Desiderio di maternità o di gravidanza?

Vorrei un bambino…

Voglio rimanere incinta, è arrivato il momento e sento che ora non sarei completa senza un figlio…guardo le mie amiche con i loro bimbi e mi dico che forse alla mia età dovrei darmi una mossa..e poi tutti continuano a chiederci quando diventeremo genitori..Non vedo l’ora di vedermi con la pancia! 

Perché alcune donne si trovano a pensare questo? Ce ne sono tante altre che invece dicono…

Al pensiero di iniziare la ricerca di un bimbo mi invade una grande felicità, che gioia  mi procura l’idea di diventare mamma! Penso a quando potrò stringere il mio bambino tra le braccia, allattarlo e sentirmi chiamare.  

 Non vedo l’ora che questo bambino nasca, allora finalmente potrò passeggiare al parco con la mia carrozzina senza più sentirmi in difetto! Che bello sarà comprare tutti quei bei vestitini da bambolina.. 

Ma cosa vuol dire desiderare un figlio?

Abbiamo estremizzato alcuni pensieri che spesso attraversano la mente delle future madri: a volte queste domande possono coesistere nella stessa persona, altre volte ce ne possono essere di diverse. E’ evidente però il differente punto di vista che era nostra intenzione andare a sottolineare e che ora andremo ad approfondire.

Non appena nella donna nasce l’idea di avere un figlio anche la psiche si prepara ad accoglierlo con tutta una serie di fantasie, che cresceranno durante la gravidanza.  Ad esse si aggiungeranno i ricordi legati alle esperienze vissute e alle emozioni provate, fino a definire un preciso spazio mentale dedicato al piccolo nascituro.

E’ in questo contesto che prende forma il desiderio di maternità e/o di gravidanza. Che cosa intendiamo quando parliamo di “Desiderio”?  E’ un vissuto di attesa o di ricerca intensa di quel qualcosa che si sente possa soddisfare le proprie esigenze più profonde. Dentro di sè le energie si muovono affinché il tesoro venga scovato e la gioia possa manifestarsi con tutta la sua forza. Parliamo dunque di un’esperienza soggettiva interna, che include un’attivazione inconscia e che pertanto sovrasta il semplice bisogno. Con il termine “bisogno” ci riferiamo infatti ad uno stato di coscienza che implica un’insoddisfazione dovuta ad una mancanza. La tensione interna che si genera porta ad una attivazione finalizzata all’ ottenimento dell’oggetto voluto.

Proviamo a capire meglio attraverso un semplice esempio: quando sento internamente il desiderio di un dolcetto, spero di trovarne uno e godermelo; quando invece ho un calo di zuccheri cerco attivamente un dolcetto perché ne ho bisogno.

A questo punto potrebbe risultare chiaro perché si parli di “desiderio” di maternità e/o di gravidanza. Maternità e gravidanza, termini spesso utilizzati come sinonimi, assumono in questo contesto una differenza sostanziale. Parliamo di “desiderio di gravidanza” quando gran parte delle fantasie della donna tendono verso il bisogno di un figlio come voglia di essere come le altre. Parliamo invece di “desiderio di maternità” nel momento in cui emerge un forte bisogno di sentirsi madre. Ma quindi dov’è il desiderio? Il desiderio di gravidanza e quello di maternità difficilmente hanno una separazione così netta come quella da noi descritta. Una sana evoluzione del materno dovrebbe prevedere la coesistenza di entrambi questi vissuti. Una donna appagata e pronta ad accogliere dentro e fuori da sé un figlio, fantasticherà sicuramente sugli aspetti positivi e negativi della gravidanza, ma anche sul suo ruolo di madre e sul suo futuro bambino. Certamente paure e incertezze la accompagneranno, ma la forza del suo desiderio le darà l’energia necessaria per affrontare questa grande avventura. Quello che può accadere è che desiderio di maternità e di gravidanza coesistano ma in modo non equilibrato. E’ in questi casi che si genera un’ambivalenza: voglio o desidero un figlio? Voglio essere madre, o sento di poter essere una madre? Riteniamo importante riuscire a dare una risposta a queste apparentemente semplici domande poiché la loro non risoluzione può avere delle ripercussioni sulla gravidanza (attraverso manifestazioni psicosomatiche ed emotive) e/o sul post-gravidanza (per esempio depressione post-partum, difficoltà nell’assumere il proprio ruolo genitoriale, ecc…).

Abbiamo scelto di approfondire queste tematiche poiché riteniamo possano stimolare in modo costruttivo i pensieri e le fantasie delle future mamme ed assumere quindi una funzione preventiva.

Allo stesso tempo abbiamo descritto le basi sulle quali talvolta vanno a strutturarsi una serie di difficoltà, anche importanti, legate alla maternità e alla genitorialità.

Il nostro mondo interiore, così come il nostro organismo, tende naturalmente all’equilibrio. Quando questo non avviene dovremmo fermarci e porci delle domande cercando di trovare il mezzo migliore per proseguire nel cammino: con questi spunti di riflessione ci auguriamo di contribuire alla ricerca delle vostre risposte.

Dott.ssa Irene Bellini

Dott.ssa Stefania Cioppa

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