La giornata del bambino

In questi giorni sono rimasta particolarmente colpita dal racconto di un ex bambino soldato in Sierra Leone che, da quando aveva dieci anni, uccideva nel suo Stato. La Sierra Leone è un paese potenzialmente molto ricco: diamanti, oro, ferro e giacimenti di petrolio e gas. Nonostante questo, però, è anche uno dei posti peggiori dove vivere a causa di continue guerre civili.

Papani Kamara ha 24 anni e ora vive a Roma ma, a dieci anni, era un bambino soldato. Racconta il suo passato e, tra le frasi più forti di questa intervista ricordo: “Ci drogavano sul braccio, sembravamo un mucchio di cani ammassati” e ancora … “Prima di incendiare le case del villaggio il nostro comandante faceva uscire tutti. Costringeva i figli a violentare la madre.”Ora Papani è adulto e vive in Italia ma non riesce a socializzare con nessuno perché hanno tutti paura del suo passato, hanno tutti paura che possa uccidere di nuovo.

Questo è solo un esempio ma quanti bambini, come lui, hanno vissuto una realtà simile o sono stati costretti a subire le peggiori violenze possibili? Perché un bambino deve crescere in questo modo? Gli Stati hanno mai pensato di fare qualcosa per tutelare lo sviluppo di adolescenti e bambini? Esistono delle norme internazionali create ed entrate in vigore al solo scopo di tutelare e garantire tutte le fasi di crescita del bambino?

Assolutamente sì anche se non tutti gli Stati risultano aver firmato (ratificato) una delle convenzioni più importanti che siano mai entrate in vigore: “Convention on the Rights of the Child” varata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. E così, in ricordo di questa convenzione Onu si festeggia, il 20 novembre, il bambino e l’adolescente e si ricordano i loro diritti.

Tra i principi fondamentali della convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si ricorda:

  • Non discriminazione (art. 2) diritti della convenzione devono essere garantiti a tutti minori senza alcuna distinzione (sesso, religione, lingua etc)
  • Superiore interesse (art. 3) in ogni legge, provvedimento, iniziativa sia pubblica che privata l’interesse del bambino deve avere la priorità
  • Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo (art. 6) gli stati che hanno ratificato l’accordo si devono impegnare con il massimo delle risorse disponibili a tutelare la vita e lo sviluppo dei bambini
  • Ascolto delle opinioni del minore (art. 12) diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano

L’Italia è uno di quegli stati che ha sottoscritto la convenzione e, pertanto, si è obbligata ad uniformare le norme a quelle della convenzione e cercare di adottare tutti i provvedimenti necessari per assistere le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.

Per concludere, ricordatevi di festeggiare il 20 novembre tutti i bambini e rivolgere un pensiero a quelli che non vivono in un contesto sereno e armonioso ma, ancora nel 2014, vivono nella sofferenza e nella violenza.

Come disse l’allora Segretario Generale Kofi A. Annan nel 1989: “L’umanità deve all’infanzia il meglio di ciò che ha da offrire”

Avv. Elena Serra

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