Posts tagged ‘prevenzione’

4 giugno 2012

ANDROLOGIA E PSICOLOGIA

ANDRO….. ……CHE???

L‘andrologo (dal greco aner: uomo e logos: discorso) è lo specialista che studia la salute maschile, con particolare riferimento alle disfunzioni dell’apparato riproduttore e urogenitale. È la controparte del ginecologo che si occupa invece dell’apparato sessuale femminile.

In quest’articolo parleremo di prevenzione ed è per questo che mi sembra opportuno chiarire che cosa intendiamo con questo temine…

La prevenzione è l’insieme di quelle azioni finalizzate a impedire o ridurre la probabilità che si verifichino eventi non desiderati.

In ambito medico con il termine prevenire s’intende quindi l’insieme delle condotte volte al mantenimento o al miglioramento dello stato di salute.

Si parla di prevenzione primaria per indicare quelle azioni volte a evitare o contrastare l’insorgenza di una malattia, la prevenzione secondaria è legata invece alla diagnosi precoce di una patologia nascente e infine la prevenzione terziaria cura e riduce i “danni” prodotti da una patologia, limitando le complicazioni.

Se a questo punto dovessi lanciare un sondaggio e chiedere quanti di voi sono andati almeno una volta nella vita dall’andrologo, sono sicura che non serva nessun tipo di calcolatore elettronico per fare i conti, poiché purtroppo, non esiste nel nostro paese una cultura della prevenzione soprattutto al maschile. Coloro i quali si recano dall’andrologo lo fanno in tarda età quando magari spinti dalla compagna, si trovano di fronte a una disfunzione sessuale o ancora peggio a fare i conti con una paternità negata. Molto spesso, infatti, l’uomo inizia a fare dei controlli solo quando una volta deciso di diventare padre, i tentativi naturali falliscono; a quel punto spinti da una compagna che rompe la barriera del “i panni sporchi si lavano in casa” si rivolgono allo specialista con un atteggiamento distaccato quasi stessero vivendo la vita di un altro.

Perché tutta questa riluttanza? Per una donna sembra tutto più naturale al punto che andare dal ginecologo in linea di massima, diventa una tappa obbligata del diventare donna. E l’uomo? Per l’uomo la sessualità è sinonimo di virilità quindi fino a che non ci sono problemi che inibiscono una regolare attività sessuale, difficilmente, si reca da uno specialista a titolo del tutto preventivo. In fondo se “il membro” funziona per quale ragione, dovrebbe recarsi da un andrologo? Le ragioni per cui andare possono essere diverse in primis perché molte delle infezioni sono asintomatiche e spesso quando ci sono delle avvisaglie, è tardi e l’intervento a qual punto è volto a limitare i danni di una patologia contratta che magari, poteva essere evitata.

La prevenzione è importante in tutti gli ambiti ma lo è ancor di più in tutti quei settori che sono dei “tabù” dove non solo non si parla di certe cose ma se presenti, bisogna lottare con tutte le energie per tenere nascosto a tutti quello che sta per capitare….

Di prevenzione all’infertilità si è iniziato a parlare solo recentemente ma una campagna di sensibilizzazione soprattutto nelle scuole diventa non solo utile ma oserei dire necessaria in una società come la nostra in cui i casi d’infertilità sono in aumento.

Gli uomini, adolescenti o adulti che siano, pensano di trovare le risposte alle loro perplessità sui propri genitali attraverso forum ai quali rivolgono le domande più disperate. Il web, infatti, garantisce l’anonimato ma non è detto che sia attendibile soprattutto in materia sanitaria.

E’ proprio per questo che ho deciso di scrivere queste due righe per ricordare di non sottovalutare segnali che ti sembrano banali e imbarazzanti, non pensare “a me non può succedere” e soprattutto rifletti sul fatto che le tue scelte di oggi hanno una ricaduta sul tuo futuro un domani …

Per saperne di più sulla prevenzione andrologica clicca qui:http://www.prevenzioneandrologica.it/

Dott.ssa Tiziana Fiore

Annunci
21 marzo 2012

PARLIAMO DI ENDOMETRIOSI

 Vorrei aprire questo articolo con una celebre frase di un poeta francese “Solo chi si conosce è padrone di sé stesso”…

Quanti di voi conoscono l’ENDOMETRIOSI? 

Probabilmente molti ne hanno sentito parlare  ma sicuramente non tutti sanno che questa malattia subdola e oscura può avere conseguenze devastanti sulla vita della persona che ne è affetta… Spesso la carenza  di informazioni  e la mancanza di iniziative di sensibilizzazione penalizzano le nostre scelte quotidiane portando ad una consapevolezza solo tardi, solo quando non resta che dire: SE SOLO AVESSI SAPUTO… Nonostante le informazioni mediche contenute nell’articolo  hanno carattere meramente informativo e divulgativo e non intendono assolutamente sostituirsi ad una consultazione medica mi sembra opportuno approfondire questo argomento.

 L’arrivo  del primo flusso mestruale dà il via all’età della pubertà che rappresenta l’inizio del periodo fertile. Il termine mestruazione (dal latino menstruum =mensile), definisce la perdita di sangue dall’apparato genitale femminile, che si verifica regolarmente ogni mese in età feconda se non c’è gravidanza.La comparsa del flusso segna l’inizio di ogni ciclo mestruale e pur essendo soggetta ad ampie variazioni individuali la maggior parte delle donne accusa dolore intenso e crampi nella zona addominale, accompagnati a volte da vomito,cefalea ,mal di schiena, tensione mammaria e stanchezza. Fino a qui sembra tutto normale in fondo i dolori mestruali affliggono, in maniera più o meno importante, quasi tutte le donne fertili  basta prendere un antinfiammatorio e tutto passa no? Nalla maggior parte dei casi è cosi ma in molti altri,il  disturbo può essere una vera e propria malattia e risultare invalidante. L’endometriosi presenta dei sintimi che possono essere confusi con il malessere del ciclo mestruale solo che il dolore, quando presente, diventa insostenibile al punto da inficiare le normali attività quotidiane. Perchè?

Nelle donne  affette da endometriosi, sono presenti frammenti o “isole” di endometrio (tessuto che riveste internamente l’utero) in sedi atipiche quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, setto retto-vaginale.Ogni mese,il tessuto endometriale impiantato in sede anomala,subisce la stimolazione ormonale, nello stesso modo in cui si verifica a carico dell’endometrio normalmente presente in utero, e quindi  va incontro a sanguinamento. Tale sanguinamento a differnza di ciò che accade durante il normale ciclo mestruale, comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla , formazione di noduli, cisti e aderenze.

La causa dell’endometriosi è sconosciuta. Diverse teorie sono state proposte, ma nessuna di esse può spiegare tutti i casi.Una prima teoria è quella della mestruazione retrograda secondo la quale, durante la mestruazione, del tessuto mestruale migra in senso inverso nelle tube, si impianta nell’addome e cresce. Secondo alcuni esperti la migrazione retrograda è presente in tutte le donne, ma solo nelle donne afflitte da endometriosi un difetto immunitario e/o ormonale permette al tessuto di radicarsi e crescere.

I sintomi riscontrati più frequentemente in caso di endometriosi sono dolori prima e durante le mestruazioni (in genere più intensi dei soliti crampi mestruali), dolori durante o dopo i rapporti sessuali, sterilità e sanguinamento intenso o irregolare.Altri sintomi che si presentano possono essere: stanchezza, dolori che si irradiano verso la zona rettale, dolore all’ovulazione, dolore alla regione lombare, diarrea e/o stitichezza e altri disturbi intestinali. Tuttavia è opportuno chiarire che in un numero considerevole di donne, affette da endometriosi, anche in forme avanzate, il dolore è totalmente assente ed è proprio  questo a rendere subdola la malattia.

Allo stato attuale l’unico accertamento diagnostico che permette di stabilire con certezza il problema è la laparoscopia, un intervento effettuato in anestesia totale che permette di diagnosticare l’endometriosi, valutarne la gravità ed eventualmente intervenire per la risoluzione.seppure associate ad una certezza di diagnosi inferiore, altre alternative diagnostiche sono  l’ecografia ovarica trans-vaginale il dosaggio del CA125 nel sangue e visita ginecologica manuale.Nonostante si stima che circa 150 milioni di donne nel mondo sia affetto da endometriosi di cui,14 milioni in Europa  e almeno 3 milioni in Italia, la malattia è sottovalutata e poco conosciuta, infatti è stato appurato che la diagnosi certa arriva tardivamente, con un tempo medio superiore a 9 anni. Secondo il Ministero della salute, le ragioni di tale ritardo sono dovute a varie cause: spesso le donne pensano che i sintomi sono normali, altre volte viene detto loro che la sintomatologia non va considerata come patologica, se a questo poi si aggiunge l’applicazione di metodi diagnostici purtroppo inadeguati ci si può rendere conto della drammaticità del fenomeno.

Per quanto riguarda la terapia, ad oggi, l’endometriosi non può essere definitivamente curata. E’ comunque possibile tenere sotto controllo l’evoluzione progressiva della patologia  riuscendo a contenere i sintomi fisici e le inevitabili ricadute psicologiche. In linea di massima la sceltadel trattamento dipende dalla gravità della malattia, dall’età della donna e dal desiderio di riproduzione della stessa. Le terapie possono essere mediche, ovvero basate sulla somministrazione  di farmaci ormonali (es. pillola contraccettivache, prevenendo l’ovulazione, riduce l’ingrossamento dell’endometrio e contemporaneamente il dolore associato al ciclo) oppure chirurgiche (conservativa o demolitiva)nel caso in cui i farmaci assunti per via orale non si rivelano sufficienti.

L’endometriosi è una malatia che ha un grande impatto sulla qualità della vita non solo da un punto di vista fisico ma anche da quello psicologico. Una delle conseguenze più devastanti dell’endometriosi è la possibile sterilità che  colpisce il 30-40% circa delle donne.La malattia endometriosica può causare infertilità essenzailmente attraverso due meccanismi. Il primo è dovuto a una infiammazione che ostacola sia il concepimento che l’impianto della gravidanza. Il secondo è meccanico, attraverso il danno provocato dalle aderenze degli organi interni. Qualunque sia la causa, l’impatto di una ipotetica mancata generatività può essere devestante e alimentare sentimenti di  frustrazione, rabbia ansia e talvolta a depressione. Può venire colpita la percezione della propria immagine corporea, del proprio ruolo di donna alimentando non solo un senso di inadeguatezza ma anche un abbassamento dell’autostima.E’ anche importante non sottovalutare l’influenza che la diagnosi tardiva può avere sulla sfiducia della donna nei confronti si sè stessa e degli altri;molto spesso infatti  le donne non sono capite nella loro sofferenza, i sintomi vengono sottovalutati al punto da creare un senso di vuoto e solitudine devastante.Nelle fasi più acute della malattia, il dolore fisico è così debilitante che le normali attività di tutti i giorni come andare a scuola,al lavoro, uscire con gli amici possono diventare difficili da affrontare al punto di dovervi rinunciare. Tutto questo compromette drasticamente la vita delle donne sia a livello professionale/sociale  sia a livello personale/affettivo. Questa malattia rende i rapporti sessuali molto dolorosi se non addirittura impossibili, con conseguenze inevitabili nel rapporto di coppia. Il dolore influisce negativamente sull’eccitazione e sul desiderio al punto che il rapporto, quando non viene evitato, viene vissuto con “paura” e ansia  non solo dalla donna ma anche dal partner perdendo così qualunque forma ludica andando a minare l’equilibrio della coppia.Per tutte queste ragioni, considerando le gravi ripercussioni che derivano dalla patologia  è importante affidarsi a degli specialisti nel tentativo di contenere non solo il dolore fisico ma anche gli inevitabili risvolti psicologici.

Dott.ssa Tiziana Fiore

14 ottobre 2011

Le buone abitudini per prevenire l’infertilità

Questo articolo nasce con l’obiettivo di far riflettere ognuno di noi sull’importanza di un bene prezioso:

 LA NOSTRA FERTILITA’.

Viviamo in una società che in qualche modo impone una regolazione e un controllo su ogni cosa. Pianifichiamo ossessivamente il nostro futuro, i nostri progetti, le nostre giornate, come se avessimo il potere di manipolare gli accadimenti esterni.Purtroppo la realtà ci dimostra che non è sempre così e molte volte quando si raggiunge questa consapevolezza è ormai troppo tardi per poter tornare indietro…L’infertilità può avere tante cause, molte delle quali sono totalmente al di fuori del nostro controllo e non si possono prevenire semplicemente con uno stile di vita più sano.  Ci sono però alcune scelte personali che possono influire in positivo o in negativo sulla fertilità; ecco una piccola rassegna di cose che è bene sapere per conservare meglio la propria fertilità e prevenire l’infertilità.

(Dott.ssa Tiziana Fiore)

CONSIGLI UTILI PER LEI…..

 CONTROLLA I CILI MESTRUALI

Controllare i cicli mestruali valutandone le variazioni è molto importante:cicli brevi(polimenorrea) o al contrario cicli lunghi (oligomenorrea) possono essere alterazione relativamente comuni, se  il fenomeno è isolato e quindi non si ripete nei cicli successivi, non deve destare troppa preoccupazione al contrario, se il problema tende a ripertsi bisogna eseguire degli accertamenti per comprenderne le cause.Inoltre,cicli mestruali particolarmente dolososi possono essere la spia di una iniziale endometriosi

PROTEGGITI DALLE INFEZIONI

Ricorda che  l’igiene personale e di coppia  è fondamentale. E’ bene evitare l’utilizzo di assorbenti interni e anche nella scelta del contraccettivo è utile sapere che la spirale può causare infiammazioni pelviche e danni tubarici. Il preservativo protegge dal rischio infettivo: le malattie sessualmente trasmesse sono spesso asintomatiche e subdole…

 NON SOTTOVALUTARE I SINTOMI E I SEGNALI

 Spesso capita di sottovalutare piccoli fastidi. Dolori al basso ventre, accompagnati da febbriciattola, comparsa di perdite vaginali anormali (più abbondanti, maleodoranti, di diverso colore), prurito, bruciore o dolore associati alla minzione possono essere la spia di un’infezione genitale. A seconda dell’infezione contratta, si avrà la presenza di uno o più di questi sintomi, la cui gravità può variare in base al tipo di malattia, ma anche alla tempestività con cui quest’ultima viene riconosciuta e affrontata.

EVITA IL FUMO E L’ALCOOL

 La riduzione della fertilità nelle donne fumatrici sembra  essere dovuta all’interferenza delle sostanze tossiche contenute nel fumo con la maturazione degli ovociti. La nicotina (o meglio la cotinina, il suo metabolita) e il benzopirene, un noto cancerogeno, che vengono assorbiti attraverso il fumo vanno a finire anche nel liquido follicolare e nelle cellule granuloso-luteiniche (nell’ovaio).

TIENI SOTTO CONTROLLO IL PESO

Può sembrare strano, eppure il peso (sia l’obesità che l’eccessiva magrezza), può condizionare la fertilità.Variazioni di peso eccessive dovute a disordini alimentari(anoressia, bulimia) come pure l’attività fisica esasperata possono causare e aggravare i disturbi del ciclo fino all’instaurarsi di un’amenorrea (assenza totale del ciclo mestruale).

NON ASPETTARE TROPPO TEMPO

La fertilità femminile raggiunge il suo apice attorno ai 25 anni quando per ogni mese di rapporti sessuali non protetti la donna ha il 35% di possibilità di ottenere una gravidanza.Diminuisce poi progressivamente soprattutto dopo i 35_40 anni periodo in cui scende rapidamente sotto il 10 %.Proprio perchè perchè il potenziale di fertilità della donna decresce al crescere della sua età anagrafica è importante tenere conto del fattore età per poter programmare al meglio la propria vita riproduttiva.

…….E PER IL TUO LUI

EVITA SEMPRE IL FUMO E LE DROGHE

Il fumo, infatti, oltre a danneggiare l’intero sistema cardiovascolare, crea danni specifici alle arterie che portano sangue e pressione al pene concorrendo a determinare i disturbi dell‘erezione. Tutte le droghe inoltre, sia leggere che pesanti, influenzano negativamente la fertilità. Gli anabolizzanti diffusi nelle palestre possono indurre la riduzione dei testicoli, scomparsa degli spermatozoi, perdita di capelli, crescita del seno e tumori al fegato.

NO ALL’ABUSO DI ALCOOL

Danneggia sia la capacità sessuale che la fertilità. In caso di cirrosi, favorisce la trasformazione degli ormoni maschili in femminili, ostacolando la fertilità. Inoltre l’alcol agisce direttamente sulla funzione del testicolo, riducendo la produzione di testosterone e di spermatozoi.

TIENI SOTTO CONTROLLO IL TUO PESO E FAI UN’ADEGUATA ATTIVITA’ FISICA

Evita di assumere cibi ricchi di grassi e spezie, riduci la quantità di caffè e the. L’obesità determina uno squilibrio ormonale con una diminuzione del principale ormone maschile, il testosterone, e un aumento degli ormoni “femminili”: gli estrogeni.

ADOTTA UN SANO COMPORTAMENTO SESSUALE

Evita i rapporti occasionali poichè potrebbero esporti al pericolo di contrarre infezioni a trasmissione sessuale (ad esempio AIDS, Epatiti, Gonorrea, Sifilide ecc) che possono compromettere lo stato di fertilità. L’utilizzo del preservativo può ridurre i fattori di rischio.

OSSERVA UNA CORRETTA IGIENE INTIMA

Lava almeno due volte al giorno la regione genitale abbassando completamente la pelle del prepuzio e adoperati affinché l’igiene personale faccia parte del tuo stile di vita quotidiano.

NO AGLI INDUMENTI TROPPO STRETTI

Anche l’abbigliamento intimo ha la sua importanza, preferisci materiali naturali e capi comodi.Ricorda inoltre che il “calore” è il maggior nemico dei testicoli. Infatti essi si trovano nello scroto proprio perchè devono restare a temperature inferiori a quelle del corpo. Temperature ambientali elevate, la posizione seduta per tempi lunghi e l’uso di indumenti stretti devono pertanto essere evitati.

NO AL TELEFONO CELLULARE SEMPRE NELLA TASCA DEI PANTALONI

Le radio frequenze sembrano ridurre la motilità degli spermatozoi del 20%.

ESEGUI PERIODICAMENTE L’AUTOPALPAZIONE DEI TESTICOLI

Con questa semplice manovra si può individuare il tumore del testicolo, neoplasia rara ma più frequente tra i 15 e 40 anni e facilmente curabile se diagnosticata precocemente. Non trascurare mai un dolore ai testicoli.

DOPO I 18 ANNI INIZIA AD AVERE CURA DELLA TUA SALUTE

La visita specialistica in giovane età serve ad individuare eventuali patologie pregresse capaci di ridurre la fertilità. A questa età potrebbe essere utile eseguire un esame del liquido seminale poiché l’infertilità di coppia è maschile nel 50% dei casi.

 
 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: