La depressione stagionale

Depressione Stagionale

E’ arrivata la primavera e presto giungerà anche l’estate. Tralasciando il 2013, che sta riserbando condizioni metereologiche alquanto inusuali, tendenzialmente è un periodo dell’anno caratterizzato da sole e caldo; gli alberi e le piante rifioriscono, portando con sé nuovi colori e profumi.

Molte persone in questi mesi sentono a loro volta il rifiorire dell’energia, della solarità e del buonumore. Ma non è sempre così.

Con il termine “Depressione stagionale” o “Sindrome affettiva stagionale” (SAD – Season Affective disorder) si definisce l’insorgenza di sintomi depressivi in periodi dell’anno specifici: per la maggior parte dei casi in autunno o inverno, meno frequentemente in primavera o all’inizio dell’estate.

Spesso i sintomi diminuiscono nel corso della stagione estiva; va tuttavia considerato che ogni persona è a sé e, pertanto, i periodi di esordio e di risoluzione del problema possono subire delle variazioni.

La depressione stagionale si caratterizza per la presenza di ansia, depressione, ritiro sociale, variazioni nell’appetito con conseguenti alterazioni nel peso corporeo, insonnia o ipersonnia (aumento del sonno), difficoltà di concentrazione, irritabilità.

Altri individui possono al contrario manifestare umore estremamente elevato, agitazione, loquacità e rapidità di pensiero (“Disturbo stagionale invertito”, che fa parte del gruppo dei disturbi bipolari).

Il ruolo ambientale sembra svolgere un’influenza non trascurabile nello sviluppo di questo disturbo. Le variazioni di esposizione alla luce solare agiscano infatti sui livelli di Serotonina presenti nel corpo (creando alterazioni nel tono dell’umore e nell’energia), ma anche sulla Melatonina, un ormone alla base dei ritmi del sonno e dell’umore.

Non va trascurato il ruolo che possono giocare altri fattori quali lo stress, l’appartenenza al sesso femminile e la predisposizione genetica. Bisogna infine tenere in considerazione tutte le problematiche che possono avere coinvolto l’individuo prima dell’esordio dei sintomi.

Sicuramente non è semplice rendersi conto che il malessere che si prova non è unicamente legato al cambio di stagione. Spesso la forza di volontà personale non è sufficiente per superare la profonda e avvolgente sofferenza.

Cosa fare dunque? Si consiglia di rivolgersi ad uno psicologo che possa aiutare la persona a prendere contatto con la propria sofferenza e ritrovare la speranza e la voglia di vivere all’interno di un contesto in cui ci si possa sentire compresi e sostenuti.

 

di Susanna Lupo e Tiziana Fiore

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