Le emozioni in gravidanza dopo un aborto spontaneo

L’ANSIA DOPO UN ABORTO SPONTANEO

Parliamo delle donne che dopo uno o più aborti ripetuti sono di nuovo incinte…

Per la maggior parte delle donne la gravidanza coincide con la gioiosa anticipazione della nascita del bambino, sogni quotidiani e notturni sul bebé, preparazione di stanzetta e corredino e congratulazioni di parenti e amici. Ma per alcune donne, invece, la gioia è un lusso psicologico inabbordabile: parliamo delle donne che dopo uno o più aborti ripetuti, parti con bambino nato morto o morte perinatale, sono di nuovo incinte. Per proteggersi dalla sofferenza di un’altra delusione, queste donne spesso preferiscono pensare alla gravidanza come una condizione biologica impersonale, caratterizzata non da sentimenti positivi o da attese psicologiche allegre e piene di speranza, ma solo o soprattutto da ansia. “Un piede dentro, un piede fuori” è la metafora usata dalla D.ssa Côté-Arsenault, studiosa del settore, per descrivere la condizione di queste donne. L’espressione impiegata dalla dottoressa descrive con molta efficacia la sensazione delle donne che la gravidanza sia insicura, e la loro “pietrificazione” emotiva usata come strumento di difesa contro una gravidanza che potrebbe di nuovo finire male. Specializzata in questo campo, la dottoressa è stata la prima a sviluppare una scala dell’ansia in gravidanza che può essere impiegata per stabilire se una donna in questa condizione può beneficiare di un supporto emotivo in più. “Quando una donna resta incinta dopo una perdita la gravidanza è un’esperienza molto diversa, ma l’aiuto che la donna riceve non è necessariamente diverso. Queste donne invece vivono la gravidanza in modo profondamente variato rispetto a tutte le altre donne, sono più soggette a un’ansia tremenda e allo stress, hanno perso le loro illusioni senza riuscire tuttavia a rinunciarvi del tutto, e sono allo stesso tempo spaventate, speranzose e scettiche. Invece vengono trattate, sotto il profilo psicologico, esattamente come tutte le altre”. Studi condotti da altri ricercatori hanno dimostrato ampiamente che esperienze di questo tipo influenzano non solo il risultato della gravidanza in sé, ma che possono avere un impatto negativo anche sulla formazione del legame tra madre e figlio. Scioccata dalla mancanza di sensibilità dell’ambiente medico riguardo all’aborto spontaneo, la dottoressa ha condotto la sua tesi di dottorato proprio su questo tema, diventato la sua passione. Prima di lei, sull’argomento esistevano solo 5 studi scientifici, a dimostrazione dello scarso interesse della comunità scientifica per l’argomento. Gli studi di Côté-Arsenault riguardano molti aspetti: le emozioni primarie sperimentate dalla donne, il grado di personificazione assegnato dalle madri al feto perso, la quantità di ansia provata nella gravidanza attuale, l’impatto della perdita del feto nel concetto della donna ha di se stessa, e infine il ruolo dei gruppi di supporto che possono aiutare le donne che iniziano una nuova gravidanza dopo una perdita. “E’ importante misurare l’ansia connessa alla gravidanza piuttosto che l’ansia generalizzata”, insiste la studiosa, “perché le misure generalizzate non hanno alcun risvolto positivo per le preoccupazioni delle donne gravide”. Riuscire ad avere un altro bambino non riduce l’ansia, come indicano i risultati delle ricerche, e neppure sembra incidere l’età della donna al momento della perdita. “L’opinione comune che un aborto spontaneo intervenuto nel primo trimestre di gravidanza non è importante o significativo è del tutto infondata” (Fonte: Buffalo University at New York University).

Fonte: http://www.fertilita.org/

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One Comment to “Le emozioni in gravidanza dopo un aborto spontaneo”

  1. La dottoressa ha ragione, io dopo tre aborti spontanei, adesso dopo un trattamento di fivet sento un gran senso di ansia, credo che solo chi ha avuto queste esperienze può capire!!! Troppo facile per gli altri a darti consigli di ogni genere, tipo stai tranquilla – o non la prendere come una malattia, grazie Lina

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