IL LAGO

L’altro giorno mi trovavo seduta in riva al lago con il mio compagno e, con gli occhi rapiti dalla penombra, davamo libero sfogo alle emozioni che quel luogo ci stava dando…Un senso di calma, dato dal contenimento: tutto è li, l’acqua è protetta da un bacino. Dall’altra parte ci sentivamo strani, fermi, come se i movimenti avvenissero sotto di noi. Come uno specchio: lo guardi e ti guardi allo stesso tempo, non guardi però il tuo viso riflesso, ma vedi quei movimenti sotterranei che chiamiamo inconscio, quelle parti nascoste di noi, quelle ombre scure che ci seguono e che fanno parte di noi.

Nel lago è come se ci foffe un legame tra il sotto e il sopra, il profondo e il superficiale. Se pensiamo poi al “bacino” che contiene l’acqua, il collegamento con il grembo materno avviene in modo quasi naturale: ci si immerge in un luogo fecondo, ci si guarda, si riattivano le energie e si rinasce.

Forse se una mattina aprendo gli occhi ricordassimo di aver sognato un lago, dovremmo interrogarci sul nostro bisogno di appofondire, di riscoprire, di guardarsi dentro.

(Irene)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: