LE ORIGINI DELLA DISGRAFIA

LE CAUSE DELLA DISGRAFIA

            Gli autori che si interessano di disgrafia sono concordi nel ritenere che essa sia causata da numerosi fattori che possono essere definiti concause. Oltretutto queste non portano necessariamente alla disgrafia, come del resto accade per molti altri disturbi come la stessa dislessia. Un paragone utilizzato dai neurologi spiega bene la multifattorialità delle cause. Un disturbo neurologico può essere originato da cause notevolmente diverse tra loro, così come possono essere diverse le cause che impediscono a un’automobile di funzionare: la batteria scarica, un guasto al motore, la mancanza di carburante o semplicemente il freno a mano tirato possono bloccare l’auto.

            Anche le disgrafie obbediscono a questa regola: un esame superficiale può permettere di rendersi conto semplicemente della presenza del disturbo, ma è solo un esame approfondito, in collaborazione con diversi professionisti, che permette di conoscere le cause e quindi impostare un programma di rieducazione adeguato. L’intervento va fatto sulle cause che originano il disturbo, non sul sintomo. Già Robert Olivaux nel 1971 si chiedeva se la disgrafia potesse essere ereditaria e citava tra le cause l’influsso dell’ambiente, l’ansia, le difficoltà del linguaggio, i disturbi della motricità e dell’affettività.

            La disgrafia si presenta come un fenomeno complesso, differenziato da soggetto a soggetto, che può essere compreso solo se valutato nell’ambito delle caratteristiche particolari dello scrivente, del suo percorso maturativo, del livello della sua scrittura in base all’età, della qualità e quantità di insegnamento grafico ricevuto, delle sue relazioni affettive e sociali e della concomitante presenza di eventuali altre difficoltà scolastiche o disturbi di apprendimento. Spesso infatti la disgrafia non si presenta pura, ma complessa, cioè associata a problemi di ortografia, calcolo o abbinata alla dislessia.

            Le disgrafie acquisite possono essere originate da cause neurologiche, problemi psicomotori, afasia, alterazioni della memoria, encefaliti, difficoltà nell’organizzazione spaziale, deficit o ritardo intellettivo, problemi visivi o uditivi, ecc.

            Le disgrafie evolutive possono anche costituire una reazione a difficoltà relazionali o una compensazione alla scarsa personalizzazione della propria scrittura. Il bambino potrebbe arrivare ad una vera e propria grafofobia, o ancora la disgrafia potrebbe costituire un pretesto per nascondere altri problemi, un alibi, come definito da Olivaux.

In ogni caso, l’interazione di caratteristiche congenite con quelle ambientali come causa dei disturbi specifici di apprendimento è ormai largamente condivisa. Attualmente si tende a considerare quali principali cause predisponenti alla disgrafia di tipo evolutivo le seguenti:

  • Disturbi legati alla motricità, che costituiscono da soli il fattore causale più rilevante e ricorrente;
  • Lateralità non ben definita;
  • Mancinismo semplice o contrariato;
  • Difficoltà di orientamento e di organizzazione spaziale;
  • Difficoltà ortografiche e di organizzazione del linguaggio;
  • Dislessia;
  • Immaturità e difficoltà psico-affettive;
  • Insufficienza mentale.

Tali cause soggettive si combinano e interagiscono con le condizioni ambientali e soprattutto con la quantità e la qualità degli stimoli scolastici ricevuti nelle prime fasi dell’apprendimento grafico e più in particolare della scrittura. Infatti una grande percentuale di disgrafie è legata ad interferenze ed effetti contestuali esterni alla relazione pedagogico-didattica, che impediscono al bambino di acquisire i corretti meccanismi della scrittura. Tra i più frequenti: situazioni di prematurità scolastica, assenze reiterate, cambiamenti frequenti di insegnanti,ecc.. Le difficoltà emergono con più evidenza soprattutto nei casi in cui il bambino sia costretto a scrivere in fretta, per cui tende a sostituire le forme grafiche con semplificazioni informali e poco identificabili, essendo privo di necessari automatismi richiesti dalla velocità di esecuzione grafica.

Considerata la multifattorialità delle cause, è necessario accertare sempre l’effettiva natura della disgrafia, facendo un esame approfondito della scrittura, ma osservando lo scrivente anche da altri punti di vista: psico-motorio, grafo-motorio e psicologico, senza tralasciare l’analisi della lateralità. Infatti va ricordato che le scritture disgrafiche non sono solo quelle che manifestano un ritardo rispetto alla normale maturazione grafo-motoria per quell’età, bensì si tratta di scritture con proprie peculiarità patologiche, generalmente caratterizzate da: pessima organizzazione della pagina, mal destrezza esecutiva del gesto, errori di forma e di proporzioni. Inoltre, ciò che contraddistingue tali grafie è che, a differenza delle scritture sane che tendono a migliorare con l’età e con l’esercizio, esse mostrano l’inclinazione contraria , cioè a peggiorare con gli anni e quanto più aumentano le richieste di rapidità e di prolungamento nel tempo dell’attività grafica.

Dott.ssa Irene Bellini


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