L’uso degli oggetti nello Psicodramma

 

Immagini, frammenti di realtà…

esplosione di colori…

espressioni in maschera..

note, musica, ritmo…

poesia…

spazi grandi, morbidi, silenziosamente rumorosi…

persone, incontrate e riflesse…

suggestioni.

Lo psicodramma, e più in generale i “metodi attivi”, hanno tra le loro caratteristiche principali l’utilizzo dell’azione come modalità privilegiata di lavoro. L’azione infatti favorisce l’accesso ai ricordi e ai vissuti personali, impregnati di un carico emotivo molto più forte rispetto al semplice racconto. Lo psicodramma infattti non si limita al racconto dell’esperienza, ma lavora sulla “messa in scena”  dei fatti accaduti o immaginati, immergendo il Protagonista nella stroria in modo globale, attivando percezioni, stati d’animo, sensazioni spesso filtrate dalla razionalità.

Questo tipo di lavoro permette di integrare quindi gli aspetti emotivi e quelli razionali, facendo emergere nuovi contenuti e nuovi significati che aiutano la persona ad elaborare più facilmente le proprie esperienze personali.

Lo Psicodramma e i “metodi attivi” fanno largo uso degli oggetti, vengono infatti utilizzati diversi tipi di materiali (teli colorati, cuscini, maschere, musica, immagini, specchi, libri, oggetti di vario tipo…) che facilitano il lavoro attivo, l’espressività, la creatività e quindi la spontaneità.

Il materiale a disposizione funge da “mediatore” all’interno della scena e del lavoro psicodrammatico e sociodrammatico.

Innanzitutto può servire per costruire fisicamente la scena, aiutando il Protagonista a ritrovare attraverso gli oggetti i luoghi reali o immaginari all’interno dei quali rappresentare il suo mondo interno. In questo caso gli oggetti assolvono la funzione di contenitore e di setting.

Gli oggetti utilizzati nei metodi attivi sono per la maggior parte materiali indefiniti, suggestivi ed evocativi che lasciano spazio all’immaginazione e al simbolico. Vi è quindi la possibilità, per chi li utilizza, di proiettare i propri contenuti soggettivi attribuendo valori, idee, emozioni e sentimenti, personali, senza necessariamente attribuire un significato univoco e oggettivo, e definire a priori quale sarà il contenuto che verrà proiettato. Attraverso le libere associazioni, il materiale funge da stimolo per far emergere contenuti personali anche nuovi e non conosciuti su cui è possibile lavorare.

Nello psicodramma anche le persone stesse hanno la funzione di “mediatore”, nel senso che rivestono, nelle varie esperienze proposte dal conduttore, dei ruoli sui quali è possibile proiettare contenuti ed emozioni, facilitando quindi lo scambio tra le persone, proteggendole da vissuti estranei alla relazione reale tra le stesse.

Il contenitore creato dagli oggetti e dalle persone favorisce facilmente il passaggio in una dimensione di semi-realtà, in cui le cose non sono realmente ciò che sembrano ma hanno un significato soggettivo e personale, in cui è quindi possibile esprimersi liberamente nella misura in cui ci si sente di farlo, secondo le proprie caratteristiche e il proprio stato d’animo.

Dott.ssa Stefania Cioppa

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