Che cos’è la disgrafia?

Le ricerche e le pubblicazioni che affrontino il tema “Disgrafia” slegandolo dalla più generale definizione di Disturbi dell’Apprendimento, appaiono oggi piuttosto scarne, nonostante la tendenza sembri essere quella di definire, così in campo neuropsicologico come in campo psicologico, un territorio specifico, che apporti miglioramenti nella valutazione e soprattutto nella riabilitazione.

La ricerca supporta l’impressione che i casi di disgrafia e di disturbi dell’apprendimento in generale siano in aumento, così come i casi effettivamente presenti negli istituti scolastici siano superiori rispetto a quelli “ufficialmente” segnalati.

A tale proposito, da una ricerca effettuata nell’a.s. 2006/2007 da alcuni membri del Comitato dei Tecnici dell’Associazione GraficaMente,  emerge che su 2.271 scritture analizzate di alunni iscritti alla quinta elementare il 20,7% presenta una disgrafia, di cui il 15,2% è disgrafico e il 5,5% è gravemente disgrafico, mentre il 27,5% è a rischio disgrafia.

Un altro dato interessante è legato al rapporto tra casi segnalati e non: solo lo 0,75% tra tutte le scritture analizzate presenta una disgrafia segnalata, mentre l’incidenza accertata di disgrafia è pari al 20,7%. La ricerca grafometrica non ha confermato la disgrafia per il 32,2% dei casi segnalati.

Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione è legato al rapporto tra difficoltà di scrittura e altri disturbi dell’apprendimento. E’ molto probabile che precoci difficoltà di scrittura minino l’apprendimento, mettendo il bambino nella condizione di faticare per rimanere al livello dei compagni con conseguente senso di scarsa autostima. Si crea una catena negativa di relazioni causa- effetto, e non si può escludere che l’emergenza di altri disturbi dell’apprendimento possa derivare da queste prime difficoltà di tipo grafo-motorio. Anche per questo assume grande importanza la prevenzione così come un adeguato approccio didattico ai bambini, che tenga conto delle loro specificità.

CHE COS’E’ LA DISGRAFIA?

Se prendiamo in considerazione i Manuali Diagnostici ci accorgiamo di come la Disgrafia venga solo marginalmente trattata.

Nell’ICD 10[1] leggiamo: “La principale caratteristica di questo disturbo è una specifica e rilevante compromissione dello sviluppo delle capacità di compitazione, in assenza di una storia di disturbo specifico della lettura e non solamente spiegata da una ridotta età mentale, da problemi di acutezza visiva o da inadeguata istruzione scolastica.

L’abilità a compitare oralmente le parole e a trascrivere correttamente le parole sono entrambe interessate. I bambini il cui problema è solamente quello della scrittura non devono essere inclusi in questa sezione, ma in alcuni casi le difficoltà di compitazione possono essere associate con problemi nella scrittura. A differenza di quanto si osserva di solito nei disturbi specifici della lettura, gli errori di compitazione tendono a non riguardare l’aspetto fonetico.

Sebbene sia noto che un disturbo “puro” della compitazione differisce dai disturbi della lettura associati con difficoltà di compitazione, poco si conosce sugli antecedenti, sul decorso, sui correlati e sull’esito dei disturbi specifici della compitazione.

Include: ritardo specifico della compitazione senza disturbo della lettura.

Esclude: difficoltà nella compitazione associate con un disturbo della lettura; difficoltà nella compitazione principalmente attribuibili ad inadeguato insegnamento; disturbo acquisito della compitazione.”

Da questa definizione risulta chiaro come la diagnosi di disturbo specifico di scrittura andrebbe assegnata solo in assenza di un disturbo specifico di lettura, anche per questo in sede di valutazione e trattamento è più corretto ed efficace affrontare direttamente questa abilità e non passare attraverso la lettura.

Il DSM-IV-TR[2] inserisce il disturbo dell’espressione scritta nella  sezione dei disturbi dell’Apprendimento:

“Questi disturbi sono caratterizzati da un funzionamento scolastico che è sostanzialmente inferiore a quanto ci si aspetterebbe data l’età cronologica, la valutazione psicometrica dell’intelligenza, e una educazione appropriata all’età del soggetto.

I disturbi specifici inclusi in questa sezione sono:

– Disturbo della Lettura;

– Disturbo del Calcolo;

– Disturbo dell’Espressione Scritta;

– Disturbo dell’Apprendimento Non Altrimenti Specificato”

Disturbo dell’Espressione Scritta (DSM-IV-TR, 2000)

“Caratteristiche diagnostiche:

La caratteristica fondamentale del disturbo dell’Espressione Scritta è una capacità di scrittura che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell’intelligenza, e a un’istruzione adeguata all’età (Crit. A). L’anomalia dell’espressione scritta interferisce notevolmente con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di scrittura (Criterio B). Se è presente un deficit sensoriale, le difficoltà nelle capacità di scrittura vanno al di là di quelle di solito associate con esso (Criterio C). Se sono presenti una condizione neurologica o un’altra condizione medica generale oppure un deficit sensoriale dovrebbero essere classificati sull’Asse III. Esiste in genere un insieme di difficoltà nella capacità del soggetto di comporre testi scritti, evidenziata da errori grammaticali o di punteggiatura nelle frasi, scadente organizzazione in capoversi, errori multipli di compitazione, e calligrafia deficitaria. Questa diagnosi non viene di solito fatta se vi sono solo errori di compitazione o calligrafia deficitaria in assenza di altre compromissioni dell’espressione scritta. Rispetto ad altri disturbi dell’Apprendimento, si sa relativamente poco riguardo ai Disturbi dell’Espressione Scritta e alla loro correzione, specie quando essi insorgono in assenza di Disturbo della Lettura. Tranne che per la compitazione, i test standardizzati in questo ambito sono meno sviluppati rispetto ai test per le capacità di lettura o di calcolo e la valutazione della compromissione delle capacità di scrittura può richiedere un paragone tra ampi campioni di lavori scolastici scritti del soggetto e la prestazione prevista in base all’età e al QI. Ciò accade specialmente nel caso di bambini piccoli nelle prime classi elementari. Compiti in cui al bambino viene chiesto di copiare, di scrivere sotto dettatura e di scrivere spontaneamente possono essere tutti necessari per valutare la presenza e l’entità di questo disturbo.”

Appare chiaro che nel caso in cui il disturbo fosse limitato alla sola compitazione o calligrafia, senza altre difficoltà di espressione scritta, la diagnosi di Disturbo dell’espressione Scritta, non sarebbe giustificato, e ci si dovrebbe orientare, sempre secondo il Manuale diagnostico, verso un Disturbo di Sviluppo di Coordinazione. Disturbo della Coordinazione Motoria (DSM-IV), Disturbo evolutivo specifico della funzione motoria (ICD- 10).

In base al DSM-IV-TR:

  • “Le prestazioni nelle attività quotidiane che richiedono coordinazione motoria sono sostanzialmente inferiori rispetto a quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto e alla valutazione psicometrica della sua intelligenza. Questo può manifestarsi con un notevole ritardo nel raggiungimento delle tappe motorie fondamentali (per es., camminare, gattonare, star seduti), col far cadere gli oggetti, con goffaggine, con scadenti prestazioni sportive, o con una calligrafia deficitaria. (crit. A)
  • L’anomalia descritta al punto A interferisce in modo significativo con ‘apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana. (crit.B)
  • L’anomalia non è dovuta ad una condizione medica generale (per es., paralisi cerebrale, emiplegia, o distrofia muscolare) e non soddisfa i criteri per un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo. (crit.C)
  • Se è presente Ritardo Mentale, le difficoltà motorie vanno al di là di quelle di solito associate con esso.”

L’ICD- 10, ripropone gli stessi segni diagnostici del DSM-IV-TR, e tuttavia suggerisce in modo esplicito un esame clinico accurato in ordine allo sviluppo neurologico del bambino.

Il punto di vista di queste Linee Guida è quello che anche per questo Disturbo sia importante distinguere il problema relativo alla coordinazione motoria, fine e grossolana, rispetto ad un disordine più generale di natura visuo-spaziale (es. memoria spaziale, rappresentazione spaziale, ecc.) e all’interessamento delle competenze prassiche necessarie alla scrittura (aspetti questi ultimi ripresi nel momento diagnostico di secondo livello).

E’ da evidenziare come il DSM-IV-TR ammetta che “ Rispetto ad altri disturbi dell’Apprendimento, si sa relativamente poco riguardo ai disturbi dell’espressione scritta e alla loro correzione, specie quando essi insorgono in assenza di Disturbo della Lettura”. In questo contesto la proposta di considerare il disturbo specifico della scrittura a prescindere dalla compresenza di altri disturbi dell’apprendimento, può e comincia a prendere piede.

Alla Consensus Conference  (Montecatini e Milano, gennaio 2007), la disgrafia viene riconosciuta come un vero e proprio DSA:

“Disturbi specifici di scrittura (disortografia e disgrafia).

Gli aspetti generalmente condivisi circa il Disturbo della Scrittura,riguardano la sua suddivisione in due componenti: una di natura linguistica (deficit nei processi di cifratura) e una di natura motoria (deficit nei processi direalizzazione grafica).

Anche nel caso della scrittura, è necessario somministrare prove standardizzate; in particolare, per la disortografia è condiviso il parametro di valutazione della correttezza, costituito dal numero di errori e dalla relativa distribuzione percentilare (al di sotto del 5° centile), mentre per la disgrafia, i principali parametri di valutazione riguardano la fluenza (- 2 dev. stand) e l’analisi qualitativa delle caratteristiche del segno grafico.

Il Disturbo di Scrittura può presentarsi in isolamento (raramente) o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici. Al fine di descrivere questa possibile co-occorrenza di più disturbi, senza stabilire una gerarchia tra gli stessi, si propone di utilizzare la dicitura estesa “Disturbo Specifico di Apprendimento della Lettura e/o della Scrittura (grafia e/o ortografia) e/o del Calcolo” (Consensus Conference, Milano 2007).

[1] Vicari S. e Caselli M.C., I disturbi dello sviluppo:neuropsicologia clinica e ipotesi riabilitative, Ed. il Mulino, Bologna, 2002

[2] DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Ed. Masson, 2000.

                                               Dott.ssa Irene Bellini

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