Se mi avessero posto questa domanda un mese fa avrei avuto seri dubbi sulla fattibilità di un intervento a distanza e gli stessi dubbi avrei avuto per la psicoterapia e le consulenze psicologiche. In questo mese però la situazione che stiamo vivendo mi ha posta nella condizione di rivedere le mie convinzioni e trovare delle strategie di intervento nuove e creative.

L’impossibilità di interventi vis a vis, impedisce il contatto fisico e limita sicuramente la relazione. Per questo si è reso necessario individuare delle nuove modalità di intervento che stimolassero sensi, emozioni e pensieri. E’ importante mantenere i rapporti nati nei mesi scorsi con i pazienti e non “perdere” tutto il lavoro fatto fino ad ora.

Oggi quindi risponderei: si può fare.

Chiaramente va valutata la situazione specifica poiché i bisogni primari dei bambini in questo momento difficile riguardano prevalentemente la sfera emotiva. Ma esiste anche bisogno di mantenere le routine e percepire la “normalità”: dal punto di vista di un bambino è difficile comprendere perché quello che fino a poco tempo fa era un problema, ora non lo è più.

 

Dott.ssa Irene Bellini

Psicologa, Psicoterapeuta, Sand Play Therapist,

Grafologa, Rieducatrice della scrittura

 

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