Come non associare il colore marrone alla terra, ai campi, al legno che costituisce le piante e gli alberi. Il marrone è quindi simbolo di Madre che dispensa prodotti, che da’ la vita; di semplicità e genuinità.

Il marrone non è un colore primario: è costituito dalla combinazione di rosso, giallo e nero.

Secondo Lϋscher, la vitalità e l’impulso creativo del rosso vengono soffocati, lasciando emergere una nuova vitalità, più recettiva, passiva, contenitiva.

Quando il marrone ha tonalità scure e cupe, è simbolo invece di terra arida e ostile, di decomposizione e annientamento, quindi di morte.

Non dimentichiamo che il marrone è anche il colore delle feci. Secondo Jacobi (1969), il marrone degli escrementi, se da un lato evoca repulsione e disprezzo, dall’altro è anche apprezzato, essendo portatore di ricchezza (concime) e di appagamento (il piacere di sporcarsi nell’infanzia). Come sostiene Widmann (2006), si tratta di aspetti antitetici ma appartenenti al medesimo archetipo: quello della sensualità e della corporeità delle funzioni corporee.

Un cromatismo dunque duplice, sul quale si ironizza: “non confondere la merda col cioccolato”.

di S. Lupo

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