L’aborto spontaneo in una gravidanza gemellare

PERDERE UNO DEI GEMELLI

aborto gemello

Per iniziare questo articolo riporto una testimonianza

“Quando ho perso uno dei gemelli alla decima settimana mi sentivo sopraffatta dalle emozioni. Ero disperata per la perdita del bambino e terrorizzata all’idea di perdere anche l’altro. E così, pur sapendo che dovevo assolutamente stare tranquilla per il bene della gravidanza, non facevo altro che piangere e disperarmi notte e giorno. Dave pensava che se avessi pensato troppo al bambino perso non sarei riuscita a dedicarmi a sufficienza al piccolo che ancora cresceva dentro di me. Alla fine abbiamo deciso di rivolgerci ad una terapeuta, visto che non riuscivamo a superare la tristezza per l’aborto e la paura che potesse capitarci ancora….” (tratto da “Madre, non madre” di C.H.Shapiro)

Davanti ad una gravidanza gemellare, e ancora di più plurigemellare, la coppia genitoriale viene subito informata che quella che porteranno avanti sarà una “gravidanza a rischio”.  E’ provato scientificamente che il 10% delle gravidanze inizia come gemellare e che solo l’1-2 % arriva a termine come parto gemellare. Accade infatti non di rado che uno dei bimbi nelle primissime settimane non sopravviva, o che una o più camere gestazionali rimangano vuote. Spesso gli embrioni in eccesso vengono riassorbiti spontaneamente dalla placenta; un’ipotesi è che la sparizione del gemello sia dovuta alla conformazione dell’utero della donna, inadatto a sopportare più di un feto alla volta.

Questo è quello che ci si potrebbe sentir dire davanti ad un evento di questo tipo, ma quali sono le emozioni dei futuri genitori? A differenza dell’aborto spontaneo in una gravidanza singola, in questo caso un altro bimbo sta crescendo nel ventre materno e ha la possibilità di arrivare a termine. I genitori hanno però la triste sensazione che alla propria famiglia manchi un componente, fino a quel momento immaginato e amato. Un altro aspetto è la forte preoccupazione che molto probabilmente accompagnerà la gravidanza “Potrebbe succedere ancora!”.

Al fianco dell’impotenza, della rabbia, del senso di colpa e della tristezza spesso citati, si accompagnano paura, incertezza e speranza per la gravidanza ancora in corso. Un senso di vuoto cresce accanto ad un ventre pieno. E’ importante in questi casi che i genitori si prendano uno spazio per affrontare la perdita, se necessario facendosi supportare in modo da poter parlare di quanto accaduto. Ci si trova davanti ad una bilancia emotiva sempre in bilico, tra la gioia e il dolore, la paura e la speranza, un amore proiettato nel futuro ed uno nel passato. Il bimbo che cresce ha bisogno dell’amore dei suoi genitori, è vero, ma questo non deve far passare sopra quanto accaduto. Sappiamo che le emozioni transitano ad un livello profondo e che il piccolo avrà percepito la perdita del fratellino così come sentirà ciò che mamma prova. Cosa c’è di male nel legittimarsi il tempo necessario per “sentire” quanto è accaduto? Questo farà bene anche al bimbo che si porta in grembo, non abbiate paura di farlo soffrire, così facendo si rischia di soffocare le proprie naturali emozioni, e questa non è quasi mai una buona strategia.

Sentire e sentirsi, ogni individuo con il proprio tempo e il proprio modo, per poter amare in pace.

Dott.ssa Irene Bellini

 

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