MATITE O PENNARELLI???

Il disegno come risorsa espressiva

 

La risposta a questa domanda è semplice: MATITE.

 

Le matite, a differenza dei pennarelli, permettono di calibrare la propria energia, di calcare forte senza rischiare di rompere immediatamente il foglio, o lasciare una traccia talmente leggera da apparire evanescente. Sostanzialmente le matite danno la possibilità di sperimentare il TRATTO.

Il tratto è quell’orma che il suo autore lascia sulla spiaggia della sua esistenza”

(J.Taiocchi)

Questo gioco di pressione altro non è che il ritratto delle diverse sfumature emotive di ognuno di noi. Offrire un foglio e una matita ai bambini significa dargli la possibilità di esprimersi liberamente, senza giudizio. Inoltre lo scarabocchio e il disegno ci offrono importanti spunti di comprensione del mondo interno dei bambini. Soprattutto in questo momento complicato, in cui trovare tempo e modi adatti per far esprimere i propri figli diventa difficile, offrire loro la possibilità di giocare con la pressione diventa una risorsa importante.

Il tratto è infatti l’impronta più autentica e non imitabile della personalità di ognuno di noi, è l’essenza dell’essere.

“Nell’espressione grafica c’è sempre un’espressione di energia che prende intensità specialmente dalla sfera vitale;

la pressione è pertanto, nel senso primario, una manifestazione dell’impulso,

ma in nessun modo della volontà cosciente”

(Max Pulver)

Ci sarà modo per scoprire i pennarelli, sporcarsi le mani, colorare più velocemente… Soprattutto ai più piccoli, che stanno ancora scoprendo la magia del gesto grafico o che stanno sperimentando le prime forme prescritturali, offriamo matite e carta e poi…. Contempliamo insieme i loro capolavori!

Dott.ssa Irene Bellini

Psicologa, Psicoterapeuta, Grafologa, Rieducatrice della scrittura

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