Dietro lo scarabocchio (fino ai 3 anni)

COSA SI NASCONDE DIETRO GLI SCARABOCCHI DEI BAMBINI??

scarabocchio giulia

Appena un bimbo viene al mondo, senza nemmeno saperlo, ci comunica con il suo acuto vagito che è arrivato e che sta bene. Ecco la nascita della comunicazione orale, nonostante uno dei due interlocutori non abbia ancora ben chiaro di che cosa si tratti. Ben presto il piccolo utilizza i mezzi di cui dispone per soddisfare i propri bisogni primari, e si arriva velocemente ai primi sguardi ad intervalli regolari che, tra una poppata e l’altra, introducono il ritmo della comunicazione. Ritmo, concetto dalla forte importanza per quelli che saranno i primi scambi verbali e per quelli che saranno i primi segni che il bimbo tenterà di lasciare. Le prime tracce di “comunicazione scritta” si intravedono presto nel bambino che con macchie di pappa, segni sui muri, scie delle macchinine e tanto altro, cerca di lasciare segni visibili da lui creati. Il passaggio successivo ci porta a linee disordinate e agli scarabocchi, opere d’arte dotate di un significato magico per il bambino e per l’adulto che quando chiede al piccolo che cosa rappresenti il suo “disegno”, ottiene spesso la stessa risposta anche a distanza di tempo.

Ma che cosa si nasconde dietro i cerchi e le linee che i bambini, fin da piccolissimi, ci lasciano? In quanto inconscio e istintivo, lo scarabocchio ci offre la possibilità di individuare le emozioni dominanti nella vita affettiva del piccolo. Per il bambino lo scarabocchio rappresenta la possibilità di entrare in contatto con il mondo, con gli adulti, di raccontare la propria storia e lasciare una traccia di sé. E’ una possibilità talmente magica che non perderà occasione di realizzarla, per questo l’adulto non dovrebbe intervenire con rabbia e fastidio se il piccolo decidesse di lasciare traccia sul muro o sui suoi vestiti, bensì dovrebbe munirlo di fogli e matite. Viene fatto riferimento in particolare ai bimbi fino ai tre anni circa.

Per potersi fare un’idea di cosa si nasconde dietro uno scarabocchio, l’adulto dovrà prestare attenzione a differenti aspetti, innanzitutto l’impugnatura, cioè al modo in cui viene tenuto in mano lo strumento grafico, qualunque esso sia. Stiamo osservando bimbi piccoli, perciò a meno che non sia particolarmente disfunzionale, bisognerà focalizzarsi più che altro se il gesto risulti essere faticoso o naturale per il piccolo artista. Lo stesso discorso vale per la scelta della mano, il bambino sta’ sperimentando, è importante che lo faccia senza costrizioni particolari e che possa perlustrare foglio e strumento grafico così come fa con l’ambiente circostante. Un’impugnatura sciolta ci indicherà quindi spontaneità e libera possibilità di espressione, se faticosa e costretta invece sarà indice di una tensione che potrebbe derivare sia da condizioni fisiche che psichiche.

Facevo riferimento prima all’esplorazione del mondo circostante paragonandolo a quella del foglio, sarà quindi utile prestare attenzione a come venga occupato lo spazio. Il bambino potrebbe occupare il foglio totalmente e addirittura uscire dai suoi confini, indicando un carattere estroverso, ricco di energia, voglia di esplorare, a volte di andare oltre le regole e quindi ribellarsi. Al contrario uno spazio occupato con parsimonia indicherà un temperamento timido, inibito, forse spaventato da qualcosa. In entrambi i casi, se si fosse di fronte ad un “troppo pieno” o un “troppo vuoto”, sarebbe utile chiedersi se per caso il bambino non stia cercando di essere visto e ascoltato.

A questa età il bambino percepisce sé stesso come al centro del mondo, per questo in genere gli scarabocchi tendono ad iniziare dal centro del foglio, che oltre a rappresentare il mondo circostante, simboleggia quello interno. Questa modalità indicherà quindi un certo benessere, una sensazione di piacevolezza, il bambino vedrà rispettato da parte dell’adulto il suo diritto di “essere al centro”. Se l’inizio fosse invece in un periferico del foglio, si potrebbe pensare al fatto che il bambino si senta inibito nei confronti del mondo, dal quale tenderà probabilmente di difendersi mettendosi da parte, senza esplorare e dunque senza esprimere i propri sentimenti, probabilmente stazionando in una fase dello sviluppo precedente la sua età. La destra e la sinistra del foglio, vengono interpretati come suggerito da Pulver: la sinistra indica la paura di affrontare il futuro, il bisogno di rimanere ancorati alle proprie certezze, al passato, al grembo materno; la destra invece il desiderio di progredire, esplorare, andare verso l’altro.

Un altro aspetto da osservare è il tratto, inteso come la modalità di condurre il tracciato. Potrebbe essere sicuro e regolare, andando ad indicare una certa tranquillità interna, e dunque uno stare nel mondo sicuro e protetto, la sicurezza dei propri affetti, gli permette di muoversi con destrezza e sperimentare il nuovo, di rapportarsi all’altro con una certa disinvoltura. Un tratto incerto e irregolare se inibito, potrebbe indicare la paura di essere rimproverato per aver sporcato. In generale probabilmente lo scarabocchio apparterrà ad un bambino timido, insicuro nelle relazioni, nell’esplorazione dell’ambiente e degli affetti tanto da temere l’allontanamento (come l’essere lasciato a scuola).

La pressione, cioè la forza che il bambino imprimerà nell’appoggiare lo strumento grafico al foglio, fa riferimento alla sua energia vitale, al suo modo di muoversi e affrontare la realtà: da troppo calcata a leggera, la pressione potrebbe indicare rispettivamente aggressività, tenacia o sensibilità.  

In ultimo osservando le forme prodotte è possibile farsi un’idea del modo del bambino di porsi nel mondo. Tratti curvi, indicheranno una natura morbida , serena, aperta. Gli angoli invece saranno indice di tensione, aggressività, rabbia: ci si dovrebbe chiedere se per caso non si stiano dando abbastanza attenzioni al bambino o se qualcosa possa averlo ferito.

Mettendo insieme tutti questi elementi è possibile farsi un’idea del bambino che ha prodotto lo scarabocchio, certo quello che ho dato è un breve assaggio, ma può essere utile per scorgerei messaggi che i bambini cercano di dare agli adulti in tutti i modi e che talvolta non si riesce a decifrare. Una buona lettura!

Dott.ssa Irene Bellini

Bibliografia

E. Crotti e A. Magni, Come interpretare gli scarabocchi, Red Edizioni, Milano, 2006

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: