Ansia funzionale e disfunzionale

Ansia: funzionale o disfunzionale?

Quante volte vi è capitato di provare ansia o di sentire persone intorno a voi che sostengono di essere “in ansia” per situazioni particolari, in un momento di stress o di fronte a determinate decisioni da prendere?

Quello che molti non sanno, però, è che l’ansia, considerata tendenzialmente come un fenomeno a carattere negativo, soprattutto all’interno della cultura occidentale odierna, fa in realtà parte da sempre del nostro corredo psicologico. Si tratta infatti di una risposta fisiologica primitiva, che serve per preparare il nostro corpo a reagire di fronte ad una fonte di pericolo e, di fatto, a garantire la nostra sopravvivenza. In tal senso, l’ansia può essere considerata un caratteristico stato emotivo, radicato all’interno della natura umana.

All’interno di determinate situazioni particolarmente stressanti o percepite come pericolose per noi stessi, una reazione d’ansia può essere considerata addirittura utile, avendo in sé una funzione protettiva: altrimenti detta “ansia funzionale”, essa consiste in una naturale reazione d’allarme che comporta una attivazione delle nostre risorse individuali (cognitive, emotive, fisiologiche) per far fronte allo stimolo minaccioso, aiutandoci così ad affrontare positivamente le difficoltà che ci troviamo dinanzi  e consentendoci, dunque, una migliore prestazione.

L’ansia poggia le proprie basi su un particolare meccanismo fisiologico denominato “attacco-fuga”. Quando ci troviamo di fronte ad un reale pericolo, l’ipotalamo produce una risposta che genera numerosi effetti (Bear, Connors, Paradiso, 2002). In particolare, si assiste ad un aumento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco (per trasportare più rapidamente l’ossigeno che possa essere utilizzato dai muscoli); il respiro si fa più frequente; i polmoni si espandono per permettere una maggiore disponibilità di ossigeno; la sudorazione diviene abbondante (rendendo il corpo più difficile da afferrare); i muscoli si tendono.

Si diventa inoltre estremamente vigili e attenti a tutto ciò che ci circonda; i nostri pensieri si canalizzano unicamente su come affrontare il pericolo.

Il corpo mette quindi in atto tutta una serie di modifiche funzionali per affrontare il pericolo minaccioso, attaccandolo o fuggendo da esso.

 

Quando l’ansia diventa un problema?

La reazione ansiosa diviene disfunzionale nel momento in cui compare in modo sproporzionato, in assenza di un reale possibile grave pericolo; l’ansia, così, si prolunga nel tempo e diviene progressivamente meno gestibile per l’individuo che la prova (Beck, 1985).

Le persone che sperimentano essa reazione disfunzionale tendono ad essere ansiose anche in luoghi o circostanze in cui altri non lo sarebbero (o lo sarebbero in misura minore). All’interno di loro è come se si attivasse una eccessiva risposta d’allarme per la situazione contingente. Il loro meccanismo “attacco-fuga” è come se andasse in corto circuito, divenendo estremamente sensibile, attivandosi così in momenti sbagliati.

Quando l’ansia diviene ricorrente, invalidando la vita di un individuo, è possibile essere di fronte ad un vero e proprio disturbo d’ansia, che può essere diagnosticato unicamente da uno psicologo o da un medico.

Il DSM-IV-TR (APA, 2000), ovvero il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) distingue, differenti Disturbi d’ansia: “Disturbo di Panico” (con o senza agorafobia), “Fobia Specifica”, “Fobia Sociale”, “Disturbo Ossessivo-Compulsivo”, “Disturbo Post-Traumatico da Stress”, “Disturbo Acuto da Stress”, “Disturbo d’Ansia Generalizzato”, “Disturbo d’Ansia dovuto a Condizione Medica Generale”, “Disturbo d’Ansia indotto da Sostanze”, “Disturbo d’Ansia Non Altrimenti Specificato”. 

Mi preme ricordare che non tutte le persone ansiose sviluppino un disturbo d’ansia. Risulta fondamentale, come sopra specificato, che sia un esperto, psicologo o medico, a rilevarne l’eventuale presenza, con metodi e tecniche specifici di cui dispone.

 

di Susanna Lupo

 

 

 

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