Archive for aprile, 2013

18 aprile 2013

QUANDO LE DOMANDE FANNO MALE….

il peso delle domandeE tu cosa aspetti????

In apparenza può sembrare una domanda banale, forse un po’ invadente ma innocua, una domanda come tante altre alla quale probabilmente ciascuno di noi almeno una volta nella vita ha dovuto dare una risposta…Eppure, questa domanda a volte brucia come granelli di sale su una ferita aperta.A un occhio attento non può sfuggire l’imbarazzo e la rigidità che una domanda di questo tipo provoca in  alcune donne. Come mai? Vorrei tentare di spiegarlo raccontando una storia….Questa storia racconta la vita di tante coppie che tentano con tutte le loro forze di mantenere agli occhi del mondo una parvenza di vita normale.

“C’era una volta una coppia di giovani innamorati che dopo anni di vita insieme decide di dare il via alla realizzazione di un progetto di vita importante: AVERE UN FIGLIOIn fondo hanno aspettato tutta la vita questo momento e quindi carichi  di sogni, aspettative e speranze iniziano ad avere rapporti non protetti.. .

Mese dopo mese il ciclo mestruale smorza l’entusiasmo  ma in fondo sì sa ci vuole tempo… Si prosegue…

Passano i mesi e dopo più di un anno iniziano a sorgere i primi interrogativi…

Si rivolgono a vari professionisti, si sottopongono a numerosi e invasivi esami e la restituzione è sempre la stessa: la condizione d’infertilità non renderà così semplice il concepimento naturaleLa coppia delusa non sa cosa fare, quello che sarebbe dovuto essere il periodo più bello e spensierato della loro vita, si trasforma in un momento di forte stress fatto di silenzi, di lunghe attese e scelte difficili…

Cambia la  percezione delle cose,  tutto ciò che sembrava avere senso fino a quel momento sembra perdere valore…Inizia un periodo di profonda sofferenza interiore in cui spesso la scelta è di vivere in solitudine la propria tristezza…

A volte il destino gioca brutti scherzi sembra quasi che le cose accadono nei momenti meno opportuni; ed è proprio allora, che l’aspirante mamma incontra per caso una sua ex compagna di classe…

La giornata non è delle migliori, è iniziata molto presto con una coda in ospedale per fare gli esami del sangue, ora che è pomeriggio inoltrato sta andando a fare due passi perché ha appena ricevuto dalla clinica una chiamata  che ha annunciato il probabile fallimento della seconda  FIVET(tecnica di procreazione medicalmente assistita).

Che bello rivedere i vecchi amici no? Peccato che l’amica  ha  appena partorito e ingenuamente le domanda e tu ancora niente?…Vorrebbe scappare piangere e urlare al mondo che se potesse ne farebbe 10 di figli eppure con un sorriso appena abbozzato e un corpo di marmo risponde: “no per ora stiamo bene così…””

Questa storia, forse un po’ esasperata, racconta di uomini e donne che lottano non solo contro la realizzazione di un desiderio ma anche contro una società in cui d’infertilità non si parla e sognare un figlio che non arriva diventa pertanto un segreto da tenere nascosto per paura delle reazioni, dei giudizi e delle incomprensioni degli altri.In una condizione di forte sofferenza e smarrimento, i tentativi della coppia sono rivolti a fare finta che vada tutto bene e che questo figlio non arriva perché in fondo ci si vuole godere ancora la vita…

Una volta superati o comunque alla soglia dei trent’anni, sono diverse le circostanze in cui le donne si trovano a fare i  conti con la curiosità delle persone che pongono domande sul futuro.Niente di starno è la vita che è fatta così, se una persona è  fidanzata da tanto tempo la domanda più frequente sarà: Quando ti sposi? Non importa se “l’intervistato” è favorevole o meno al matrimonio l’importante è sapere quando. Se invece il matrimonio è stato coronato la domanda tanto banale quanto ricorrente sarà: Bambini ancora niente?

In fondo chi pone quella domanda, è curioso, vuole semplicemente sapere se di lì a poco potrà condividere con la coppia la gioia della genitorialità…E quindi il problema qual è? Il problema è proprio questo, chi “sollecita” il concepimento di un bambino è genitore ed è quindi consapevole della gioia immensa che regala la lieta novella. L’altra faccia della medaglia è che chi non riesce a coronare questo sogno lo sa bene quanto la sua vita potrebbe essere diversa con l’arrivo di un figlio poiché non desidera altro dalla vita.Il dato di fatto però è uno solo: questo figlio non arriva e ogni domanda  riapre una ferita molto dolorosa.

Che cosa fare dunque? Evitare le occasioni? Far finta che sia tutto ok? Assolutamente no, per chi si occupa d’infertilità o ci è passato è più semplice poiché riesce a cogliere i “segnali silenziosi” di una condizione così delicata; ma la maggior parte della gente non è minimante consapevole del fatto che un buon 20% della popolazione ha problemi a procreare.Sarebbe auspicabile iniziare a parlare d’infertilità in modo che le coppie possano sentirsi libere di rispondere con sincerità a certe domande senza nascondersi dietro a muraglie difensive pronte a crollare al minimo spostamento.Le cose iniziano a cambiare ma probabilmente il passo più importante per rompere il silenzio deve arrivare dalla coppia stessa; aprirsi agli altri e cercare un sostegno è fondamentale poiché l’infertilità non è una malattia contagiosa che necessita di  quarantena, al contrario è una condizione diffusa di cui non ci si deve assolutamente vergognare.

L’appello è per tutti quello di uscire dal silenzio e debellare quello che pare essere uno dei tabù rimansti ancorati alla nostra società

 

di Tiziana Fiore

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12 aprile 2013

Essere genitori oggi

IL LUNGO CAMMINO DELLA GENITORIALITA’

Cosa significa essere genitori? Cos’è la genitorialità?

Innanzitutto la genitorialità non è qualcosa di innato o di scontato. “Essere genitori” è il risultato di un cammino che dura una vita e che nasce dalle fantasie sulle proprie esperienze personali di figli, che generano delle idee sul proprio significato di genitorialità.

Con il desiderio generativo prende forma un progetto nuovo, che arriva dall’incontro di due desideri individuali, diventando uno spazio comune della coppia, un grembo psichico nel quale può essere accolta la fantasia di una nuova vita. Con il concepimento e poi ancora con la nascita si “formalizza” un ruolo che sarà presente per tutta la vita in tutte le sue evoluzioni.

Quanti investimenti, quante fantasie…quanta energia!

Tutto questo ci fa capire come la genitorialità non sia qualcosa di statico, ma un processo dinamico in continua evoluzione…essere genitori è qualcosa che si impara giorno per giorno, è frutto di una amore che viene coltivato e nutrito con energia e passione.

Ma quanto può essere difficile questo compito?

Sicuramente oggi essere genitori è diventato un compito molto più complesso rispetto al passato. Le nuove generazioni hanno modificato notevolmente il contesto, e le nuove acquisizioni in campo psicologico ed educativo hanno posto delle nuove basi e presupposti affinché i figli possano crescere in modo sano e sereno.

Essere genitori oggi non significa più soltanto nutrire e mantenere i propri figli, ma creare un legame affettivo sicuro che permetta al bambino di esplorare il “mondo” con spontanea curiosità. Significa anche creare un ambiente familiare e di coppia che possa essere terreno fertile per l’instaurarsi di questa buona relazione. Significa accogliere con affetto la soggettività e l’unicità del proprio figlio, comprese le differenze e la frustrazione per le aspettative non realizzate dei genitori. Significa anche delineare i giusti confini con delle regole chiare e il più possibile condivise, in cui vengono espressi sia i bisogni dell’adulto che del bambino.

Per assolvere tutte queste funzioni è importante che il genitore non adotti uno stile educativo rigido, ma che impari a mettere in gioco le proprie risorse e credenze per trovare soluzioni nuove e creative che possano favorire lo sviluppo di un legame sicuro. Allo stesso tempo è essenziale che venga mantenuto in primo piano anche il rapporto con il proprio partner, da un lato, per far si che il carico educativo e i valori siano condivisi, dall’altro per mantenere una propria vitalità e favorire poi l’instaurarsi di un legame sano con il figlio che cresce.

…una strada lunga, mai ripetitiva…sempre nuova e pronta a sorprenderci…buon cammino a tutti i genitori!

Dott.ssa  Stefania Cioppa

5 aprile 2013

La simbologia del numero Otto

 

Otto

 

Il numero otto può essere considerato uno fra i simboli più antichi.

Simbolo di equilibrio e infinito (un otto ruotato di 90°), ma anche di conflitto fra materia e spirito.

Otto sono i petali del loto, quindi i sentieri della vita secondo la tradizione buddhista. Otto sono inoltre i punti di riferimento della Rosa dei Venti, simbolo di ancoraggio, messa a fuoco, dentro e fuori da noi stessi.

Otto sono infine le braccia della dea induista Kalì, che sorreggono strumenti sia di purificazione che di distruzione.

Questo numero sembra essere riconosciuto universalmente come indicatore dell’equilibrio cosmico, per questo soventemente utilizzato nella costruzione di templi, mausolei, moschee e Chiese (otto sono i pilastri che sorreggono le volte; si ricordi inoltre la forma ottagonale di alcuni templi o delle fonti battesimali cristiane).

In Giappone l’otto è da sempre considerato sacro, in quanto simbolo di una quantità incommensurabile ma non definita (così come, del resto, lo sono le isole da cui è costituita la nazione stessa).

5 aprile 2013

Incontri di Progetto Melograno

Mercoledì 17 aprile vi aspettiamo per l’incontro mensile di Progetto Melograno.

Ecco il tema di questo mese:

“TRA FELICITA’ E PAURA:

una nuova gravidanza dopo l’aborto spontaneo”

Ci vediamo alle h: 20.30 in via Varazze 10, Milano.

Se siete interessati a partecipare inviate una e-mail a: granellidipsicologia@libero.it

Le iscrizioni chiuderanno venerdì 12 aprile. La partecipazione è gratuita.

Vi aspettiamo numerosi!

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