Scrittura e disgrafia in adolescenza

La disgrafia e l’adolescente

Oggi si tende a descrivere l’adolescenza come una fase del ciclo di vita caratterizzata da complessi compiti evolutivi e dal modo dell’adolescente di farvi fronte (coping). I compiti evolutivi, serie di tappe che l’adolescente deve affrontare e superare per poter passare dalla condizione di bambino a quella di adulto, sono stati variamente definiti:

  • La capacità di separarsi dalla famiglia e di individuarsi, costruendo una propria idea di sé;
  • L’inserimento nel gruppo dei coetanei;
  • L’integrazione della sessualità nell’immagine di sé, con la costruzione di un ideale di ruolo sessuale;
  • Lo sviluppo di un’identità sociale;
  • L’avvio di relazioni sentimentali o sessuali.

Ogni adolescente trova il proprio modo e i propri tempi per affrontare questi compiti e nella scrittura questi prenderanno forma attraverso mascheramenti, fughe, identificazioni. Durante l’adolescenza la scrittura è alla ricerca della sua identità, così come d’altronde il soggetto scrivente. L’attuale ricerca in campo grafologico, sembra confermare quanto la moderna psicoanalisi sostenga rispetto ai nuovi adolescenti. In una società che offre molto più di quanto serva, in una famiglia in cui i ruoli parentali tendono alla confusione, si sono sviluppati negli ultimi anni “nuovi sintomi” oggi sempre più presenti: stati depressivi, che spesso portano a varie forme di dipendenza, disturbo da attacchi di panico, ADHD. Anche la scrittura dell’adolescente tende ad ammalarsi in questo senso, tanto che la maggior parte degli scritti adolescenziali segnalano una forte richiesta di stampo narcisistico legata ad un’oralità bloccata.  A questo bisogna aggiungere il cambiamento dei metodi di insegnamento del corsivo, meno rigido, con meno regole, spesso senza un fisso punto di riferimento, e l’uso sempre più massiccio della tastiera. Il risultato è che la scrittura dell’adolescente potrebbe apparire nel 90% dei casi come disgrafica. Facendo riferimento alla classificazione proposta da Ajuriaguerra, le disgrafie in adolescenza rientrano in tre grandi categorie:

Accurata (disgrafia dei lenti e precisi): il movimento risulta lento e costretto, lo spazio strutturato o iperstrutturato, la forma curata. In ogni caso si tratta di scritture che mancano di spontaneità a causa di una forte volontà, o bisogno, di “aderire a…”. Nasce dall’esigenza di sentirsi confermati, accettati, di trarre soddisfazione e sicurezza dall’adesione a certe norme. Tali scritture si possono definire come scritture maschera, falso sé o persona in senso Junghiano.

Sciatta(disgrafia molle): si osserva un movimento abbandonico, uno spazio poco strutturato, una forma trasandata, lettere che non tengono il rigo e si dilatano. Regna il disinteresse, l’adattamento del ragazzo risulta probabilmente passivo, così come scarsi potrebbero essere i suoi risultati scolastici. Questi segni esprimono una tendenza complessiva al disimpegno e alla trasandatezza, che non si limita solo all’affettività, ma va ad incidere anche sul livello intellettivo e su una personalità in evidente difficoltà di crescita.

Stentata (disgrafia impulsiva): lo scritto manca di fluidità a causa di incespamenti, interruzioni del tratto, forma imprecisa, spazio organizzato in modo disomogeneo, torsioni delle lettere, improvvisi sforzi pressori.

La scrittura stentata è presente nella maggior parte delle scritture degli adolescenti, ed è possibile ritrovarla anche insieme all’accurata e alla sciatta. Rappresenta un chiaro messaggio di rabbia repressa, un potenziale aggressivo non canalizzato. Nell’insieme è indice di insicurezza dettata da un Io non ancora integrato e da una forte richiesta narcisistica.

La maggior parte delle scritture degli adolescenti rientra in uno di questi gruppi. L’intento non è certo quello di dimostrare come tutti gli adolescenti siano disgrafici, chiaramente si fa riferimento a scritture fortemente irrigidite o molli o sciatte, tenendo ben presente la definizione di disgrafia.

M, 11 anni e 6 mesi. Scrittura disgrafica, molto lenta, tesa e maldestra.

F, 17 anni. Scrittura molto compatta, tonda, ferma alla fase orale.


Dott.ssa Irene Bellini

 

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2 commenti to “Scrittura e disgrafia in adolescenza”

  1. saperlo prima noooo??? e che caspita sempre tardi…ma mi sa che il nostro destino e’ proprio questo ,fare tesoro delle proprie esperienze per darle ad altri,e va bene così’!! grazie di tutto

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