Posts tagged ‘psicodramma’

7 ottobre 2014

Role Playing e Psicodramma: due esperienze a confronto

Avrete sicuramente sentito parlare di entrambi, ma magari avete ancora un  po’ di confusione…e allora proviamo a spiegare meglio cosa sono, e soprattutto le loro differenze.

Innanzitutto c’è da fare una premessa: il termine “Psicodramma”, ha un doppio significato, indica infatti sia l’approccio teorico e metodologico inventato da J.L.Moreno, sia un particolare tipo esperienza in cui un Protagonista “mette in scena” una situazione sua personale o immaginata, che riguarda il suo mondo interno. In questo contesto vorrei analizzare e differenziare questo secondo tipo di significato del termine Psicodramma, quello più tecnico, che fa parte insieme al Role Playing delle esperienze proposte da Moreno.

Partiamo da un esempio concreto, usando come tema di lavoro “La difficoltà del genitore al momento della nanna dei propri bambini”.

Se in un gruppo di genitori, tutti esprimono la loro difficoltà nel mettere a letto i bambini allora si potrebbe proporre un lavoro comune, in cui tutti possono osservare, agire i vari ruoli e riflettere sull’esperienza. In questo caso si parla di Role Playing.

Si potrebbe proporre al gruppo di inventare un copione e definire i ruoli che ci sono (i bambini non vogliono andare a dormire e fanno i capricci; a casa ci sono mamma, papà e due figli), i partecipanti al gruppo decidono quale ruolo vogliono “giocare”, e la scena ha inizio. Durante lo svolgimento della scena, il conduttore può interrompere utilizzando alcune tecniche, per approfondire cosa succede, i membri del gruppo possono invertirsi per sperimentare anche gli altri ruoli. Ci saranno alcune persone che giocano i ruoli e altre che osservano la scena. Alla fine tutti potranno condividere le riflessioni e i vissuti nell’osservare la scena o nell’essersi sperimentati nei vari ruoli. Tutto ciò che viene condiviso diventa materiale comune per arricchire l’esperienza di ognuno.

Se invece in un gruppo, un genitore esprime una grossa difficoltà personale nel gestire il momento della nanna dei propri bambini allora si può proporre un’esperienza da Protagonista, in cui lui/lei lavora e il gruppo osserva o funge da io-ausiliario. In questo caso si parla di Psicodramma.

Ciò significa che il genitore dirà quali sono le persone presenti nella Sua scena, sceglierà tra i membri del gruppo chi dovrà interpretare quei ruoli, e una volta costruita la scena darà voce ad ogni personaggio, prendendone i panni ad uno ad uno. Gli io-ausiliari allora non avranno margine di libertà nel giocare il ruolo che viene attribuito, ma avranno la funzione di impersonare ciò che il Protagonista ha portato. In questo caso i ruoli non vengono cambiati in corso d’opera. Sarà solo la possibilità del Protagonista di sperimentarli tutti per poter vedere la situazione da tutti i punti di vista. Alla fine del lavoro il Protagonista avrà avuto modo di esplorare e approfondire la Sua situazione personale e i membri del gruppo di condividere le loro risonanze nell’osservare o partecipare come ausiliari alla scena del Protagonista.

Come vedete la situazione potrà sembrare molto simile, ma da uno stesso tema possono esserci due strade diverse di lavoro. Ovviamente la strada che si sceglie dipende dagli obiettivi e dalla disponibilità del gruppo.

Il Gioco di Ruolo viene utilizzato prevalentemente nel contesto formativo o pedagogico, poiché non riguarda la storia individuale di un membro del gruppo, ma una “storia tipo”, che rappresenta un copione più o meno comune a tutti; il suo obiettivo è quello di lavorare sui ruoli sociali condivisi. Questo è il motivo per cui viene spesso utilizzato nei gruppi di formazione e supervisione specifici, perché è molto facile poter portare nell’esperienza del gruppo una situazione comune a tutti dalla quale poi far partire riflessioni sul ruolo professionale.

Lo Psicodramma invece è un’esperienza attiva che mette in scena, con l’aiuto dei membri del gruppo, chiamati Io-ausiliari, la storia personale di uno solo dei partecipanti, chiamato Protagonista. Può essere utilizzato in diversi contesti, da quello formativo a quello pedagogico, dalla crescita personale al gruppo di sostegno psicologico e di terapia. Il suo obiettivo è quello di approfondire la tematica portata da una persona, di lavorare sulla sua verità soggettiva, permettendo di avvalersi dell’aiuto del gruppo che ha quindi una funzione amplificatrice, di ausiliario e di contenitore.

di Stefania Cioppa

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4 settembre 2014

LABORATORIO DI GRUPPO

Per la ripresa delle attività non poteva mancare un uno dei nostri laboratori di gruppo!

“IL SENTIERO DELLA VITA”

LABORATORIO ESPRESSIVO E DI CRESCITA PERSONALE

CAMMINO

Primo incontro lunedì 29 settembre: “C’ERA UNA VOLTA…”

Chiusura iscrizioni venerdì 26 settembre

SE TI ISCRIVI ENTRO VENERDì 19 LA TESSERA ASSOCIATIVA E’ SCONTATA DEL 50%!!!

Affrettatevi, la partecipazione è a numero chiuso!!!!

Scarica qui il VOLANTINO e stampalo per diffondere l’iniziativa anche tra i tuoi amici!

23 novembre 2012

Percorso di gruppo

I RUOLI DELLA MIA VITA

Laboratorio di gruppo per la crescita personale

 condotto con l’uso dei Metodi Attivi e dello Psicodramma classico

Sei incontri serali, a cadenza settimanale, a partire da lunedì 13 maggio 2013.

Per maggiori informazioni clicca qui.

25 ottobre 2011

Che cos’è lo Psicodramma?Qualche risposta ai più curiosi…

Quando parlo di Psicodramma, molti amici e conoscenti non capiscono a cosa mi riferisco…mi rendo conto che non è facile da spiegare in poche righe e che ogni tentativo è riduttivo rispetto alla grandezza di questo “strumento”. Il consiglio che mi sento di dare ad ognuno di voi è di provare, perché solo in questo modo ci si può fare un’idea, anche solo vaga, di che cos’è lo psicodramma!

Ricordo la prima volta che partecipai ad una sessione aperta…ero molto agitata, non sapevo bene cosa dovessi fare, non conoscevo nessuna delle persone presenti, avevo paura e forse anche un po’ di vergogna…ma Mario Valzania, quello che poi è diventato il mio Maestro, un grande maestro, è riuscito in poco tempo ad allentare la tensione, a farci sentire a nostro agio, permettendoci di esprimerci liberamente nell’esperienza in cui ci ha condotto…e da quella volta non sono più riuscita a farne a meno!

Per me è diventato non solo un metodo di lavoro privilegiato, ma anche una scelta professionale. Mi sono formata per condurre gruppi utilizzando questo approccio ed eccomi qui, nel tentativo di dare qualche risposta ai più curiosi…

Che cos’è lo psicodramma?

Lo Psicodramma è un approccio teorico e metodologico utilizzato principalmente nel lavoro con i gruppi, che privilegia l’azione rispetto alla parola.

Parlando di Psicodramma ci si riferisce all’approccio Classico, ideato da J.L.Moreno, perché con il tempo si sono diffusi altri tipi di psicodramma (analitico, junghiano) che, pur privilegiando il lavoro attivo, si esplicano in modo differente.

A cosa serve?

Lo psicodramma è utilizzato in diversi ambiti: psicoterapeutico, educativo, formativo, nella prevenzione e promozione del benessere, nella crescita personale, nel sostegno al ruolo sociale e professionale… l’obiettivo varia in funzione del contesto in cui si utilizza.

Privilegiare lo psicodramma rispetto ad altri approcci teorici e metodologici può essere utile per diffondere un modo di lavorare con le persone più legato all’esperienza vissuta che al racconto della stessa.

Lo psicodramma integra il lavoro corporeo con quello verbale, andando a risvegliare quei vissuti emotivi legati all’esperienza, che spesso rimangono in secondo piano nei racconti, o perché inconsapevoli, o perché “mascherati” dalla razionalità.

Lo scopo è quello di creare, in un contesto protetto, uno spazio di auto-riflessione e di incontro autentico con se stessi e con gli altri. 

In cosa consiste?

È difficile rispondere a questa domanda, perché lo psicodramma utilizza diverse tecniche specifiche e una struttura ben delineata, ma i contenuti di ogni esperienza sono assolutamente variabili, in base alla finalità. La struttura generale comprende una fase di riscaldamento del gruppo e di giochi interattivi, una fase di lavoro centrale in cui ci può essere una rappresentazione scenica, un role-playing, un lavoro sociodrammatico (centrato sul gruppo) etc etc… e un momento finale di condivisione dei vissuti sull’esperienza fatta (chiamato sharing).

Lo psicodramma, o più in generale i metodi attivi, si avvalgono dell’utilizzo anche di altri approcci espressivi che possono essere utili allo scopo.

A chi è indirizzato?

Lo psicodramma è utilizzato prevalentemente nel contesto di gruppo, anche se alcune tecniche possono essere utili anche nel supporto individuale (chiaramente il valore catartico non è lo stesso, perché il gruppo ha una funzione molto importante!).

È indicato nel lavoro con i gruppi reali, come i membri di un’équipe o persone che si vedono abitualmente per uno scopo, al fine di lavorare sul ruolo professionale, sulla dinamica di gruppo, sulla condivisione ed elaborazione dei vissuti.

È indicato per chi ha difficoltà a “mettersi in gioco” in un gruppo, perché aiuta a sperimentarsi in un contesto in cui l’assenza di giudizio, la simmetria e la circolarità della comunicazione all’interno del gruppo sono i principi fondanti, e in cui il vissuto soggettivo ha importanza primaria.

È indicato per chi ha voglia di accrescere la conoscenza di sé e di potenziare le proprie risorse, utilizzando un approccio che permette di esprimersi in modo creativo e spontaneo.

È indicato per chi ha voglia di togliersi la “maschera” e sperimentare un nuovo modo di giocare il proprio ruolo nei diversi contesti del quotidiano.

Da quante persone è formato un gruppo?

Il numero è variabile, ma un buon gruppo potrebbe essere di 10-12 persone.

Si può assistere senza partecipare?

Nello psicodramma, come in tutti gli altri metodi di lavoro con il gruppo, vige la regola della segretezza di ciò che avviene nel gruppo; dunque sarebbe destabilizzante e addirittura fastidioso avere una persona che è presente solo come uditore non partecipante, perché ciò non favorirebbe la condivisione dei vissuti soggettivi. L’essere uditori presuppone un “distacco giudicante”, e quindi andrebbe a intaccare il principio dell’assenza di giudizio. Immaginatevi di essere in un gruppo e di dover parlare di qualcosa di vostro con qualcuno che vuole solo guardare da lontano…come vi sentireste?!

Lo psicodramma rispetta però le individualità di ognuno, quindi tutti i partecipanti al gruppo saranno legittimati a mettersi in gioco nella misura in cui si sentiranno di farlo. Ci saranno poi dei momenti in cui, durante la rappresentazione scenica, alcune persone fungeranno da uditorio, e quindi parteciperanno solo come osservatori.

Fare psicodramma significa fare teatro?

Lo Psicodramma nasce dal Teatro della Spontaneità, un’invenzione di Moreno degli anni ’20 a Vienna, quindi qualcosa che ha a che fare con il teatro c’è!

La parola psicodramma infatti deriva dal greco (psiché =anima e dràma=azione, spettacolo scenico) e definisce un modo di esplorare il mondo psichico e le relazioni attraverso l’azione e la rappresentazione scenica.

La messa in scena, dei propri vissuti, prevede quindi un protagonista e degli attori che fungono da ausiliari, ma non è data importanza alla performance, ma solo al processo, ossia al percorso introspettivo che avviene durante la rappresentazione.

La condivisione in questo modo risulta talmente reale da permettere all’uditorio-pubblico di rispecchiarsi nelle storie degli altri, e agli attori di assumere dei ruoli in cui identificarsi o distanziarsi. Il protagonista invece ha la possibilità di vivere da attore e di osservare la propria scena, creando un decentramento percettivo che favorisce l’auto-riflessione e la ridefinizione dei propri vissuti.

Cos’è una sessione aperta?

Una sessione aperta di Psicodramma è un’esperienza di lavoro di gruppo di circa due ore, in cui si sperimenta il metodo psicodrammatico.

Spero di essere riuscita a chiarire qualche quesito e qualche dubbio…ora non vi resta che provare!

Dott.ssa Stefania Cioppa

21 ottobre 2011

Incontro di gruppo

3 NOVEMBRE h:20.00-22.30

SESSIONE APERTA DI PSICODRAMMA

Se hai voglia di sperimentarti, di lavorare attivamente su di te, o semplicemente di conoscere cos’è lo psicodramma, questa è l’occasione giusta!!!

…per un Incontro con se stessi e con l’altro…

…come in un gioco di specchi…

Per maggiori info clicca qui

7 aprile 2011

Vuoi partecipare ad un’esperienza di psicodramma?

Se sei in una fase di cambiamento personale, professionale, affettivo…e pensi di aver bisogno di ritagliarti uno spazio di riflessione in cui poter condividere la tua esperienza e ritrovarti nelle esperienze degli altri, verso una maggiore consapevolezza di ciò che ti sta accadendo, questi incontri potrebbero fare al caso tuo!

Se sei interessato clicca qui

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