Posts tagged ‘grafologia’

12 febbraio 2014

Cosa dice la mia scrittura?

Se desideri fare un piccolo assaggio grafologico, puoi inviare la tua scrittura (10/15 righe su foglio non rigato completa di firma) all’indirizzo mail

granellidipsicologia@libero.it

Va tenuto conto che un’analisi grafologica completa e ben fatta non può non tenere conto del tratto. Tale aspetto non è chiaramente visibile se non in originale. 

 Dott.ssa Irene Bellini

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12 febbraio 2014

Grafologia

Dietro le parole…

“La scrittura riflette l’uomo”

Il fatto che esistano dei rapporti tra i vari segni grafici che compongono il tracciato e la psicologia dello scrivente è il dato di fatto su cui si basa la grafologia. Si accetta il postulato, dimostrato dalla pratica, che la coordinazione dei segni grafici e dei loro significati psicologici permetta combinazioni sensate, da cui emerge un ritratto veritiero delle personalità dello scrivente.

“Qual è il nesso tra il segno grafico e il suo senso psicologico?”

SIMBOLO

La scrittura è essenzialmente simbolica, come ci ricorda M. Pulver in “La simbologia della scrittura”. in quest’ottica dunque il problema che si pone la grafologia riguarda l’identificazione dei segni grafici e la loro interpretazione: che rapporto c’è tra gli elementi visibili (segni ) e quelli invisibili (dati psicologici)?

Forse non tutti sanno che…

Oggi esistono inItalia diversi approcci teorici allo studio della grafia, cui corrispondono diversi istituti e specializzazioni. E’ importante sottolineare che quello che distingue le diverse scuole è la base psicologica e non la base grafologica delle loro concezioni: la nomenclatura dei segni, la loro classificazione e il loro significato, a parte alcune sfumature, sono gli stessi.

Cosa si guarda nella scrittura?


Quando si guarda alla scrittura con occhi “grafologici” l’occhio cade innanzitutto su quattro parametri fonadamentali: spazio, forma, movimento e tratto.

Lo spazio fa riferimento al come viene occuapato il foglio (i margini, lo spazio tra le righe, le parole…), la forma a come vengono fatte le lettere, il movimento a come la scrittura avanza (si muove) lungo il rigo e il tratto è quanto si calca con la penna sul foglio.

Dott.ssa Irene Bellini

10 ottobre 2013

Grafologia: domande tipiche

Le classiche domande fatte al grafologo…

grafologia

La grafia nasconde un mondo simbolico tutto da esplorare, la penna scorre sul foglio come guidata da una forza molto difficile da gestire. Si tratta dell’energia vitale, proveniente dal mondo interno di ogni individuo, che senza volerlo lasciando il proprio segno, sta parlando di se in modo profondo.

Studiare la scrittura in tutti i suoi aspetti è un compito piuttosto complesso, che richiede anni di studio e pratica, che porta però a poter leggere dietro le lettere, dietro le parole. Gli aspetti che vengono presi inconsiderazione nell’analisi di una grafia sono innumerevoli; al contrario le osservazioni e le domande che vengono in genere poste sembrano ripetersi…E’ a queste che tenterò di dare una risposta.

Non è possibile analizzare la mia scrittura, scrivo sempre in modo diverso!

Si provi a pensare al modo in cui un individuo entra in una stanza e la occupa, magari immaginandolo quando tutti i giorni entra nel suo ufficio. Sicuramente questa persona tenderà a ripetere dei rituali, come appoggiare la giacca o la borsa sempre nello stesso posto;  tutti i giorni però è possibile che qualcosa del suo comportamento cambi: magari appoggerà la giacca nello stesso posto ma un giorno con attenzione mentre un altro la getterà con non curanza, oppure prenderà posto in modo composto o scomposto…

Con la scrittura avviene più o meno la stessa cosa. Tutti avranno notato che in base al momento o al mittente, la propria grafia cambierà anche notevolmente nella forma; oppure che la stanchezza o una maggiore attenzione produrranno scritti apparentemente differenti. E’ un evento del tutto normale, farebbe al contrario pensare, come a volte avviene in alcune scritture adolescenziali, una scrittura sempre uguale. L’umore, la fretta, il mittente e tanti altri fattori influiscono sul modo in cui si scrive.

Tutto questo però non implica l’impossibilità di analizzare una scrittura. Esistono dei parametri che rimangono costanti per ogni individuo, basti pensare alla possibilità di individuare una firma falsata. Magari in alcuni casi sarebbe utile poter visionare le diverse “facce” della grafia, ma è sicuramente possibile poterla analizzare.

Ma è normale che a volte calco tanto e altre invece no?

La risposta è: si. La pressione, ossia l’energia che viene utilizzata per lasciare il segno sul foglio, rappresenta il maggiore indicatore dell’ energia vitale attiva nel momento in cui si scrive. Può accadere che in una giornata in cui tenda a prevalere l a rabbia, la scrittura appaia più calcata, mentre in un momento della vita particolarmente malinconico possa risultare piuttosto leggera (in questi casi a volte si incontra anche fatica nello scrivere). E’ possibile anche che una forte stanchezza imponga una maggiore concentrazione e dunque la grafia risulterà più calcata. Esistono molte altre motivazioni che possono portare ad una pressione mutevole, non da ultimo il tipo di penna che viene usato…e allora viene da se la domanda…

La mia scrittura cambia in base al tipo di penna che uso!

Non si può dire che questo non sia vero. Un pennarellino scorrerà sul foglio sicuramente in modo diverso rispetto ad una penna dal tratto fine. Ma ancora una volta questo non impedisce un’accurata analisi della scrittura, perché i parametri presi in esame andranno oltre. Si terrà presente che caratteristiche ha di norma una scrittura quando viene usato quel tipo di strumento grafico, e magari ci si chiederà anche perché viene usato proprio quello e di quel colore.

Buona analisi a tutti!

Dott.ssa Irene Bellini

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