Le emozioni legate all’aborto spontaneo

COSA SI PROVA QUANDO LA GRAVIDANZA SI INTERROMPE

Come spesso accade, ogni individuo, ogni coppia, risponde in maniera diversa ad uno stesso evento, in questo caso la perdita del proprio bambino a causa di un aborto spontaneo. Saranno molti i fattori che andranno ad influenzare emozioni e sentimenti: caratteristiche individuali, epoca di gestazione in cui avviene la perdita, se ci sono stati aborti precedenti, come è stato gestito l’evento…Insomma ogni esperienza porterà con se la propria specificità. Di certo il fatto che si tratti di un evento piuttosto comune (una gravidanza su tre infatti si interrompe nel primo trimestre), non significa che non lasci una traccia importante. Sulla base della nostra esperienza, abbiamo constatato come, seppur ci vengano portati svariati modi di affrontare questa circostanza, in realtà essa sottende una serie di vissuti emotivi comuni.

Ci troviamo di fronte ad una genitorialità interrotta, ferita, spesso infatti risuonano parole come “vuoto”, “solitudine”, “tristezza”, “impotenza”, “frustrazione” , “rabbia” e “sentimento di colpa”. La coppia si troverà ad affrontare una perdita che romperà o farà vacillare gli equilibri fino a quel momento raggiunti, questo soprattutto perché l’uomo e la donna saranno invasi da vissuti diversi e di conseguenza da differenti modi di reagire. Il corpo ha un ruolo piuttosto significativo in questo senso. La donna infatti si è vista cambiare giorno dopo giorno, ed ora il senso di vuoto la assale anche sul piano fisico, l’uomo non può che viverlo attraverso ciò vede nella sua compagna e le proprie fantasie. La donna si sente impotente e inadeguata nel proprio ruolo di madre, l’uomo si sente impotente perché non c’è nulla che possa fare, nemmeno per la propria donna.

La diversità di questi vissuti e dei modi di agire può portare anche a una difficoltà nel riuscire a comunicarli in modo adeguato e nel comprendere quelli dell’altro. Le reazioni saranno di vario genere: alcune volte la reazione difensiva davanti ad emozioni dolorose da sentire porta la coppia sul piano del fare, come nel caso di chi comincia subito la ricerca di un’altra gravidanza; altre volte la tristezza è talmente profonda da risvegliare esperienze precedenti e richiedere un tempo maggiore di elaborazione.

Il periodo successivo all’aborto potrebbe essere caratterizzato da uno svuotamento di energie, tutte impiegate nel tentativo di far fronte al trauma. Non sarà allora insolito provare stanchezza, svogliatezza, poca tolleranza verso gli altri, scarso o grande appetito…Sarà altrettanto comune provare una certa tristezza all’avvicinarsi della ricorrenza dell’aborto o della data presunta del parto mai avvenuto.

E’ possibile che le emozioni sopra descritte vi accompagnino a lungo. Non c’è nulla di strano in questo: siamo di fronte ad un lutto, un trauma che richiede il tempo necessario affinché possa essere interiorizzato in una forma accettabile. Non esiste un’unica giusta reazione, ma esiste giusto tempo per “soffrire”. Purtroppo le emozioni che si provano tendono a rimanere finché non si trova la forza di affrontarle e dargli un significato accettabile per il proprio mondo interno. Non è mai consigliabile fare finta di nulla e coprire le emozioni dolorose con cose da fare: il lavoro, le uscite…è importante ascoltarsi e vivere le emozioni nel momento in cui emergono, poiché nessun nuovo progetto potrà sostituirne uno vecchio: ciò che verrà sarà comunque un altro progetto.

Dott.ssa Irene Bellini

Dott.ssa Stefania Cioppa

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