PARLIAMO DI ENDOMETRIOSI

 Vorrei aprire questo articolo con una celebre frase di un poeta francese “Solo chi si conosce è padrone di sé stesso”…

Quanti di voi conoscono l’ENDOMETRIOSI? 

Probabilmente molti ne hanno sentito parlare  ma sicuramente non tutti sanno che questa malattia subdola e oscura può avere conseguenze devastanti sulla vita della persona che ne è affetta… Spesso la carenza  di informazioni  e la mancanza di iniziative di sensibilizzazione penalizzano le nostre scelte quotidiane portando ad una consapevolezza solo tardi, solo quando non resta che dire: SE SOLO AVESSI SAPUTO… Nonostante le informazioni mediche contenute nell’articolo  hanno carattere meramente informativo e divulgativo e non intendono assolutamente sostituirsi ad una consultazione medica mi sembra opportuno approfondire questo argomento.

 L’arrivo  del primo flusso mestruale dà il via all’età della pubertà che rappresenta l’inizio del periodo fertile. Il termine mestruazione (dal latino menstruum =mensile), definisce la perdita di sangue dall’apparato genitale femminile, che si verifica regolarmente ogni mese in età feconda se non c’è gravidanza.La comparsa del flusso segna l’inizio di ogni ciclo mestruale e pur essendo soggetta ad ampie variazioni individuali la maggior parte delle donne accusa dolore intenso e crampi nella zona addominale, accompagnati a volte da vomito,cefalea ,mal di schiena, tensione mammaria e stanchezza. Fino a qui sembra tutto normale in fondo i dolori mestruali affliggono, in maniera più o meno importante, quasi tutte le donne fertili  basta prendere un antinfiammatorio e tutto passa no? Nalla maggior parte dei casi è cosi ma in molti altri,il  disturbo può essere una vera e propria malattia e risultare invalidante. L’endometriosi presenta dei sintimi che possono essere confusi con il malessere del ciclo mestruale solo che il dolore, quando presente, diventa insostenibile al punto da inficiare le normali attività quotidiane. Perchè?

Nelle donne  affette da endometriosi, sono presenti frammenti o “isole” di endometrio (tessuto che riveste internamente l’utero) in sedi atipiche quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, setto retto-vaginale.Ogni mese,il tessuto endometriale impiantato in sede anomala,subisce la stimolazione ormonale, nello stesso modo in cui si verifica a carico dell’endometrio normalmente presente in utero, e quindi  va incontro a sanguinamento. Tale sanguinamento a differnza di ciò che accade durante il normale ciclo mestruale, comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla , formazione di noduli, cisti e aderenze.

La causa dell’endometriosi è sconosciuta. Diverse teorie sono state proposte, ma nessuna di esse può spiegare tutti i casi.Una prima teoria è quella della mestruazione retrograda secondo la quale, durante la mestruazione, del tessuto mestruale migra in senso inverso nelle tube, si impianta nell’addome e cresce. Secondo alcuni esperti la migrazione retrograda è presente in tutte le donne, ma solo nelle donne afflitte da endometriosi un difetto immunitario e/o ormonale permette al tessuto di radicarsi e crescere.

I sintomi riscontrati più frequentemente in caso di endometriosi sono dolori prima e durante le mestruazioni (in genere più intensi dei soliti crampi mestruali), dolori durante o dopo i rapporti sessuali, sterilità e sanguinamento intenso o irregolare.Altri sintomi che si presentano possono essere: stanchezza, dolori che si irradiano verso la zona rettale, dolore all’ovulazione, dolore alla regione lombare, diarrea e/o stitichezza e altri disturbi intestinali. Tuttavia è opportuno chiarire che in un numero considerevole di donne, affette da endometriosi, anche in forme avanzate, il dolore è totalmente assente ed è proprio  questo a rendere subdola la malattia.

Allo stato attuale l’unico accertamento diagnostico che permette di stabilire con certezza il problema è la laparoscopia, un intervento effettuato in anestesia totale che permette di diagnosticare l’endometriosi, valutarne la gravità ed eventualmente intervenire per la risoluzione.seppure associate ad una certezza di diagnosi inferiore, altre alternative diagnostiche sono  l’ecografia ovarica trans-vaginale il dosaggio del CA125 nel sangue e visita ginecologica manuale.Nonostante si stima che circa 150 milioni di donne nel mondo sia affetto da endometriosi di cui,14 milioni in Europa  e almeno 3 milioni in Italia, la malattia è sottovalutata e poco conosciuta, infatti è stato appurato che la diagnosi certa arriva tardivamente, con un tempo medio superiore a 9 anni. Secondo il Ministero della salute, le ragioni di tale ritardo sono dovute a varie cause: spesso le donne pensano che i sintomi sono normali, altre volte viene detto loro che la sintomatologia non va considerata come patologica, se a questo poi si aggiunge l’applicazione di metodi diagnostici purtroppo inadeguati ci si può rendere conto della drammaticità del fenomeno.

Per quanto riguarda la terapia, ad oggi, l’endometriosi non può essere definitivamente curata. E’ comunque possibile tenere sotto controllo l’evoluzione progressiva della patologia  riuscendo a contenere i sintomi fisici e le inevitabili ricadute psicologiche. In linea di massima la sceltadel trattamento dipende dalla gravità della malattia, dall’età della donna e dal desiderio di riproduzione della stessa. Le terapie possono essere mediche, ovvero basate sulla somministrazione  di farmaci ormonali (es. pillola contraccettivache, prevenendo l’ovulazione, riduce l’ingrossamento dell’endometrio e contemporaneamente il dolore associato al ciclo) oppure chirurgiche (conservativa o demolitiva)nel caso in cui i farmaci assunti per via orale non si rivelano sufficienti.

L’endometriosi è una malatia che ha un grande impatto sulla qualità della vita non solo da un punto di vista fisico ma anche da quello psicologico. Una delle conseguenze più devastanti dell’endometriosi è la possibile sterilità che  colpisce il 30-40% circa delle donne.La malattia endometriosica può causare infertilità essenzailmente attraverso due meccanismi. Il primo è dovuto a una infiammazione che ostacola sia il concepimento che l’impianto della gravidanza. Il secondo è meccanico, attraverso il danno provocato dalle aderenze degli organi interni. Qualunque sia la causa, l’impatto di una ipotetica mancata generatività può essere devestante e alimentare sentimenti di  frustrazione, rabbia ansia e talvolta a depressione. Può venire colpita la percezione della propria immagine corporea, del proprio ruolo di donna alimentando non solo un senso di inadeguatezza ma anche un abbassamento dell’autostima.E’ anche importante non sottovalutare l’influenza che la diagnosi tardiva può avere sulla sfiducia della donna nei confronti si sè stessa e degli altri;molto spesso infatti  le donne non sono capite nella loro sofferenza, i sintomi vengono sottovalutati al punto da creare un senso di vuoto e solitudine devastante.Nelle fasi più acute della malattia, il dolore fisico è così debilitante che le normali attività di tutti i giorni come andare a scuola,al lavoro, uscire con gli amici possono diventare difficili da affrontare al punto di dovervi rinunciare. Tutto questo compromette drasticamente la vita delle donne sia a livello professionale/sociale  sia a livello personale/affettivo. Questa malattia rende i rapporti sessuali molto dolorosi se non addirittura impossibili, con conseguenze inevitabili nel rapporto di coppia. Il dolore influisce negativamente sull’eccitazione e sul desiderio al punto che il rapporto, quando non viene evitato, viene vissuto con “paura” e ansia  non solo dalla donna ma anche dal partner perdendo così qualunque forma ludica andando a minare l’equilibrio della coppia.Per tutte queste ragioni, considerando le gravi ripercussioni che derivano dalla patologia  è importante affidarsi a degli specialisti nel tentativo di contenere non solo il dolore fisico ma anche gli inevitabili risvolti psicologici.

Dott.ssa Tiziana Fiore

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2 commenti to “PARLIAMO DI ENDOMETRIOSI”

  1. La laparoscopia diagnostica x l endometriosi e’ superata! Basta recarsi in un centro specializzato in questa malattia.

    • Grazie Eleonora per aver commentato l’articolo, i vostri contributi sono preziosi in quanto ci aiutano a chiarire meglio alcuni concetti.
      Premetto che facendo la psicologa e non la ginecologa le informazioni mediche riportate sono il frutto di studi personali o racconti di pazienti affette da endometriosi e l’invito è sempre quello di rivolgersi al proprio medico. Detto questo, in effetti la laparoscopia rappresenta sicuramente un ultimo step per la diagnosi e infatti vengono utilizzati altri strumenti tra cui l’ecografia ovarica trans-vaginale e il dosaggio del CA125 nel sangue(anche se non sempre si innalza in presenza di endometriosi o al contrario può indicare la presenza di altre patologie).
      In generale però l’endometriosi, non è considerata “certa” fino a quando non viene provata dalla biopsia, cioè dall’analisi del tessuto prelevato in sede di intervento chirurgico. Resta il fatto che il ginecologo attraverso una raccolta anamnestica scrupolosa potrebbe avere un quadro diagnostico abbastanza ben delineato già da un primo colloquio.
      Purtroppo molte donne arrivano ad un centro specializzato parecchio dopo l’esordio della malattia, dopo essersi sottoproste a esami e accertamenti senza aver avuto alcun risultato…
      Grazie ancora dell’attenzione e buona serata.

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