canino superiore destro rappresenta “il modo in cui voglio manifestarmi all’esterno”. Il canino superiore sinistro rappresenta il modo in cui viviamo i mutamenti interiormente. Il canino inferiore destro è l’espressione di ciò che vogliamo fare esteriormente. In particolare è collegato alla crescita fisica. Il canino inferiore sinistro rappresenta il modo in cui i cambiamenti interiori si inscrivono nell’ambiente esterno.

I PREMOLARI:

I premolari corrispondono all’io, al luogo in cui è inscritto il desiderio individuale. Potremmo tradurre il significato con “io voglio”. Il primo premolare superiore destro denota il modo in cui vogliamo manifestarci all’esterno. Il primo premolare superiore sinistro rappresenta il desiderio collegato al nostro lato sensibile, affettivo, interiore.

Il primo premolare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui una persona esprime la propria volontà nell’ambiente immediatamente circostante: è l’espressione della volontà dell’ambito affettivo.

Il primo premolare inferiore destro è la realizzazione dei progetti. Il secondo premolare superiore destro rappresenta ciò che vogliamo sviluppare esternamente, soprattutto il figlio che vogliamo avere o un progetto che vogliamo realizzare.

Il secondo premolare superiore sinistro è un dente molto speciale, perché è collegato al karma: custodisce cioè le nostre predisposizioni naturali, considerate come un dono innato, vuoi latente, vuoi già in atto. Questo dente porta la ‘firma’ del nostro essere, di ciò per cui siamo fatti.

Il secondo premolare inferiore sinistro rappresenta concretamente le energie della madre nei nostri confronti.

Il secondo premolare inferiore destro rappresenta l’organizzazione materiale dei progetti, soprattutto nell’ambito lavorativo.

I MOLARI:

I primi molari compaiono verso i 6-7 anni, nel momento in cui il bambino comincia a prendere il posto che gli compete. Si può dire che questo dente corrisponde al desiderio di venire riconosciuti nel posto che vogliamo occupare. Il primo molare superiore destro è il posto che vogliamo assumere e che desideriamo manifestare esteriormente.

Il primo molare superiore sinistro rappresenta il posto che vorremmo avere per poter esprimere la nostra sensibilità.

Il primo molare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui vogliamo essere riconosciuti affettivamente.

Il primo molare inferiore destro rappresenta la cosa più concreta del mondo: il lavoro. Questo molare è connesso con la morte e con la rinascita: ogni ristrutturazione è contemporaneamente un morte della struttura precedente, e la nascita di quella nuova. I secondi molari compaiono verso i 12 anni, e riflettono il rapporto dell’individuo con l’”altro”, ossia il suo modo di proiettarsi sull’altro, e il riflesso che l’altro gli rimanda (la reazione dell’altro rispetto a me).

Il secondo molare superiore destro esprime gli eventi collegati ai rapporti dell’individuo con l’esterno, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana. Il secondo molare superiore sinistro rappresenta ancora il rapporto con l’altro, ma sul piano affettivo: rappresenta dunque la maggiore o minore armonia delle relazioni interiori con l’altro.

Il secondo molare inferiore sinistro rappresenta la manifestazione e la concretizzazione di uno scambio relazionale (già denunciato nel secondo molare superiore sinistro).

Il secondo molare inferiore destro traduce i rapporti in quanto tali, nei fatti e nei gesti. Si tratta di rapporti intesi in senso materiale, e litigiosi.

I DENTI DEL GIUDIZIO:

I denti del giudizio compaiono verso i 21 anni, corrispondono quindi all’integrazione del piano spirituale con quello fisico ed emozionale. In questo dente si cristallizza l’energia dell’individuo collegata alla coscienza collettiva, alla coscienza universale, ed esso è legato all’atteggiamento dell’individuo rispetto al riunirsi con la propria parte mistica. Rappresenta l’uomo nel mondo spirituale, oltre che l’uomo nel mondo in cui si evolve.

Il dente del giudizio superiore destro corrisponde alla forza sviluppata per integrarci nel mondo fisico e spirituale.

Il dente del giudizio superiore sinistro può significare una paura interiore e profonda di essere respinti dal mondo fisico e spirituale in cui ci troviamo. Il dente del giudizio inferiore destro riflette la forza che sviluppiamo per esprimere i nostri sentimenti nel nostro ambiente.

Il dente del giudizio inferiore sinistro corrisponde all’energia fisica sviluppata per inserirci nel mondo. Ogni dente ha corrispondenza con gli organi del corpo o zone riflesse, e corrispondenze con i meridiani dell’agopuntura che vanno interpretate.

 

 

Bibliografia:

M. Caffin,“Quello che i denti raccontano di te”, Ed. Amrita, Torino, 2006

Dott.ssa Irene Bellini

12 settembre 2013

Quando un amore finisce….

QUANDO UN AMORE FINISCE….

la-scienza-conferma-un-amore-finito-fa-male-davvero_1138Rispetto agli anni passati si assiste ad un continuo aumento dei tassi di separazione e divorzi, secondo i dati ISTAT, nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. Senza addentrarci in noiose e inutili analisi dei dati nella speranza di capire come mai ci si separa di più rispetto al passato, mi piacerebbe spiegare cosa succede, quando un amore finisce.

Ogni giorno in tutto il mondo ci sono migliaia di storie che finiscono, nella migliore delle ipotesi la decisione di porre fine ad una relazione è presa di comune accordo ma cosa succede, quando non è così?Come ci si sente ad essere lasciati?

Chi non ha provato questo dolore almeno una volta nella vita?Quando un amore finisce ci si sente soli al mondo, arrabbiati, delusi ma per alcuni la sensazione di vuoto e abbandono è così forte che può trasformarsi in vera e propria angoscia. Come mai? L’uomo è per natura un “animale sociale” ciò significa che ha una tendenza innata a relazionarsi agli altri. Tutti noi abbiamo la necessità, di sentirci amati, apprezzati di ricevere affetto e vivere l’intimità. L’amore è quindi un bisogno e quando qualcosa ne impedisce il soddisfacimento ci sentiamo frustarti.

Ansia, apatia, irritabilità è così che ci si sente, quando qualcuno ci lascia, si vive nel ricordo di quello che è stato provocando una situazione di stallo, di blocco nel passato che non consente di proiettarsi nel futuro, in quel futuro che fa paura.

Cosa ci spaventa? Trovare un nuovo equilibrio…Dover ricominciare tutto da capo… Dare spiegazioni ad amici e parenti…Dover ristrutturare la propria vita in funzione del fatto  che la persona amata non sarà più al nostro fianco…

La maggior parte delle volte chi subisce la decisione, la vive come un fulmine a ciel sereno, ma è realmente così? Quando con il tempo la tristezza lascia il posto alla speranza, ci si rende conto che in fondo quella relazione non era così perfetta come pensavamo, in realtà c’erano delle avvisaglie che  forse non abbiamo voluto o potuto cogliere in quel  momento.

Non sempre la fine di un amore è drammatica come sembra…Si dice che “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova”…. Questo proverbio è indiscutibilmente vero tutti i cambiamenti portano all’incertezza, cambiare significa cresce, significa in qualche modo rompere i vecchi schemi e questo altrettanto indiscutibilmente fa paura…A volte non sapere come sarà la nostra vita senza il/la partner, se si troverà la persona giusta o se il destino ha riservato per noi un triste futuro di solitudine spaventa più di una relazione non troppo felice…La storia però insegna che spesso le scoperte e le innovazioni che hanno migliorato la nostra vita nascono da chi ha avuto il coraggio di cambiare strada…

Quando un amore finisce, bisogna prendersi un tempo adeguato per elaborare e superare la separazione dalla persona amata…L’importante è cercare di capire cosa non ha funzionato senza farsi schiacciare dagli eventi; essere lasciati non è una prova indissolubile della propria inadeguatezza personale, assumere il ruolo di vittima sacrificale o farsi divorare dalla rabbia nei confronti di chi ci ha spezzato il cuore non aiuta di certo a ritrovare il proprio equilibrio psicofisico.

Quindi forza e coraggio e viva l’amore (si ma quello sano pero!!!!)

di Tiziana Fiore

 

21 maggio 2013

Sognare di perdere i denti

La simbologia dei denti

denti

A chi non è mai capitato di sognare di perdere i denti, o che gli venissero strappati, tolti, traballanti…? Si tratta di uno sogni più comuni e il suo significato, non sempre uguale, va ricercato nel senso stesso del “dente”. Secondo la tradizione popolare questo segno rappresenta un presagio di morte o comunque di una sciagura che sta’ per colpire sé stessi o qualcuno caro al sognatore, è infatti spesso accompagnato da sentimenti di timore e talvolta procura una maggiore attivazione e attenzione nella vita quotidiana. Tale atteggiamento non è del tutto negativo se si analizza il significato simbolico del “dente”.

I denti vengono usati per masticare, mordere e strappare andando ad indicare aggressività, incisività e virilità. Allo stesso tempo sono indicatori di salute, benessere e anche piacevolezza a livello estetico, indicando quindi la qualità dell’attivazione energetica. In ultimo i denti sono anche connessi all’erotismo e alla sessualità.  

E’ interessante la distinzione che fanno i Bambara separando i denti in tre gruppi, ciascuno con una diversa funzione simbolica. Gli incisivi rappresentano la fama e la celebrità e, apparendo in primo piano quando le labbra si dischiudono per ridere, sono anche segno di gioia e si ritiene conferiscano alla parola un carattere di freschezza e giovialità. I canini sono segno di lavoro, ma anche accanimento e aggressività. I molari, simbolo di protezione, sono segno di sopportazione e perseveranza. In questo senso il senso del sogno, sarà legato al tipo di denti persi o strappati. In linea generale comunque il senso potrebbe essere connesso ad una perdita di energia.

Quando la mattina si aprono gli occhi e si rimugina sul brutto sogno appena fatto, ci si dovrebbe interrogare su quale sia l’aspetto della nostra vita quotidiana o della nostra vita interna, che stia in qualche modo “mangiando” le nostre energie, lasciandoci un senso di fastidio e paura. Che cosa in questo momento frena il nostro piglio e talvolta la nostra aggressività. E’ allora interessante osservare come la maggiore attivazione procurata dal significato austero popolare attribuito a questo tipo di sogno, probabilmente risponda ad una reale esigenza interna del sognatore che, privato di energia, forse non sta’ sfruttando a pieno il proprio potenziale.

E’ possibile andare poi ad approfondire ragionando sul singolo dente che nel sogno, ma anche nella realtà, crea dolore, viene perso, è cariato… Ad esempio gli incisivi centrali superiori corrispondono all’archetipo maschile e femminile, rispettivamente il destro al primo, il sinistro al secondo.

Buona interpretazione e buona attivazione a tutti!

Dott.ssa Irene Bellini

Bibliografia:

J. Chevalier e A. Gheerbrant, Dizionario dei simboli, ed. Bur, Milano, 2010

M. Caffin, Quello che i denti raccontano di te, Amrita Ed., 2006

5 aprile 2013

La simbologia del numero Otto

 

Otto

 

Il numero otto può essere considerato uno fra i simboli più antichi.

Simbolo di equilibrio e infinito (un otto ruotato di 90°), ma anche di conflitto fra materia e spirito.

Otto sono i petali del loto, quindi i sentieri della vita secondo la tradizione buddhista. Otto sono inoltre i punti di riferimento della Rosa dei Venti, simbolo di ancoraggio, messa a fuoco, dentro e fuori da noi stessi.

Otto sono infine le braccia della dea induista Kalì, che sorreggono strumenti sia di purificazione che di distruzione.

Questo numero sembra essere riconosciuto universalmente come indicatore dell’equilibrio cosmico, per questo soventemente utilizzato nella costruzione di templi, mausolei, moschee e Chiese (otto sono i pilastri che sorreggono le volte; si ricordi inoltre la forma ottagonale di alcuni templi o delle fonti battesimali cristiane).

In Giappone l’otto è da sempre considerato sacro, in quanto simbolo di una quantità incommensurabile ma non definita (così come, del resto, lo sono le isole da cui è costituita la nazione stessa).

7 marzo 2013

La simbologia del numero Sette

LA SIMBOLOGIA DEL NUMERO SETTE

 Sette

Sette sono i giorni della settimana e i colori dell’arcobaleno; sette sono le meraviglie del mondo e i peccati capitali; sette sono i Re di Roma e i suoi colli.

E’ un numero che si ripresenta in numerosi proverbi: “Le sette vite di un gatto”, “Sudare sette camicie”, “Essere al settimo cielo”, “Sette anni di sfortuna”.

Lo ritroviamo inoltre in letteratura e nella cultura cinematografica: “Seven”, “Sette spose per sette fratelli”, “Biancaneve e i sette nani”, “Sette anni in Tibet”, per elencarne solo alcuni.

Da sempre legato alla perfezione e per questo magico, essendo connesso al compiersi del ciclo lunare, il numero sette, secondo l’antica tradizione orientale, è considerato un numero sacro. Tra gli ebrei quest’ultima concezione si realizza nel menorah, il famoso candelabro formato da sette braccia, che rinvierebbe ai sette pianeti ma anche alla divisione in quattro parti dell’orbita della Luna (ventotto giorni).

Il sette rappresenta la globalità, un ciclo dinamico e compiuto. E’ il simbolo dell’unione tra il divino (3) e il terreno (4), tra natura fisica e spirituale. Non per altro sette sono i chakra, i centri energetici all’interno dei quali si accumula energia, consentendoci un’attività emotiva e spirituale.

27 dicembre 2012

Aspettando il nuovo anno

Capodanno: riti e usanze

capodanno

Per molte persone il 31 dicembre rappresenta un giorno decisamente intenso dal punto di vista emotivo, spesso l’attesa inizia già con il Natale. La chiusura dell’anno è vicina e solo l’idea può far venire un po’ di malinconia o di gioia. Si ripercorre il tempo passato e si fa un resoconto di quello che è accaduto negli ultimi mesi, il più delle volte prevalgono ricordi di momenti difficile e dolorosi, non è un caso che si senta dire molto più spesso “Meno male che quest’anno è finito!” piuttosto che “Che peccato, è stato un anno magnifico…”.

Comunque sia andata, ci si può divertire durante la notte di Capodanno realizzando dei riti di passaggio che permettano di salutare il passato e accogliere il nuovo con energia rinnovata, o semplicemente perché non ricorrere ai classici rituali scaramantici….? Alcune proposte:

          Prendete un foglio e provate a scrivere tutto quello che vi affligge e con cui non vorreste  più avere a che fare. Chiudetelo e a mezzanotte bruciatelo, sarà emozionante vedere le proprie parole spargersi nell’aria. Non saranno sparite, ma a modo vostro le avrete salutate.

          in Spagna un rito prevede che le persone mangino dodici chicchi d’uva dodici secondi prima dello scoccare della mezzanotte. I dodici chicchi d’uva stanno a simboleggiare l’avvicendarsi dei mesi dell’anno.

          I tedeschi usano arrotolare il vecchio calendario, legandolo con nove giri di filo rosso, poi lo bruciano con l’augurio che i dolori dell’anno vecchio non tornino mai più.

          Secondo  il Feng Shui tutto quello che è appena nato ha un’energia legata all’est, così come il sole sorge in quella direzione. Sarà allora propiziatorio fare il brindisi di mezzanotte nella stanza più a est della casa, o comunque direzionare il brindisi in quella direzione. In questo modo ci si proietta verso il futuro.

colori-rosso

          Indossare qualcosa di rosso non guasterà…sembra che già ai tempi di Ottaviano Augusto nel 31 secolo a.C. sia gli uomini che le donne tenessero fede a questa tradizione, tenendo conto del valore simbolico del colore stesso: potere, salute, fertilità e passione.

          Mangiare lenticchie sembra portare soldi, credenza derivante dalla somiglianza di questi legumi con le monete, si usava infatti regalare portafogli pieni proprio di lenticchie!

          Indossare qualcosa di nuovo si lega all’idea per cui stia iniziando qualcosa di diverso, il vecchio viene sostituito con qualcosa che fino ad allora non c’era stato…

 

Se aveste qualche altro suggerimento….fateci sapere!!

Intanto buon anno a tutti!

Irene Bellini  

23 dicembre 2012

DISEGNO INFANTILE

L’IMPORTANZA DEL DISEGNO INFANTILE

Da oltre un secolo uno degli ambiti di studio ricorrenti nella psicologia evolutiva concerne l’attività grafica infantile, trattandosi di un importante strumento d’ausilio per comprendere la dimensione cognitiva, emotiva e relazionale del bambino.

In una prospettiva cognitivista autori come Freeman (1980), Gardner (1982) e Goodnow (1977) hanno sostenuto che l’attività del disegnare nei bambini possa essere considerata simile al processo di risoluzione di un problema: il bambino deve  infatti scegliere, di volta in volta, le strategie più efficaci per rappresentare il proprio mondo interno. Essa scelta, peraltro, dipenderà da una serie di fattori legati al contesto, alle caratteristiche del bambino, alle esperienze personali e familiari. Il disegno, in tal senso, può divenire uno strumento di comunicazione complementare al linguaggio verbale.

Più recentemente Bombi e Pinto (2000) hanno affermato che il disegno rappresenta una modalità espressiva generalmente gradita ai bambini per diverse ragioni. In primo luogo per il fatto che produce un piacere intrinseco (a prescindere dal prodotto finale ottenuto): un piacere legato alla scarica di energia, ma anche alla possibilità di esercitare abilità che saranno utili nella vita adulta (come il saper svolgere disegni tecnici e artistici).

L’attività grafica sembra inoltre rafforzare il senso di padronanza e di dominio sia sullo strumento che sulle tecniche rappresentate. Quest’ultimo aspetto diviene fondamentale nei casi in cui il bambino abbia vissuto eventi dolorosi, difficilmente comunicabili attraverso la parola. Il ricorso al disegno può essere in tale senso particolarmente utile nelle situazioni in cui il bambino non sia in grado o non voglia parlare in modo esplicito delle proprie esperienze e dei propri vissuti.

Altri autori sottolineano l’importanza dell’espressione grafica, che diviene un utile strumento sia in ambito clinico che giuridico.

A tal proposito Peterson e Zamboni (1998) sostengono l’utilità del disegno nella valutazione del livello cognitivo del bambino e nella rivelazione di danni neurologici, mentre Veltman e Browne (2002) ne sottolineano l’importanza nell’analisi del concetto di sé, dell’immagine corporea e dell’identità sessuale.

In ambito clinico, diversi autori hanno identificato nel  disegno un utile ausilio per entrare in contatto con il bambino durante la psicoterapia e per aiutarlo a superare il disagio psichico.

Montecchi (1994) sostiene che i test grafici, soprattutto in età evolutiva, possano servire per comprendere il rapporto tra il paziente e la realtà esterna, oltre ad aspetti intrapsichici.

Malchiodi (2001), uno dei maggiori sostenitori dell’efficacia terapeutica del disegno, riferisce che studi condotti nell’ambito delle scienze neurobiologiche tra il 1990 e il 1997 suggeriscano come l’attività grafica sia in grado di stimolare processi neurologici che agevolerebbero la risoluzione dello stress, di pensieri intrusivi e di altri aspetti specifici relativi ai disturbi post-traumatici.

Cohen-Liebmann (1995), che si è occupato direttamente dell’utilizzo della rappresentazione grafica nella terapia con i bambini abusati,  afferma che il disegno, se da un lato costituirebbe una forma alternativa di comunicazione, dall’altro potrebbe anche incrementare/agevolare il recupero in forma verbale dei ricordi traumatizzanti per diversi motivi: in primo luogo l’attività stessa del disegnare potrebbe ridurre l’ansia, aiutando il bambino a sentirsi a proprio agio con il terapeuta; in secondo luogo potrebbe favorire il recupero mnestico e la sua espressione in una forma narrativa coerente. Il disegno potrebbe facilitare infine l’espressione di sentimenti altrimenti inaccettabili e aiutare il bambino ad acquisire fiducia in sé ed incrementare il suo senso di padronanza, altamente danneggiato nelle vittime di abusi.

Thomas e Silk (1998) sostengono che la rappresentazione grafica riflette il mondo interno delle emozioni e dei pensieri di colui che la produce; per questo motivo, il disegno può diventare un utile strumento per identificare la presenza di problemi emotivi nei bambini. L’utilizzo del disegno diverrebbe ancora più significativo nelle situazioni in cui i bambini non possiedono un linguaggio adeguato per descrivere ciò che è loro accaduto. Tale fenomeno si potrebbe verificare, ad esempio, in alcuni casi di abuso con conseguente ritardo nello sviluppo linguistico.

                                                                  di S. Lupo

 

Bibliografia

Bombi A. S., Pinto G., Le relazioni interpersonali del bambino. Studiare la società infantile con il disegno, Carocci, Roma, 2000

Cohen-Liebman M. S., “Drawings as judiciary aids in child sexual abuse litigation: a composite list of indicators”, The Arts in Psychotherapy, Vol. 22, n. 5, (1995), pp. 475-483 

Freeman N. H., Strategies of Representation in Young Children, Academic Press, London, 1980

Gardner H. (1982), “Art, mind and brain”,  Le relazioni interpersonali del bambino. Studiare la società infantile con il disegno, a cura di A. S. Bombi e G. Pinto, Carocci, Roma, 2000

Goodnow J. (1977), “Children’s Drawings”, Le relazioni interpersonali del bambino. Studiare la società infantile con il disegno, a cura di A. S. Bombi e G. Pinto, Carocci, Roma, 2000

Malchiodi C. A., “Using drawing as intervention with traumatized children”, Journal of Trauma and Loss, Vol.1, n.1, (2001), pp. 21-28

Montecchi F., Gli abusi all’infanzia: dalla ricerca all’intervento clinico, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1994, pp. 259-271

Peterson L. W., Zamboni S., “Quantitative art techniques to evacuate child trauma: a case review”, Clinical Pediatrics, Vol. 37, (1998), pp. 45-49

Thomas G. V., Silk A. M. J., Psicologia del disegno infantile, Il Mulino, Bologna, 1998

Urban W., The draw-a-person catalogue for interpretative analisys, Western Psychological Service, Los Angeles, 1983

Veltman M. W. M., Browne K. D., “The assessment of drawing from children who have been maltreated: a systematic review”, Child Abuse Review, Vol.11, (2002), pp. 19-37

30 novembre 2012

Gravidanza nei sogni

SOGNARE DI ESSERE INCINTA

Probabilmente sarà capitato a tutti di sognare di avere il pancione o di partorire, e altrettanto probabilmente vi sarete fatti un sacco di domande rispetto a questo, qualcuno avrà pensato di essere davvero incinta…Ma cosa ci vuole dire il nostro inconscio quando porta nei nostri sogni una gravidanza? E un parto? Come per tutto quello che riguarda un sogno, bisognerà di certo prestare attenzione a tutto quello che completa la storia, alla nostra vita e le emozioni che il sogno ci suscita. E’ possibile però ragionare intorno ad alcuni argomenti comuni.

Quando si è in dolce attesa, una piccola vita, portatrice della sua energia vitale, cresce dentro di noi. Ogni giorno raggiunge delle conquiste enormi, compie delle trasformazioni quasi magiche e cresce, finchè non sarà il momento di affrontare il mondo lasciando il corpo della propria madre. Allora davanti ad un sogno di gravidanza, ci dovremmo chiedere: che cosa stà crescendo dentro di noi? Forse è stato piantato un seme che comincia a dare i suoi frutti…A volte se lo sappiamo, è importante sapere a che periodo di gestazione siamo nel sogno. “Sogno di avere il pancione e so di essere al quinto mese..” allora mi chiederò: Che cosa può essere successo cinque mesi fa? Forse è iniziato qualcosa? In ogni caso dovremmo riflettere sul fatto che una grande energia trasformativa stà crescendo dentro di noi, un progetto prima solo pensato magari stà per prendere forma, un trasferimento tanto desiderato,  un bambino reale oppure l’emergenza della nostra parte maschile o femminile. Seguendo questa linea, sognare di partorire ci indicherà allora la nascita (a volte solo inconscia) di qualcosa: un pensiero, un progetto, una relazione, una consapevolezza…Avrà un certo valore capire come avviene il parto: un parto molto doloroso per esempio, ci indicherà una non facile presa di consapevolezza, o la difficoltà che la nascita di questo nuovo progetto porta con sé.

Direi che quindi, almeno nei sogni, facciamo posto ai pancioni! E questo riguarda sia le donne che gli uomini..

Dott.ssa Irene Bellini

 

14 novembre 2012

Sei

 

“Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita” (S. Agostino di Ippona, “La Città di Dio”).

Secondo Sant’Agostino questo numero è denso di significati, rappresentando la somma dei primi tre numeri (1+2+3).

Pensando al sesto giorno della Genesi, si può considerare il sei anche simbolo del compimento di un ciclo creativo, come un frutto al culmine della sua maturazione; un momento di armonia e pienezza ma che, nel contempo, cela in sé la profezia della dissoluzione.

Nella simbologia numerica greca, il numero 2 e il numero 3  sono simboli, rispettivamente, del femminile e del maschile. Il loro prodotto (2×3=6) rappresenterebbero dunque l’unione sessuale dei due generi. Il sei diviene così un simbolo di totalità nonostante, nella tradizione, questo numero porti con sé una vigorosa simbologia femminile (basti pensare che, per i cinesi, il sei era dotato della ricettività passiva del femminile yin).

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