“Il mancinismo (…) non è una malattia, un’infermità da deplorare o da temere, ne’ una condizione da rispettare o da contrastare. E’ un carattere biologico, una delle normali possibilità di instaurazione della dominanza di un emisfero cerebrale sul suo omologo.”

(Prof. Stéphane Thieffry, neuropsichiatra)

 

Fin da quando prende in mano il primo pennarello il mancino fa fatica! Soprattutto inizialmente i bambini mancini, tendono ad avere maggiori difficoltà dei destrimani sia dal punto di vista “concreto” che affettivo: motricità fine, velocità del gesto, precisione nell’orientarsi nello spazio grafico e autostima possono rappresentare aspetti maggiormente minati.  

Per questo è importante aiutare il bambino fin da subito in modo che possa valorizzare se stesso e la sua mano, spesso invece considerata “maldestra”.

A scuola il piccolo dovrà imitare (magari copiando dalla lavagna) dei gesti che dal suo punto di vista vengono fatti al contrario, non sono fatti per la sua mano! Ancora piccolo allora si troverà a dover invertire i gesti che vede fare dagli altri e adattarli a sé, viene facile spiegarci le prime maldestrezze… Ecco che l’aspetto affettivo trova spazio: l’impegno e lo sforzo dei mancini sono grandi e i risultati spesso non corrispondono al duro lavoro.

Un’altra difficoltà che il mancino deve affrontare è il movimento. Per i destrimani è naturale far scivolare la mano da sinistra verso destra, andando verso l’esterno. Ma per chi scrive con la sinistra questo cosa vuol dire? Innanzi tutto andare “conto corrente”, il braccio per seguire la direzione della scrittura si avvicina al corpo e lo urta, frenando la progressione. La visibilità dello scritto si riduce: più la mano avanza meno lo scritto appare visibile, coperto da una mano che spesso impugna male la penna e si sporca con l’inchiostro appena lasciato.

 

CHE COSA FARE?

Una volta che si sia chiarita la lateralizzazione, il bambino mancino può essere aiutato favorendo un’impugnatura e una postura corrette, oggi peraltro esistono diversi strumenti grafici appositamente pensati per loro. E’ importante non demoralizzarsi, valorizzare i piccoli scrittori in erba e rendere speciale questa loro particolarità, cercando di non metterli in condizione di dover fare il doppio della fatica dei compagni destrimani…

Un trucchetto che potrebbe aiutare è quello di ruotare un pochino il foglio verso destra in modo che il movimento del braccio sia più agevole.

 

Curiosità…Leonardo da Vinci, uno dei più grandi mancini, scriveva “a specchio”, si poteva leggere un suo scritto guardandolo allo specchio o a rovescio in controluce.

 

Dott.ssa Irene Bellini

Psicologa, Psicoterapeuta, Sand Play Therapist,

Grafologa e Rieducatrice della scrittura

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: