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23 settembre 2011

“LE DISGRAFIE”

LE DIVERSE FORME DELLA DISGRAFIA

Julien De Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, opera una classificazione piuttosto tecnica delle diverse forme di disgrafia. Tale classificazione si presta ad un rapido excursus di alcuni semplici tratti che l’insegnante può individuare nel proprio alunno e sui quali talvolta potrebbe intervenire direttamente.

DISGRAFIA RIGIDA

La scrittura è caratterizzata da una forte prevalenza della tensione del tratto, spesso calcata, procede con pesantezza, stentatezze e ripassi.

Che cosa possiamo notare?

  •   L’impugnatura è molto forte, rigida
  •   Spesso la postura è rannicchiata e ci indica forte concentrazione
  •   Fastidio alla spalla, dolore alla mano, polso, braccio
  •   Difficoltà nello scrivere per un tempo prolungato
  •   Il bambino potrebbe rimane indietro in un dettato o nella copiatura

DISGRAFIA MOLLE

Le parole e le lettere sembrano fluttuare sul rigo, il controllo del gesto risulta scarso e la chiarezza ne viene compromessa. La pressione è debole.

Che cosa possiamo notare?

  •   La postura appare lasciva, testa e schiena lontane da foglio
  •  L’impugnatura dello strumento è incerta, talvolta la penna “cade” dalla mano
  • Il bambino manifesta scarsa energia, ipotensione
  •  Difficoltà di concentrazione, il bambino potrebbe sembrare essere “sulle nuvole”.

DISGRAFIA IMPULSIVA

La scrittura tende con una certa velocità verso destra, ma lo scarso controllo rende il gesto maldestro e poco chiaro. La pressione è forte.

Che cosa possiamo notare?

  •   Il bambino manifesta scarso interesse per l’attività di scrittura, sembra “buttare via” le lettere.
  •  Potrebbe lamentare fastidio al polso
  •  Vivace ed esuberante non riesce a frenare i propri impulsi
  •  La postura appare inadeguata, tende a muoversi di continuo o al contrario alternare rapidi gesti carichi di tensione
  • Potrebbe risultare poco tollerante e paziente.

DISGRAFIA LENTA E PRECISA

La scrittura procede con estrema lentezza e un’eccessiva attenzione alla forma, la chiarezza potrebbe risultare dunque non compromessa ma parliamo di comunque di disgrafia.

Che cosa possiamo notare?

  • In genere postura e prensione manifestano una certa tensione legata allo stato di concentrazione
  • Difficoltà e riluttanza allo scrivere per un tempo prolungato
  •   Fastidio a polso, braccio, schiena
  • Tratto tremolante, incerto
  •   Il bambino potrebbe rimanere indietro nel dettato o nella copiatura, e rimanerne frustrato
  • Viene perso il senso di quello che viene scritto, l’attenzione è direzionata sulla forma.

DIGRAFIA MALDESTRA

La mal destrezza caratterizza la maggior parte delle scritture disgrafiche e si manifesta con una mal gestione di forma, spazio, pressione. Incertezze ed esitazioni. La chiarezza risulta compromessa

PICCOLO APPROFONDIMENTO

Va sottolineato che oltre alle disgrafie descritte da Ajuriaguerra, esiste quella che Olivaux chiama disgrafia sintomatica , comprendendo tutte quelle scritture che seppur talvolta mantengano una certa leggibilità, non permettono un’adeguata espressione della personalità. Tra queste è possibile incontrare:

  Disgrafia da opposizione: molto frequente, è caratterizzata da svariate
disuguaglianze, angolosità marcate, molto “nero”.

Disgrafia per ansia: scritture piccole, rovesciate, schiacciate sulla
riga (basse), sembrano cercare protezione dentro grandi margini.

  Disgrafia che compensa un senso di inferiorità

  Fobia Specifica

Dott.ssa Irene Bellini

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