Cos’è la Psicodiagnosi?

PSICODIAGNOSI

Il termine composto “psicodiagnosi” deriva dal greco “psiche” (Anima), “dia” (per mezzo di) e“gnosis” (Conoscenza) ed indica pertanto una disciplina volta a conoscere, descrivere e valutare tutte quelle caratteristiche che definiscono e compongono la personalità dell’individuo e il suo modo di porsi in relazione con se stesso e con l’altro.

Per l’espletamento dell’indagine psicodiagnostica lo psicologo si avvale, in associazione, dei colloqui clinici con il paziente (nei quali può anche essere effettuata la raccolta anamnestica, ovvero la ricostruzione della vita del paziente) la somministrazione di test. Gli strumenti utilizzati possono variare a seconda del paziente (età, problematiche presentate), del contesto, degli scopi della valutazione e dall’orientamento teorico del valutatore.

I test che possono essere utilizzati sono numerosissimi. Sono suddivisi in categorie:

  • Test di  livello, impiegati per misurare le capacità cognitive ed il livello intellettivo dell’individuo. Tra essi si ricordano le Scale Weschler (Wais-R, Wisc-IV) e le Matrici di Raven;
  • Test proiettivi, un insieme di prove cliniche che consistono nella codifica e nell’interpretazione di risposte liberamente prodotte dal soggetto di fronte a un set di stimoli  percettivi più o meno ambigui. I test si dividono in strutturali (il più utilizzato è il “Test di Rorschach”) e tematici (basati sul racconto di storie; tra essi si ricorda il “Thematic Apperception Test”, il “The Blacky Pictures”, l’ ”Object Relations Technique”);
  • Le interviste diagnostiche: suddivise in strutturate o semi-strutturate, si rivolgono al paziente o ai suoi famigliari, con lo scopo di acquisire una raccolta dettagliata di informazioni relative agli aspetti più prototipici del funzionamento psichico del paziente. Esempi di interviste diagnostiche sono la SCID-I e SCID-II (“Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis I e Axis II Disorders”);
  • I questionari o “Inventari di personalità”:  Possono essere compilati dal paziente o da figure per lui significative (nel caso di adolescenti, ad esempio, i genitori) e si caratterizzano per la presenza di affermazioni rispetto alle quali si richiede di esprimere il livello di accordo o di disaccordo. Le finalità possono essere molteplici. Alcuni, in particolare, mirano ad identificare aspetti specifici della personalità del soggetto (ad esempio, il Beck Depression Inventory, per la valutazione della depressione). Altri questionari, al contrario, presentano uno spettro valutativo più ampio. Tra essi si ricorda il Minnesota Multiphasic Personality Inventory-II, (Butcher et al.,1989);
  • Le “Rating Scales”: un insieme di scale che valutano specifici sintomi. Tra esse, a titolo esemplificativo, la PANSS (Kay, Fiszbein, Opler, 1987; Kay, Opler, Lindenmayer, 1988; Kay, 1991), che rileva la presenza di disturbi psicotici.

I dati raccolti consentiranno allo psicologo di comprendere molteplici aspetti di funzionamento del paziente (cognitivo, interpersonale, emotivo, ecc.), formulare una diagnosi e fornire una eventuale indicazione al trattamento.

Al termine del processo psicodiagnostico, il clinico effettuerà con il paziente (con il genitore in caso di persona minorenne) un colloquio conclusivo, atto a effettuare una restituzione di quanto è emerso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: