GLOSSARIO

GLOSSARIO SULL’ABORTO

A

Aborto autoimmune: quando la gravidanza si interrompe a causa della presenza di una patologia autoimmune della madre.

Aborto embrionale: quando la gravidanza si interrompe entro le prime 9 settimane.

Aborto fetale: quando la gravidanza si interrompe a partire dalla decima settimana dell’attesa.

Aborto in atto: termine spesso usato dai medici a constatare che le perdite ematiche e gli eventuali crampi sono i segnali di un aborto in corso.

Aborto interno o ritenuto: lo sviluppo dell’embrione si ferma e la gravidanza si interrompe senza che si verifichi alcun sintomo. In questo caso anche i comuni sintomi della gravidanza (nausea, gonfiore al seno…) persistono per diversi giorni nonostante la morte del piccino.

Aborto settico: quando la paziente si ammala improvvisamente con segni e sintomi di un’infezione (brividi, febbre, setticemia e peritonite) e di una minaccia di aborto o di un aborto incompleto.

Aborto spontaneo: interruzione spontanea o perdita di una gravidanza prima che il feto possa sopravvivere al di fuori dell’utero (entro i 180 giorni dall’ultima mestruazione. Secondo la legge italiana oltre tale giorno si parla più propriamente di nascita prematura).

Aborto spontaneo completo:  quando si verifica spontaneamente l’espulsione dell’embrione e del sacco vitellino, sotto forma di perdite ematiche, a volte accompagnate da dolore al basso ventre o alla zona lombo-sacrale.

Aborto spontaneo incompleto: si verificano delle perdite ematiche, ma l’ecografia rivela che l’utero non si è liberato del tutto. In questa situazione il dolore e le perdite potrebbero persistere poiché l’utero continua a contrarsi.

Aborto spontaneo ripetuto: quando si verificano due aborti consecutivi.

Aborto spontaneo ricorrente: quando la gravidanza si interrompe tre o più volte consecutivamente.

Aborto tardivo o del secondo trimestre: quando la gravidanza si interrompe tra la 13° e la 22° settimana di gravidanza.

Aborto terapeutico: è l’interruzione volontaria di gravidanza (IGV) provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie.

Aborto volontario o provocato (IGV): interruzione prematura di una gravidanza provocata artificialmente e su richiesta della gestante e dietro presentazione di un certificato medico (secondo la legge italiana 194/1978 è consentito entro il 90° giorno o la 12° settimana di gravidanza).

Acido folico: sostanza o vitamina B9, è una sostanza che serve per la crescita e la moltiplicazione cellulare. Diversi studi hanno rivelato una stretta relazione, nella donna incinta, tra bassi livelli di acido folico nel sangue e presenza di difetti nel tubo neurale nel figlio. L’acido folico non viene prodotto dal nostro organismo ma deve essere assunto con il cibo o, all’occorrenza, come integratore.

Adenocarcinoma: tipo più comune di cancro del corpo dell’utero, più precisamente dell’endometrio.

Adenomiosi: condizione in cui un tessuto simile all’endometrio si viene a trovare nello spessore della parete dell’utero.

Alfa-fetoproteina (AFP): proteina di origine fetale che attraversa la placenta ed entra nella circolazione sanguigna materna. Valori bassi di AFP possono essere associati alla Sindrome di Down, mentre valori più elevati, a una patologia del tubo neurale.

Amenorrea:assenza del flusso mestruale, per cause fisiologiche (gravidanza, menopausa) o patologiche. Primaria se il ciclo mestruale non è mai comparso, secondaria, se il ciclo mestruale è scomparso dopo un periodo più o meno lungo di normalità.

Amniocentesi: prelievo con ago sottile, sotto guida ecografica, di liquido amniotico, eseguito soprattutto per la diagnosi di anomalie cromosomiche.

Amnioressi: rottura provocata delle membrane che compongono il sacco amniotico, nel corso del travaglio.

Anencefalia: tipo di difetto del tubo neurale: mancanza di sviluppo dell’encefalo (incompatibile con la vita).

Anti-progestinico: farmaco con azione antagonista a quella dei progestinici, destinato a favorire lo svuotamento spontaneo della cavità uterina. Può provocare fastidiosi effetti collaterali quali diarrea e nausea.

B

BCF: sigla che sta per Battito Cardiaco Fetale.

Biopsia endometriale: esame in cui viene prelevata, per essere esaminata al microscopio, una piccola quantità di endometrio, cioè del tessuto che riveste la cavità uterina.

Beta-hCG: (Gonadotropina Corionica Umana) è un ormone secreto nell’apparato rirpoduttivo femminile, a partire dal 7° giorno dal concepimento. La sua produzione aumenta fino alla fine del 3° meso di gestazione, per poi ridiscendere e mantenersi stabile fino al parto. In caso di aborto, i valori delle Beta-hCG decrescono, ma si azzerano del tutto solo se non resta materiale fetale in utero.

C

Cardiotocografia: metodica elettrica, basata su ultrasuoni, che viene usata per monitorare il benessere fetale (mediante valutazione dell’attività cardiaca fetale) e l’attività contrattile uterina.

Colostro: fluido secreto dalle mammelle all’inizio della produzione di latte.

Corioamnionite: infiammazione delle membrane che circondano il feto.

Coriocarcinoma: tumore maligno che può svilupparsi raramente a carico della placenta.

Curettage o raschiamento: pulizia di una mucosa, in genere quella della cavità uterina, eseguita mediante curette.

Curette o raschietto: strumento chirurgico a forma di cucchiaio, con cui si esegue il raschiamento della cavità uterina.

D

Difetto del tubo neurale (NTD): difetto congenito che consiste in uno sviluppo anomalo dell’encefalo, del midollo spinale o delle meningi.

Distacco della placenta: condizione in cui la placenta si stacca (in parte o nei casi più gravi totalmente) dalla parete interna dell’utero, prima che avvenga la nascita del bambino.

Distocie: condizioni che comportanoun’alterazione della normale evoluzione del parto; possono riguardare il canale del parto, il feto, le contrazioni uterine.

E

Ecografia transvaginale (TVS): tecnica diagnostica per immagini, che indaga morfologia e stato di salute degli organi genitali interni femminili. Grazie a questo esame è possibile studiare utero, ovaie ed annessi, e controllare la gravidanza nel primo trimestre o nel quadro di tecniche di riproduzione assistita.

Embrione: l’uovo fecondato che si va sviluppando nelle fasi iniziali della gravidanza (fino a 8-10 settimane dopo la fecondazione).

Emoperitoneo: raccolta di sangue nella cavità addominale, che può essere determinata da cause di vario genere (ad esempio gravidanza extrauterina o corpo luteo emorragico).

Endometrio: tessuto di rivestimento della cavità uterina.

Endometriosi: presenza anomala del tessuto che riveste la parte interna dell’utero (l’endometrio) in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, infertilità e aderenze.

Estrogeni: ormoni femminili prodotti dalle ovaie che stimolano la crescita dell’endometrio e favoriscono lo sviluppo dei caratteri sessuali femminili.

F

Fecondazione: unione di un ovocita (o cellula uovo) con uno spermatozoo.

Feto: bambino che sta crescendo nell’utero della madre (a partire da 8-10 settimane dalla fecondazione).

Flussimetria doppler: metodica basata sull’impiego degli ultrasuoni, che consente di valutare il flusso di sangue nei vasi del cordone ombelicale e nei principali vasi sanguigni fetali (aorta, arterie cerebrali).

Forcipe: particolare strumento che viene posizionato intorno alla testa del bambino per favorirne l’estrazione durante il parto.

Funicolocentesi: tecnica mediante la quale durante una gravidanza viene prelevato un campione di sangue dal cordone ombelicale per sottoporlo ad esami.

G

Galattorrea: fuoriuscita spontanea dal capezzolo di una secrezione lattiginosa, al di fuori del periodo dell’allattamento.

Gonadotropina corionica umana: vedi Beta-hCG.

Gravidanza anembrionale (blighted ovum o uovo cieco): così si definisce un’attesa in cui l’embrione non si sviluppa: il controllo ecogravico evidenzia la presenza di una camera gestazionale vuota.

Gravidanza a rischio: gravidanza che presenta delle complicanze o dei fattori di rischio che richiedono una sorveglianza medica più intensiva.

Gravidanza ectopica o extrauterina: gravidanza in cui l’embrione inizia a crescere in una sede diversa dalla cavità uterina, solitamente nelle tube di Falloppio.

Gravidanza molare: gravidanza caratterizzata da uno sviluppo anomalo del tessuto placentare. Viene chiamata anche malattia trofoblastica gestazionale.

H

HCG: gonadotropina corionica umana. Ormone prodotto durante la gravidanza. La sua presenza nell’urina fa sì che il test di gravidanza risulti positivo. Con un esame del sangue se ne può dosare esattamente la quantità.

I

Idramnios: condizione in cui è presente una qualtità eccessiva di liquido amniotico, nel sacco amniotico in cui è contenuto il feto.

Immunoglobuline anti-RH: sostanza somministrata alla donna di gruppo sanguigno RH negativo dopo il parto di un bambino RH positivo o dopo un aborto, un’amniocentesi o una gravidanza extrauterina.

Incompetenza cervicale: condizione per cui il collo dell’utero si dilata precocemente durante la gravidanza, potendo così causare un aborto o un parto prematuro.

Induzione del parto: provocazione del parto mediante somministrazione di farmaci.

Interruzione volontaria di gravidanza (IVG):  vedi Aborto volontario o provocato.

Isteroscopia: procedura chirurgica in cui viene usato un sottile endoscopio (isteroscopio) per visualizzare la cavità uterina o per eseguire un intervento.

Isterosuzione: metodica chirurgica che prevede l’aspirazione con una cannula del materiale abortivo; le pareti dell’utero non vengono toccate e può essere fatta fino alla 6° o 8° settimana di gravidanza (oppure anche successivamente ma solo se l’embrione è rimasto di dimensioni uguali o inferiori a quelle previste entro questo periodo gestazionale).

IUGR (Intra Uterine Grovt Retardation): ritardato accrescimento intrauterino del feto, ovvero sviluppo fetale inferiore rispetto a quanto atteso per l’epoca di gravidanza.

L

Laparoscopia: procedura chirurgica in cui uno strumento sottile, a fibre ottiche, viene usato per visualizzare gli organi pelvici o per eseguire un intervento chirurgico.

M

Malattia trofoblastica gestazionale: vedi Gravidanza molare.

Mifepristone (RU486): ormone steroideo sintetico usato come farmaco per l’aborto chimico nei primi 2 mesi di gravidanza.

Minaccia d’aborto: avviene quando durante una gravidanza si presentano sintomi (dolore e/o perdite di sangue) che fanno temere il rischio che la gravidanza possa interrompersi con un aborto, ma vi sono segni che indicano che la gravidanza è tutt’ora in corso.

Mola vescicolare (o mola idatiforme): è una patologia della gravidanza caratterizzata da un’anomalia si sviluppo della placenta, che in rari casi può essere causa di aborto spontaneo. Può essere completa quando si presenta un ingrossamento generalizzato della placenta e non è presente il feto, o parziale quando la placenta è ingrossata solo in alcune zone e spesso è presente il feto (ma i cromosomi sono in numero molto superiore al normale). I sintomi sono al principio simili a quelli della gravidanza, ma più accentuati, con nausea e vomito intensi, e verso la fine del primo trimestre-inizio secondo trimestre di solito compaiono perdite ematiche. La diagnosi è ecografica ed è confermata dalle elevate concentrazioni di Beta-hCG nel sangue o nelle urine.

Monitoraggio fetale: procedura in cui vengono usati degli strumenti per registrare il battito cardiaco nel feto e le contrazioni dell’utero della madre.

Morte intrauterina: morte di un feto nella seconda metà di gestazione, dopo il 180° giorno, ma comunque prima del termine di nascita.

Morte fetale prematura: la morte del feto con peso oscillante tra i 400 e i 999 gr deceduto prima del termine di gravidanza.

Morte fetale tardiva: la morte di un feto di almeno 1000 gr di peso prima del termine di nascita.

Morte perinatale: perdita di un bimbo negli ultimi mesi dell’attesa e nei primi giorni successivi alla nascita.

N

Non-stress test: con la cardiotocografia (vedi Monitoraggio fetale) vengono registrati i movimenti fetali, insieme alle modificazioni della frequenza cardiaca fetale ed alle contrazioni uterine.

O

Ossitocina: farmaco utilizzato per indurre le contrazioni.

P

Placenta: tessuto che fornisce nutrimento e ossigenazione al feto e che elimina le sostanze di rifiuto.

Prelievo dei villi coriali (villocentesi o CVS): tecnica nella quale viene prelevato un campione di cellule dalla placenta per essere esaminato.

Progesterone: ormone femminile che viene prodotto nelle ovaie e che prepara l’endometrio ad accogliere un’eventuale gravidanza. Quando verso la fine del ciclo i livelli di progesterone diminuiscono, ha luogo la mestruazione.

Progestinico: forma sintetica di progesterone simile all’ormone prodotto naturalmente dalle ovaie.

R

Raschiamento: detto anche revisione strumentale della cavità uterina. Una procedura in cui la cervice viene dilatata e il tessuto viene delicatamente raschiato o aspirato dalla cavità uterina. Vedi courettage.

RU 486: vedi Mifepristone.

S

Sindrome dell’ovaio policistico: condizione in cui un aumento degli androgeni causa multiple piccole cisti che persistono nelle ovaie.

T

Trombofilia congenita: mutazione genetica di alcuni fattori della coagulazione che aumenta il rischio di perdita fetale e di complicazioni ostetriche in un’epoca tardiva della gravidanza, oltre che causa nell’aborto ripetuto precoce.

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