Archive for aprile, 2012

19 aprile 2012

Un briciolo di sana pazzia…

“Un guerriero della luce studia con molta attenzione la posizione che intende conquistare.

Per quanto il suo obiettivo sia difficile, esiste sempre una maniera di superare gli ostacoli. Egli verifica i cammini alternativi, affila la sua spada, e cerca di colmare il proprio cuore con la perseveranza necessaria per affrontare la sfida.

Tuttavia, a mano a mano che avanza, il guerriero si rende conto che esistono difficoltà di cui non aveva tenuto conto.

Se rimane ad aspettare il momento ideale, non uscirà mai da quel luogo; è necessario un pizzico di follia per compiere il passo successivo. E così il guerriero utilizza un briciolo di pazzia. Perché in guerra e in amore, non è possibile prevedere tutto.”

(da “Manuale del guerriero della luce” P.Coelho)

Regole, consigli, pensiero comune…aspettiamo ogni giorno che tutto sia perfetto, che le cose siano al posto giusto, che arrivi “il momento giusto”… programmiamo la nostra vita nel dettaglio, per paura di sbagliare qualcosa, di sentirci dire “te l’avevo detto!”…e un bel giorno ci svegliamo come da un lungo sonno e ci accorgiamo che siamo fermi, che il nostro controllo ossessivo ci tiene inchiodati e non ci fa andare avanti…allontanando la nostra metà e rallentando, se non addirittura fermando, il nostro viaggio.

Mai come oggi c’è bisogno di volare un pò, di staccare i piedi da terra per alleggerirci di tutte le fatiche di cui siamo circondati, mille difficoltà, un grande punto interrogativo di fronte a noi…l’ignoto…e la paura di lasciare il certo per l’incerto spesso ci immobilizza.

E’ così, non possiamo programmare tutto, ma la vita non avrebbe questo suo meraviglioso fascino se potessimo già prevedere cosa succederà domani!

Che fare?! Lasciarsi guidare un pò più dall’istinto, sentire i propri desideri, allontanando per un attimo tutte le limitazioni che il mondo ci impone.

Il momento giusto non è quello assoluto, dettato dal contesto, ma è IL NOSTRO MOMENTO GIUSTO!!! E’ il momento in cui, consapevoli di non avere una risposta a tutto, ci sentiamo pronti per affrontare ciò che verrà, in cui tutta la nostra energia è concentrata verso la nostra meta, verso ciò che desideriamo profondamente. Non aspettare domani perchè non puoi prevedere cosa accadrà…oggi è il momento giusto per vivere!

….in attesa del momento giusto…in bocca  al lupo!

Stefania

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12 aprile 2012

I simboli e l’istinto

Il guerriero della luce conosce l’importanza dell’intuizione. In piena battaglia, non può certo pensare ai colpi del nemico: allora usa l’istinto e obbedisce al proprio angelo. In tempo di pace, decifra i segnali che Dio gli invia. La gente dice: “è matto”. Oppure: “vive in un mondo di fantasia”. O ancora: “come può confidare in cose prive di logica?”
Ma il guerriero sa che l’intuizione è l’alfabeto di Dio, e continua ad ascoltare il vento, e a parlare con le stelle.
(“Il manuale del guerriero della luce” P. Coelho)

Noi esseri umani ci differenziamo dagli altri esseri viventi per il fatto di possedere la capacità di ragionamento e di pensiero. Non dimentichiamoci però che anche le risorse più istintuali guidano il nostro comportamento!

Conosciamo il mondo e la realtà che ci circonda attraverso i nostri sensi, che ci permettono di percepire non solo con la ragione, ma anche con il nostro “sentire”. E tra i sensi ne abbiamo anche uno noto come “sesto senso”, che al di fuori di ogni logica razionale ci guida nelle nostre azioni quotidiane. Molto spesso intorno a noi accadono cose che non possiamo spiegare con la ragione, ma che deviano o modificano il nostro cammino delineando una strada ben precisa da seguire.

Ebbene, quello che possiamo fare è fidarci di più del nostro istinto e dei segnali che si presentano su questa strada, perché potrebbero rivelarsi utili e chiarificatori, aprendoci delle nuove porte che fino ad ora non eravamo neanche in grado di vedere.

Dott.ssa Stefania Cioppa

12 aprile 2012

La rubrica del “Guerriero della luce”

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato le risposte alle sue domande attraverso i proverbi, le frasi celebri, gli aforismi, le leggende popolari…

Molto spesso dietro a queste frasi non ci sono delle vere e proprie risposte, ma degli spunti di riflessione che nascondono  insegnamenti che ognuno di noi può reinterpretare in base alla propria storia personale.

La nuova rubrica settimanale che vi proponiamo ha proprio questo obiettivo, fornirvi degli spunti, delle guide su cui poter riflettere, per affrontare le sfide quotidiane che la vita ci propone ogni giorno.

Ma chi è il “Guerriero della luce”? Il guerriero della luce (tratto dai testi di Paulo Coelho) è colui che vive combattendo ogni giorno per raggiungere la propria felicità e per realizzare i propri sogni, sapendo dare il giusto peso agli ostacoli che si presentano lungo il suo cammino.

“Divieni ciò che sei”

(F.Nietzsche)

…ecco il nostro augurio per tutti voi…

 
12 aprile 2012

La sabbia

Sabbia

Un giorno mi è capitato di chiudere gli occhi e pensare di trovarmi in un luogo sereno, il mio posto sicuro dove poter trovare sollievo in quelle giornate che tolgono il fiato. Ho chiuso gli occhi ed ero li, bambina in riva al mare a giocare con la sabbia…

Il simbolismo della sabbia trova le sue radice nella moltitudine dei suoi granelli, nelle sue antiche origini e  nel suo magico potere: essere liquida come l’acqua, pastosa come la terra, sfuggente come l’aria e abrasiva come il fuoco.

E’ il frutto dell’opera millenaria dei venti e del mare, del loro rompere, erodere, frangere, sminuzzare. E’ composta da granelli provenienti dai minerali più diversi e acquista colorazioni e consistenze variegate.

Qualsiasi oggetto penetra nella sabbia, i nostri piedi affondano lasciando una breve memoria del nostro cammino, le nostre mani giocano e costruiscono le più svariate forme, piccoli rastrelli in casalinghi giardini zen lasciano leggeri segni e ci rilassano creando un suono naturalmente sereno. Quando tocchiamo la sabbia tocchiamo il tempo, un tempo antico, contattiamo ciò che silenziosamente la natura ha fatto. Risvegliamo in noi, adulti o bambini, il “nostro tempo passato”, le prime cure ricevute, i primi contatti corporei, le prime sensazioni ed emozioni.

La sabbia è plastica, ci permette di creare lasciandoci guidare dall’istinto e obbedisce prendendo la forma che decidiamo di darle.

In quanto penetrabile e plastica rimanda al simbolo dell’utero, contenitore materno. Pensiamo al piacere che proviamo nelle lunghe passeggiate sul bagnasciuga , nello stenderci sulla sabbia calda, ad affondare nella sua soffice massa…tutto questo rimanda a quello che per la psicoanalisi è il regressus ad uterum. Cosa stiamo cercando? Che cosa vorremmo per noi? Pace. Sicurezza. Riposo. Uno spazio tutto nostro dove i rumori si annullano e rimangono solo i suoni. Rigenerarsi.

Sabbia: confine tra il terra e mare, tra utero materno, radici dell’umano e inconscio collettivo. Così come l’acqua bagna e trasforma la sabbia, il nostro inconscio lavora e si trasforma alla ricerca del sé in un reciproco e continuo contatto.

Tutto questo è la sabbia.

Dott.ssa Irene Bellini

5 aprile 2012

Il cavallo

Cavallo

Affascinante, forte, ci cattura con il suo sguardo. Occhi profondi che sembrano leggerci dentro.

 “Le leggende attribuiscono al cavallo qualità che psicologicamente appartengono all’inconscio dell’uomo: i cavalli sono chiaroveggenti e hanno un udito straordinariamente acuto; fanno da guida al viaggiatore  smarritosi che non sa trarsi d’impaccio, hanno facoltà divinatorie.” (Jung )

Proviamo a immaginare una grande distesa verde, un cielo azzurro e sereno e cavalli al galoppo tra colline che profumano di libertà… Non credo sia difficile chiudere gli occhi e trovarsi li, nella natura, nel profondo, testimoni dei nostri istinti, osservatori delle nostre energie psichiche…I cavalli corrono nei nostri sogni come le nostre energie si muovono dentro il nostro mondo psichico. A volte un cavaliere riesce a domarlo, nonostante la sua natura selvaggia. Altre volte si imbizzarriscono a testimoniare angoscia e difficoltà nel controllo delle nostre emozioni.

Nella mitologia Incontriamo Pegaso, il cavallo bianco alato che con un colpo di zoccolo fece sgorgare la fonte di Ippocrene; considerato perciò capace di portare alla luce l’inconscio.

 Helios, dio del sole, conduce un carro trainato da cavalli bianchi, simboli dunque di luce, calore (sole).

Poseidone invece è legato al cavallo nero, simbolo infatti di contenuti oscuri, tenebrosi, molto profondi, rimossi o incontrollabili.

 Cavallo, imprevedibile come la natura stessa, portatore di luce e messaggero dei movimenti inconsci…

Dott.ssa Irene Bellini

 

3 aprile 2012

La rieducazione della scrittura

Grafoterapia o rieducazione della scrittura

 

PRIMA…

 

Scrittura corsiva  all’inizio dellarieducazione. Lo spazio risulta mal gestito, la forma delle lettere, evidentemente non sufficientemente appresa, non permette i collegamento tra le stesse. La pressione è molto appoggiata. Scrive una pagina intera, ma alla fine lamenta male al braccio.

…E DOPO

Pagina di quaderno dopo un anno di rieducazione.

CHE COS’E’ LA RIEDUCAZIONE DELLA SCRITTURA?

La rieducazione è un processo creativo e individualizzato volto a stabilire o ristabilire i presupposti essenziali per un corretto sviluppo del gesto grafico che si raggiunge attraverso interventi sulla postura, sulla tenuta dello strumento, sulla motricità generale e fine, sulla tonicità, attraverso esercizi e tecniche di respirazione, rilassamento,organizzazione spaziale e temporale, prescrittura e pittura utilizzando in particolare i metodi  di Olivaux , di de Ajuriaguerra e della presidente del GGRE Sophie Lombard.

COME FUNZIONA IL TRATTAMENTO?

Il trattamento di rieducazione della scrittura è un percorso relazionale in cui terapeuta e soggetto disgrafico lavorano insieme sugli elementi necessari a ricostruire una buona grafia. Si tratta di decondizionare forme e gesti errati che producono tensione e dolore, rigidezza o mal destrezza, e che penalizzano l’andamento scolastico, l’autostima e le relazioni. Nel corso del trattamento si propongono esercizi tecnici anche sull’impugnatura e sulla postura, esercizi di rilassamento, di respirazione controllata, forme prescritturali sulle quali ricreare una nuova e adeguata attività grafi ca. Le sedute hanno durata di 50 minuti e la durata del trattamento dura circa un anno scolastico, nonostante dipenda dai casi sia una durata minore che maggiore.

QUAL E’ LO SCOPO DELLA RIEDUCAZIONE DELLA SCRITTURA?

Scopo della rieducazione è innanzitutto scoprire il potenziale positivo del soggetto e lavorare su questo per  ripristinare le funzioni malate della scrittura e quindi  migliorare la postura, la tenuta dello strumento, ottenere la padronanza del gesto e della sua tonicità ; in finale  arrivare a trovare il piacere di scrivere e, tramite il rapporto con il grafologo rieducatore, acquistare fiducia il che si traduce in rapporti più sereni e risultati scolastici migliori.

UN PO’ DI STORIA…

La rieducazione della scrittura nasce in Francia alla fine della Seconda guerra mondiale ad opera di Raymond Trillat e Hugette Masson che hanno introdotto la grafoterapia per i trattamento di soggetti disgrafici presso il Centro Psico-Pedagogico Claude Bernard. Un ulteriore contributo fu dato da Hélène De Gobineau, grafologa celebre per i suoi studi genetici della scrittura, volti ad accertare quale livello di scrittura dovrebbe avere teoricamente ogni bambino a una determinata età. Il metodo proposto dalla De Gobineau nel suo breve articolo inedito del 1958 “Per la scioltezza e la regolarità della scrittura” ha poi ispirato gli studi condotti negli anni Sessanta da Julien De Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, e dai suoi collaboratori che, oltre ad approfondire l’evoluzione della scrittura, hanno messo a punto un metodo specifico di rieducazione per soggetti disgrafici.

Partendo da una ricerca statistica basata su un campione di 700 alunni di età compresa tra i 6 e 11 anni, l’équipe di De Ajuriaguerra elaborò la Scala E e successivamente la Scala D. Rispetto alla rieducazione della scrittura, l’équipe di Ajuriaguerra, riprendendo alcuni concetti già introdotti dalla De Gobineau, propose una serie di tecniche centrate sul rilassamento del corpo e sulla consapevolezza delle varie parti fisiche di volta in volta utilizzate nell’atto scrittorio. In base a questo metodo si insiste sull’importanza di una postura tonica e rilassata, di una prensione funzionale dello strumento grafico e della coordinazione armonica necessaria tra i vari arti coinvolti nella scrittura.

Intanto nel 1960, nel suo primo lavoro, pubblicato alla Presses Universitaires de France, Robert Olivaux,  ha esposto il suo metodo.  Nel 1966 egli ha fondato l’AGRE, prima associazione di Rieducatori della scrittura. Robert Olivaux, amministratore della SFDG, è psicologo dell’Università di Parigi, pedagogista  e grafologo e autore, tra gli altri, di “Pedagogia della scrittura e grafoterapia”, opera nella quale illustra la metodologia da lui improntata per  “guarire la scrittura”.   Dell’AGRE ha preso il posto il GGRE (Groupment des Graphoterapeutes Reeducateurs de l’Ecriture) organismo di formazione senza finalità di lucro che si compone di circa 120 tra soci fondatori, aderenti e associati  prevalentemente francesi e belgi. La formazione dei grafoterapeuti  è  organizzata a Parigi dal COPES (Centro di Apertura Psicologica e Sociale) organismo di formazione continua e di insegnamento per i problemi psicologici e sociali dell’infanzia e dell’adolescenza,  si svolge in due anni per un totale di circa 104 ore ed è destinata agli psicologi, agli psicomotricisti, agli ortofonisti ed ai grafologi della SFdG.

Grazie alla Cattedra Moretti  dell’Università di Urbino e ai professori Pacifico Cristofanelli e Silvio Lena, nonché all’Agif che hanno organizzato in passato corsi specifici di formazione, ed ora anche all’ANGRIS  e l’A.E.D., questa professione si sta diffondendo anche in Italia dove fino al 2000 era praticamente sconosciuta (noti erano soltanto  i servizi dell’Istituto Psico-medico-pedagogico Centro Method di Perignano diretto da Monica Pratelli dove la rieducazione è effettuata  con specifico metodo da una equipe specializzata). L’esistenza di una tecnica per la rieducazione della scrittura è argomento stimolante soprattutto considerando il vuoto che si registra in Italia a questo proposito: infatti le disgrafie sono generalmente ignorate o sottovalutate e i ragazzi disgrafici sono spesso ritenuti svogliati da insegnanti e genitori.

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