Posts tagged ‘disgrafia’

12 febbraio 2014

PRIMA…

Scrittura corsiva  all’inizio dellarieducazione. Lo spazio risulta mal gestito, la forma delle lettere, evidentemente non sufficientemente appresa, non permette i collegamento tra le stesse. La pressione è molto appoggiata. Scrive una pagina intera, ma alla fine lamenta male al braccio.

…E DOPO

Pagina di quaderno dopo un anno di rieducazione.

CHE COS’E’ LA RIEDUCAZIONE DELLA SCRITTURA?

La rieducazione è un processo creativo e individualizzato volto a stabilire o ristabilire i presupposti essenziali per un corretto sviluppo del gesto grafico che si raggiunge attraverso interventi sulla postura, sulla tenuta dello strumento, sulla motricità generale e fine, sulla tonicità, attraverso esercizi e tecniche di respirazione, rilassamento,organizzazione spaziale e temporale, prescrittura e pittura utilizzando in particolare i metodi  di Olivaux , di de Ajuriaguerra e della presidente del GGRE Sophie Lombard.

COME FUNZIONA IL TRATTAMENTO?

Il trattamento di rieducazione della scrittura è un percorso relazionale in cui terapeuta e soggetto disgrafico lavorano insieme sugli elementi necessari a ricostruire una buona grafia. Si tratta di decondizionare forme e gesti errati che producono tensione e dolore, rigidezza o mal destrezza, e che penalizzano l’andamento scolastico, l’autostima e le relazioni. Nel corso del trattamento si propongono esercizi tecnici anche sull’impugnatura e sulla postura, esercizi di rilassamento, di respirazione controllata, forme prescritturali sulle quali ricreare una nuova e adeguata attività grafi ca. Le sedute hanno durata di 50 minuti e la durata del trattamento dura circa un anno scolastico, nonostante dipenda dai casi sia una durata minore che maggiore.

QUAL E’ LO SCOPO DELLA RIEDUCAZIONE DELLA SCRITTURA?

Scopo della rieducazione è innanzitutto scoprire il potenziale positivo del soggetto e lavorare su questo per  ripristinare le funzioni malate della scrittura e quindi  migliorare la postura, la tenuta dello strumento, ottenere la padronanza del gesto e della sua tonicità ; in finale  arrivare a trovare il piacere di scrivere  e, tramite il rapporto con il grafologo rieducatore, acquistare fiducia il che si traduce in rapporti più sereni e risultati scolastici migliori.

UN PO’ DI STORIA…

La rieducazione della scrittura nasce in Francia alla fine della Seconda guerra mondiale ad opera di Raymond Trillat e Hugette Masson che hanno introdotto la grafoterapia per i trattamento di soggetti disgrafici presso il Centro Psico-Pedagogico Claude Bernard. Un ulteriore contributo fu dato da Hélène De Gobineau, grafologa celebre per i suoi studi genetici della scrittura, volti ad accertare quale livello di scrittura dovrebbe avere teoricamente ogni bambino a una determinata età. Il metodo proposto dalla De Gobineau nel suo breve articolo inedito del 1958 “Per la scioltezza e la regolarità della scrittura” ha poi ispirato gli studi condotti negli anni Sessanta da Julien De Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, e dai suoi collaboratori che, oltre ad approfondire l’evoluzione della scrittura, hanno messo a punto un metodo specifico di rieducazione per soggetti disgrafici.

Partendo da una ricerca statistica basata su un campione di 700 alunni di età compresa tra i 6 e 11 anni, l’équipe di De Ajuriaguerra elaborò la Scala E e successivamente la Scala D. Rispetto alla rieducazione della scrittura, l’équipe di Ajuriaguerra, riprendendo alcuni concetti già introdotti dalla De Gobineau, propose una serie di tecniche centrate sul rilassamento del corpo e sulla consapevolezza delle varie parti fisiche di volta in volta utilizzate nell’atto scrittorio. In base a questo metodo si insiste sull’importanza di una postura tonica e rilassata, di una prensione funzionale dello strumento grafico e della coordinazione armonica necessaria tra i vari arti coinvolti nella scrittura.

Intanto nel 1960, nel suo primo lavoro, pubblicato alla Presses Universitaires de France, Robert Olivaux,  ha esposto il suo metodo.  Nel 1966 egli ha fondato l’AGRE, prima associazione di Rieducatori della scrittura. Robert Olivaux, amministratore della SFDG, è psicologo dell’Università di Parigi, pedagogista  e grafologo e autore, tra gli altri, di “Pedagogia della scrittura e grafoterapia”, opera nella quale illustra la metodologia da lui improntata per  “guarire la scrittura”.   Dell’AGRE ha preso il posto il GGRE (Groupment des Graphoterapeutes Reeducateurs de l’Ecriture) organismo di formazione senza finalità di lucro che si compone di circa 120 tra soci fondatori, aderenti e associati  prevalentemente francesi e belgi. La formazione dei grafoterapeuti  è  organizzata a Parigi dal COPES (Centro di Apertura Psicologica e Sociale) organismo di formazione continua e di insegnamento per i problemi psicologici e sociali dell’infanzia e dell’adolescenza,  si svolge in due anni per un totale di circa 104 ore ed è destinata agli psicologi, agli psicomotricisti, agli ortofonisti ed ai grafologi della SFdG.

Grazie alla Cattedra Moretti  dell’Università di Urbino e ai professori Pacifico Cristofanelli e Silvio Lena, nonché all’Agif che hanno organizzato in passato corsi specifici di formazione, ed ora anche all’ANGRIS  e l’A.E.D., questa professione si sta diffondendo anche in Italia dove fino al 2000 era praticamente sconosciuta (noti erano soltanto  i servizi dell’Istituto Psico-medico-pedagogico Centro Method di Perignano diretto da Monica Pratelli dove la rieducazione è effettuata  con specifico metodo da una equipe specializzata). L’esistenza di una tecnica per la rieducazione della scrittura è argomento stimolante soprattutto considerando il vuoto che si registra in Italia a questo proposito: infatti le disgrafie sono generalmente ignorate o sottovalutate e i ragazzi disgrafici sono spesso ritenuti svogliati da insegnanti e genitori.

 Dott.ssa Irene Bellini

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23 settembre 2011

“LE DISGRAFIE”

LE DIVERSE FORME DELLA DISGRAFIA

Julien De Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, opera una classificazione piuttosto tecnica delle diverse forme di disgrafia. Tale classificazione si presta ad un rapido excursus di alcuni semplici tratti che l’insegnante può individuare nel proprio alunno e sui quali talvolta potrebbe intervenire direttamente.

DISGRAFIA RIGIDA

La scrittura è caratterizzata da una forte prevalenza della tensione del tratto, spesso calcata, procede con pesantezza, stentatezze e ripassi.

Che cosa possiamo notare?

  •   L’impugnatura è molto forte, rigida
  •   Spesso la postura è rannicchiata e ci indica forte concentrazione
  •   Fastidio alla spalla, dolore alla mano, polso, braccio
  •   Difficoltà nello scrivere per un tempo prolungato
  •   Il bambino potrebbe rimane indietro in un dettato o nella copiatura

DISGRAFIA MOLLE

Le parole e le lettere sembrano fluttuare sul rigo, il controllo del gesto risulta scarso e la chiarezza ne viene compromessa. La pressione è debole.

Che cosa possiamo notare?

  •   La postura appare lasciva, testa e schiena lontane da foglio
  •  L’impugnatura dello strumento è incerta, talvolta la penna “cade” dalla mano
  • Il bambino manifesta scarsa energia, ipotensione
  •  Difficoltà di concentrazione, il bambino potrebbe sembrare essere “sulle nuvole”.

DISGRAFIA IMPULSIVA

La scrittura tende con una certa velocità verso destra, ma lo scarso controllo rende il gesto maldestro e poco chiaro. La pressione è forte.

Che cosa possiamo notare?

  •   Il bambino manifesta scarso interesse per l’attività di scrittura, sembra “buttare via” le lettere.
  •  Potrebbe lamentare fastidio al polso
  •  Vivace ed esuberante non riesce a frenare i propri impulsi
  •  La postura appare inadeguata, tende a muoversi di continuo o al contrario alternare rapidi gesti carichi di tensione
  • Potrebbe risultare poco tollerante e paziente.

DISGRAFIA LENTA E PRECISA

La scrittura procede con estrema lentezza e un’eccessiva attenzione alla forma, la chiarezza potrebbe risultare dunque non compromessa ma parliamo di comunque di disgrafia.

Che cosa possiamo notare?

  • In genere postura e prensione manifestano una certa tensione legata allo stato di concentrazione
  • Difficoltà e riluttanza allo scrivere per un tempo prolungato
  •   Fastidio a polso, braccio, schiena
  • Tratto tremolante, incerto
  •   Il bambino potrebbe rimanere indietro nel dettato o nella copiatura, e rimanerne frustrato
  • Viene perso il senso di quello che viene scritto, l’attenzione è direzionata sulla forma.

DIGRAFIA MALDESTRA

La mal destrezza caratterizza la maggior parte delle scritture disgrafiche e si manifesta con una mal gestione di forma, spazio, pressione. Incertezze ed esitazioni. La chiarezza risulta compromessa

PICCOLO APPROFONDIMENTO

Va sottolineato che oltre alle disgrafie descritte da Ajuriaguerra, esiste quella che Olivaux chiama disgrafia sintomatica , comprendendo tutte quelle scritture che seppur talvolta mantengano una certa leggibilità, non permettono un’adeguata espressione della personalità. Tra queste è possibile incontrare:

  Disgrafia da opposizione: molto frequente, è caratterizzata da svariate
disuguaglianze, angolosità marcate, molto “nero”.

Disgrafia per ansia: scritture piccole, rovesciate, schiacciate sulla
riga (basse), sembrano cercare protezione dentro grandi margini.

  Disgrafia che compensa un senso di inferiorità

  Fobia Specifica

Dott.ssa Irene Bellini

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