EMOZIONI E INFERTILITA’

 I VISSUTI EMOTIVI DELLA COPPIA INFERTILE

emozioni

L’uso dei metodi contraccettivi consente di posticipare la gravidanza al momento in cui pensiamo sia opportuno.  Con la stessa caparbietà con cui siamo riuscite a non aver un figlio quando non pensavamo che fosse il tempo giusto, crediamo di ottenerlo appena cambiano le condizioni…

Per molte donne è così ma per molte altre il passaggio non è automatico.

Desiderare di avere un figlio significa prepararsi non solo fisiologicamente ad accogliere nel grembo fisico il bambino ma anche e soprattutto elaborare un grembo psichico, uno spazio dove il bambino atteso possa essere ideato e amato.

Che cosa succede dunque a livello emotivo quando il bambino manca all’appello materno?

Normalmente la prima reazione emotiva di fronte a una diagnosi d’infertilità è la sorpresa. La coppia, che aveva dato per scontato l’arrivo di un figlio dopo la sospensione della contraccezione, è messa veramente a dura prova. Dopo lo shock iniziale, realizzare che qualcosa non funziona come dovrebbe, crea negli aspiranti genitori uno sgomento tale da credere che forse c’è stato uno sbaglio, che l’esito di quelle analisi è il frutto di un errore medico e che forse è meglio sentire un altro parere.

Questo rifiuto che porta, a dirsi ” No, a noi no, non può essere vero” ha soprattutto all’inizio un’importante funzione di paracolpi in quanto permette alla coppia di ritrovare la forza e mettere in atto una sorta di “piano d’azione”.

La difficoltà ad accettare una diagnosi d’infertilità può portare i coniugi a cercare le motivazioni di tale condizione all’esterno, legate magari allo stile di vita e in quanto tali modificabili. Una volta trovate le possibili cause, i partner inizieranno a cambiare alcuni aspetti della loro quotidianità con la speranza di facilitare il concepimento. A volte però è troppo tardi, tali accorgimenti non servono ed è questo il momento in cui gli aspiranti genitori passano al setaccio la propria vita passata alla scoperta di atteggiamenti o scelte errate che possono in qualche modo aver contribuito alla loro condizione attuale.

Questa modalità è una profonda fonte di stress e frustrazione, in quanto nella maggior parte dei casi porta a vivere sentimenti di impotenza tale da farsi divorare dal senso di colpa “Se solo potessi tornare indietro…”

Se è vero che alcune scelte personali possono influire in positivo o in negativo sulla fertilità tante altre sono totalmente al di fuori del nostro controllo pertanto auto colpevolizzarsi o puntare il dito sul partner (come spesso accade) è deleterio non solo al livello di coppia ma anche individuale… Questo atteggiamento alimenta ancor di più la rabbia che è un sentimento ben conosciuto da chi soffre di infertilità.

La rabbia è contro se stesso, contro il partner che disattende delle aspettative, contro chi riesce a concepire un figlio senza sforzo o chi lo abbandona, contro il medico che sembra non risolve il problema o più in generale  verso amici e parenti che a volte appaiono insensibili, indelicati nei confronti dei vissuti provati…

Spesso la sensazione di non essere capiti porta gli aspiranti genitori a isolarsi da un contesto familiare o relazionale che paradossalmente potrebbe invece fornire aiuto o sostegno. Questa dimensione aggressiva della coppia è l’espressione della sofferenza e dell’ansia provata e in quanto tale è importante accoglierla evitando  di prenderla come una questione personale poichè di fatto non ha nulla a che vedere con le persona che in quel momento diviene il bersaglio.

E’ vero, la rabbia è un’emozione potenzialmente distruttiva, nessuno di noi è immune, ma come altre emozioni negative se adeguatamente elaborata può essere canalizzata e usata per conseguire scopi positivi.

La diagnosi d’infertilità va a intaccare il progetto genitoriale di una coppia che si sente tradita dalla sua stessa natura; ciò che è colpito non è solo il proprio corpo vissuto come ostile e incapace ma anche l’identità sociale. La coppia ma più frequentemente la donna si percepisce come mancante, inefficiente al punto da generalizzare questo vissuto a quasi tutti i campi della propria vita come se la qualità del sé dipendesse esclusivamente dal divenire genitore.

E’ evidente che una diagnosi d’infertilità sconvolge la vita di chi ne è colpito, in Italia i dati dimostrano che è una condizione che colpisce ogni anno sempre più persone. Nonostante non sia possibile generalizzare giacché ogni coppia ha la sua storia, le sue aspettative e i suoi timori, è  importante offrire a tutte loro la possibilità di esprimere il proprio vissuto emotivo affinché  si sentano legittimati nel loro dolore ancora oggi troppo spesso sottovalutato.

di Tiziana Fiore

https://granellidipsicologia.wordpress.com/2012/12/06/emozioni-e-infertilita/emozioni/

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