Archive for settembre, 2011

28 settembre 2011

GLOSSARIO

GLOSSARIO SULL’ABORTO

A

Aborto autoimmune: quando la gravidanza si interrompe a causa della presenza di una patologia autoimmune della madre.

Aborto embrionale: quando la gravidanza si interrompe entro le prime 9 settimane.

Aborto fetale: quando la gravidanza si interrompe a partire dalla decima settimana dell’attesa.

Aborto in atto: termine spesso usato dai medici a constatare che le perdite ematiche e gli eventuali crampi sono i segnali di un aborto in corso.

Aborto interno o ritenuto: lo sviluppo dell’embrione si ferma e la gravidanza si interrompe senza che si verifichi alcun sintomo. In questo caso anche i comuni sintomi della gravidanza (nausea, gonfiore al seno…) persistono per diversi giorni nonostante la morte del piccino.

Aborto settico: quando la paziente si ammala improvvisamente con segni e sintomi di un’infezione (brividi, febbre, setticemia e peritonite) e di una minaccia di aborto o di un aborto incompleto.

Aborto spontaneo: interruzione spontanea o perdita di una gravidanza prima che il feto possa sopravvivere al di fuori dell’utero (entro i 180 giorni dall’ultima mestruazione. Secondo la legge italiana oltre tale giorno si parla più propriamente di nascita prematura).

Aborto spontaneo completo:  quando si verifica spontaneamente l’espulsione dell’embrione e del sacco vitellino, sotto forma di perdite ematiche, a volte accompagnate da dolore al basso ventre o alla zona lombo-sacrale.

Aborto spontaneo incompleto: si verificano delle perdite ematiche, ma l’ecografia rivela che l’utero non si è liberato del tutto. In questa situazione il dolore e le perdite potrebbero persistere poiché l’utero continua a contrarsi.

Aborto spontaneo ripetuto: quando si verificano due aborti consecutivi.

Aborto spontaneo ricorrente: quando la gravidanza si interrompe tre o più volte consecutivamente.

Aborto tardivo o del secondo trimestre: quando la gravidanza si interrompe tra la 13° e la 22° settimana di gravidanza.

Aborto terapeutico: è l’interruzione volontaria di gravidanza (IGV) provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie.

Aborto volontario o provocato (IGV): interruzione prematura di una gravidanza provocata artificialmente e su richiesta della gestante e dietro presentazione di un certificato medico (secondo la legge italiana 194/1978 è consentito entro il 90° giorno o la 12° settimana di gravidanza).

Acido folico: sostanza o vitamina B9, è una sostanza che serve per la crescita e la moltiplicazione cellulare. Diversi studi hanno rivelato una stretta relazione, nella donna incinta, tra bassi livelli di acido folico nel sangue e presenza di difetti nel tubo neurale nel figlio. L’acido folico non viene prodotto dal nostro organismo ma deve essere assunto con il cibo o, all’occorrenza, come integratore.

Adenocarcinoma: tipo più comune di cancro del corpo dell’utero, più precisamente dell’endometrio.

Adenomiosi: condizione in cui un tessuto simile all’endometrio si viene a trovare nello spessore della parete dell’utero.

Alfa-fetoproteina (AFP): proteina di origine fetale che attraversa la placenta ed entra nella circolazione sanguigna materna. Valori bassi di AFP possono essere associati alla Sindrome di Down, mentre valori più elevati, a una patologia del tubo neurale.

Amenorrea:assenza del flusso mestruale, per cause fisiologiche (gravidanza, menopausa) o patologiche. Primaria se il ciclo mestruale non è mai comparso, secondaria, se il ciclo mestruale è scomparso dopo un periodo più o meno lungo di normalità.

Amniocentesi: prelievo con ago sottile, sotto guida ecografica, di liquido amniotico, eseguito soprattutto per la diagnosi di anomalie cromosomiche.

Amnioressi: rottura provocata delle membrane che compongono il sacco amniotico, nel corso del travaglio.

Anencefalia: tipo di difetto del tubo neurale: mancanza di sviluppo dell’encefalo (incompatibile con la vita).

Anti-progestinico: farmaco con azione antagonista a quella dei progestinici, destinato a favorire lo svuotamento spontaneo della cavità uterina. Può provocare fastidiosi effetti collaterali quali diarrea e nausea.

B

BCF: sigla che sta per Battito Cardiaco Fetale.

Biopsia endometriale: esame in cui viene prelevata, per essere esaminata al microscopio, una piccola quantità di endometrio, cioè del tessuto che riveste la cavità uterina.

Beta-hCG: (Gonadotropina Corionica Umana) è un ormone secreto nell’apparato rirpoduttivo femminile, a partire dal 7° giorno dal concepimento. La sua produzione aumenta fino alla fine del 3° meso di gestazione, per poi ridiscendere e mantenersi stabile fino al parto. In caso di aborto, i valori delle Beta-hCG decrescono, ma si azzerano del tutto solo se non resta materiale fetale in utero.

C

Cardiotocografia: metodica elettrica, basata su ultrasuoni, che viene usata per monitorare il benessere fetale (mediante valutazione dell’attività cardiaca fetale) e l’attività contrattile uterina.

Colostro: fluido secreto dalle mammelle all’inizio della produzione di latte.

Corioamnionite: infiammazione delle membrane che circondano il feto.

Coriocarcinoma: tumore maligno che può svilupparsi raramente a carico della placenta.

Curettage o raschiamento: pulizia di una mucosa, in genere quella della cavità uterina, eseguita mediante curette.

Curette o raschietto: strumento chirurgico a forma di cucchiaio, con cui si esegue il raschiamento della cavità uterina.

D

Difetto del tubo neurale (NTD): difetto congenito che consiste in uno sviluppo anomalo dell’encefalo, del midollo spinale o delle meningi.

Distacco della placenta: condizione in cui la placenta si stacca (in parte o nei casi più gravi totalmente) dalla parete interna dell’utero, prima che avvenga la nascita del bambino.

Distocie: condizioni che comportanoun’alterazione della normale evoluzione del parto; possono riguardare il canale del parto, il feto, le contrazioni uterine.

E

Ecografia transvaginale (TVS): tecnica diagnostica per immagini, che indaga morfologia e stato di salute degli organi genitali interni femminili. Grazie a questo esame è possibile studiare utero, ovaie ed annessi, e controllare la gravidanza nel primo trimestre o nel quadro di tecniche di riproduzione assistita.

Embrione: l’uovo fecondato che si va sviluppando nelle fasi iniziali della gravidanza (fino a 8-10 settimane dopo la fecondazione).

Emoperitoneo: raccolta di sangue nella cavità addominale, che può essere determinata da cause di vario genere (ad esempio gravidanza extrauterina o corpo luteo emorragico).

Endometrio: tessuto di rivestimento della cavità uterina.

Endometriosi: presenza anomala del tessuto che riveste la parte interna dell’utero (l’endometrio) in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, infertilità e aderenze.

Estrogeni: ormoni femminili prodotti dalle ovaie che stimolano la crescita dell’endometrio e favoriscono lo sviluppo dei caratteri sessuali femminili.

F

Fecondazione: unione di un ovocita (o cellula uovo) con uno spermatozoo.

Feto: bambino che sta crescendo nell’utero della madre (a partire da 8-10 settimane dalla fecondazione).

Flussimetria doppler: metodica basata sull’impiego degli ultrasuoni, che consente di valutare il flusso di sangue nei vasi del cordone ombelicale e nei principali vasi sanguigni fetali (aorta, arterie cerebrali).

Forcipe: particolare strumento che viene posizionato intorno alla testa del bambino per favorirne l’estrazione durante il parto.

Funicolocentesi: tecnica mediante la quale durante una gravidanza viene prelevato un campione di sangue dal cordone ombelicale per sottoporlo ad esami.

G

Galattorrea: fuoriuscita spontanea dal capezzolo di una secrezione lattiginosa, al di fuori del periodo dell’allattamento.

Gonadotropina corionica umana: vedi Beta-hCG.

Gravidanza anembrionale (blighted ovum o uovo cieco): così si definisce un’attesa in cui l’embrione non si sviluppa: il controllo ecogravico evidenzia la presenza di una camera gestazionale vuota.

Gravidanza a rischio: gravidanza che presenta delle complicanze o dei fattori di rischio che richiedono una sorveglianza medica più intensiva.

Gravidanza ectopica o extrauterina: gravidanza in cui l’embrione inizia a crescere in una sede diversa dalla cavità uterina, solitamente nelle tube di Falloppio.

Gravidanza molare: gravidanza caratterizzata da uno sviluppo anomalo del tessuto placentare. Viene chiamata anche malattia trofoblastica gestazionale.

H

HCG: gonadotropina corionica umana. Ormone prodotto durante la gravidanza. La sua presenza nell’urina fa sì che il test di gravidanza risulti positivo. Con un esame del sangue se ne può dosare esattamente la quantità.

I

Idramnios: condizione in cui è presente una qualtità eccessiva di liquido amniotico, nel sacco amniotico in cui è contenuto il feto.

Immunoglobuline anti-RH: sostanza somministrata alla donna di gruppo sanguigno RH negativo dopo il parto di un bambino RH positivo o dopo un aborto, un’amniocentesi o una gravidanza extrauterina.

Incompetenza cervicale: condizione per cui il collo dell’utero si dilata precocemente durante la gravidanza, potendo così causare un aborto o un parto prematuro.

Induzione del parto: provocazione del parto mediante somministrazione di farmaci.

Interruzione volontaria di gravidanza (IVG):  vedi Aborto volontario o provocato.

Isteroscopia: procedura chirurgica in cui viene usato un sottile endoscopio (isteroscopio) per visualizzare la cavità uterina o per eseguire un intervento.

Isterosuzione: metodica chirurgica che prevede l’aspirazione con una cannula del materiale abortivo; le pareti dell’utero non vengono toccate e può essere fatta fino alla 6° o 8° settimana di gravidanza (oppure anche successivamente ma solo se l’embrione è rimasto di dimensioni uguali o inferiori a quelle previste entro questo periodo gestazionale).

IUGR (Intra Uterine Grovt Retardation): ritardato accrescimento intrauterino del feto, ovvero sviluppo fetale inferiore rispetto a quanto atteso per l’epoca di gravidanza.

L

Laparoscopia: procedura chirurgica in cui uno strumento sottile, a fibre ottiche, viene usato per visualizzare gli organi pelvici o per eseguire un intervento chirurgico.

M

Malattia trofoblastica gestazionale: vedi Gravidanza molare.

Mifepristone (RU486): ormone steroideo sintetico usato come farmaco per l’aborto chimico nei primi 2 mesi di gravidanza.

Minaccia d’aborto: avviene quando durante una gravidanza si presentano sintomi (dolore e/o perdite di sangue) che fanno temere il rischio che la gravidanza possa interrompersi con un aborto, ma vi sono segni che indicano che la gravidanza è tutt’ora in corso.

Mola vescicolare (o mola idatiforme): è una patologia della gravidanza caratterizzata da un’anomalia si sviluppo della placenta, che in rari casi può essere causa di aborto spontaneo. Può essere completa quando si presenta un ingrossamento generalizzato della placenta e non è presente il feto, o parziale quando la placenta è ingrossata solo in alcune zone e spesso è presente il feto (ma i cromosomi sono in numero molto superiore al normale). I sintomi sono al principio simili a quelli della gravidanza, ma più accentuati, con nausea e vomito intensi, e verso la fine del primo trimestre-inizio secondo trimestre di solito compaiono perdite ematiche. La diagnosi è ecografica ed è confermata dalle elevate concentrazioni di Beta-hCG nel sangue o nelle urine.

Monitoraggio fetale: procedura in cui vengono usati degli strumenti per registrare il battito cardiaco nel feto e le contrazioni dell’utero della madre.

Morte intrauterina: morte di un feto nella seconda metà di gestazione, dopo il 180° giorno, ma comunque prima del termine di nascita.

Morte fetale prematura: la morte del feto con peso oscillante tra i 400 e i 999 gr deceduto prima del termine di gravidanza.

Morte fetale tardiva: la morte di un feto di almeno 1000 gr di peso prima del termine di nascita.

Morte perinatale: perdita di un bimbo negli ultimi mesi dell’attesa e nei primi giorni successivi alla nascita.

N

Non-stress test: con la cardiotocografia (vedi Monitoraggio fetale) vengono registrati i movimenti fetali, insieme alle modificazioni della frequenza cardiaca fetale ed alle contrazioni uterine.

O

Ossitocina: farmaco utilizzato per indurre le contrazioni.

P

Placenta: tessuto che fornisce nutrimento e ossigenazione al feto e che elimina le sostanze di rifiuto.

Prelievo dei villi coriali (villocentesi o CVS): tecnica nella quale viene prelevato un campione di cellule dalla placenta per essere esaminato.

Progesterone: ormone femminile che viene prodotto nelle ovaie e che prepara l’endometrio ad accogliere un’eventuale gravidanza. Quando verso la fine del ciclo i livelli di progesterone diminuiscono, ha luogo la mestruazione.

Progestinico: forma sintetica di progesterone simile all’ormone prodotto naturalmente dalle ovaie.

R

Raschiamento: detto anche revisione strumentale della cavità uterina. Una procedura in cui la cervice viene dilatata e il tessuto viene delicatamente raschiato o aspirato dalla cavità uterina. Vedi courettage.

RU 486: vedi Mifepristone.

S

Sindrome dell’ovaio policistico: condizione in cui un aumento degli androgeni causa multiple piccole cisti che persistono nelle ovaie.

T

Trombofilia congenita: mutazione genetica di alcuni fattori della coagulazione che aumenta il rischio di perdita fetale e di complicazioni ostetriche in un’epoca tardiva della gravidanza, oltre che causa nell’aborto ripetuto precoce.

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26 settembre 2011

PMA e Legge 40: cosa si può e non si può fare in Italia?

La dibattuta legge 19 febbraio 2004, n. 40 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, all’articolo 7 prevede la definizione da parte del Ministro della Salute di “linee guida contenenti l’indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita”, linee guida “vincolanti per tutte le strutture autorizzate”.

Le ultime linee guida emanate dal Ministero e pubblicate sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità risalgono all’11 aprile 2008.

In queste linee-guida i termini di infertilità e sterilità sono considerati sinonimi nonostante ci sia una differenza: una coppia è considerata infertile quando non è stata in grado di concepire e di procreare un bambino dopo 12/24 mesi di rapporti sessuali non protetti, mentre è sterile la coppia nella quale uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione.

Vediamo schematicamente alcune informazioni essenziali presenti nella legge 40.

QUANDO è consentita la PMA?
Solo se non ci sono altri metodi per rimuovere le cause di infertilità, e limitatamente ai casi di infertilità inspiegabile o determinata da cause certificate da un atto medico. Non possono ricorrere alla PMA le coppie che pur non avendo problemi di fertilità sono portatrici di patologie genetiche e cromosomiche trasmissibili al concepito. La certificazione dello stato di infertilità o sterilità per l’accesso alle tecniche di riproduzione assistita è effettuata dagli specialisti di volta in volta competenti, quali:
— uno specialista in genetica medica, per le patologie genetiche;
— un ginecologo, per le patologie femminili;
— un endocrinologo con competenze andrologiche, ovvero un urologo con competenze andrologiche per le patologie maschili.

CHI può ricorrere alla PMA?
Le coppie formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. No ai single, agli omosessuali, alle donne non più fertili e alla fecondazione post mortem. E’ necessario il consenso informato della coppia che accede alle tecniche di PMA. La volontà può essere revocata fino al momento della fecondazione dell’ovulo.

COME utilizzare le tecniche di PMA?
Si deve seguire un principio di gradualità, scegliendo prima quelle meno invasive dal punto di vista tecnico e psicologico.

NO alla fecondazione eterologa e all’utero “in affitto”
Non si possono utilizzare gameti eterologhi, cioè ovociti o spermatozoi non appartenenti alla coppia di aspiranti genitori. E’ vietata la cosiddetta “maternità surrogata” cioè il ricorso all’utero di un’altra donna. È possibile solo la cosiddetta inseminazione omologa.

A proposito di EMBRIONI…
Non più di tre per volta ogni ciclo, ovvero il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto.
Si possono adottare solo nel caso in cui siano congelati e non si conoscano i genitori biologici. Oppure quelli di cui non sia stato chiesto l’impianto da almeno tre anni.
E’ vietata qualsiasi sperimentazione, manipolazione o intervento sull’embrione che non siano diretti esclusivamente alla tutela della sua salute (deve essere escluso cioè qualsiasi scopo eugenetico o selettivo). È vietata anche qualsiasi tecnica che possa predeterminare o alterare il patrimonio genetico dell’embrione.
Non possono essere né soppressi né crioconservati. La crioconservazione è la procedura utilizzata per conservare a bassissima temperatura (in azoto liquido) embrioni o gameti. L’unica eccezione alla crioconservazione è l’impossibilità, per gravi motivi di salute della donna, di eseguire un trasferimento in utero. I gameti invece possono essere crioconservati

Quali sono i DIRITTI del nascituro?
Il diritto a nascere del concepito che acquisirà lo status di figlio legittimo o riconosciuto della coppia. Qualora, in violazione della legge, sia stata fatta una fecondazione eterologa il coniuge o convivente che ha dato il proprio consenso non può disconoscere il bambino. La madre d’altra parte non può chiedere di restare anonima.

Quali sono le STRUTTURE autorizzate per i trattamenti di PMA?
Le strutture pubbliche o private autorizzate dalle Regioni e iscritte in un apposito registro che viene istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. (CLICCA QUI PER VISUALIZZARE L’ELENCO)

 

Fonti:inofert.it,parlamento.it,iss.it
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25 settembre 2011

Glossario

GLOSSARIO DELL’INFERTILITA’

A

Aborto clinico: perdita gestazionale di una gravidanza clinica che avviene dalla diagnosi di gravidanza fino alla 20a settimana compiuta di gestazione.

Aborto pre-clinico: aborto che avviene prima della diagnosi clinica o ultrasonica di gravidanza.

Aborto ritenuto: aborto clinico nel quale il prodotto del concepimento non viene espulso spontaneamente dall’utero.

Aborto spontaneo: perdita spontanea di una gravidanza clinica che avviene prima della 20a settimana di gestazione o, in caso di epoca gestazionale sconosciuta, di un feto di peso uguale o inferiore a 500g.

Acrosoma: sorta di cappuccio che copre la parte anteriore della testa dello spermatozoo.

AID: inseminazione artificiale con seme di un donatore.

AIH: inseminazione artificiale con seme del marito.

Amenorrea: mancata comparsa del menarca in un’adolescente (entro i 16 anni) o scomparsa delle mestruazioni in una donna che ha già mestruato, per un periodo di tre precedenti cicli o per sei mesi.

Analisi del seme (spermiogramma): esame eseguito con il microscopio per verificare il numero di spermatozoi presenti per centimetro cubo, la loro capacità di movimento (motilità), la loro forma e dimensioni.

Androgeni: ormoni sessuali maschili (il più importante è il testosterone).

Andropausa: termine non corretto che spesso viene utilizzato per indicare un periodo della vita sessuale maschile in cui si verifica una riduzione della produzione di testosterone. a differenza della donna (menopausa) nell’uomo la riduzione degli androgeni non è improvvisa, ma graduale, e non necessariamente provoca sintomi o alterazioni cliniche o stato di infertilità.

Aneiaculazione: mancanza di eiaculazione.

Anorchia: mancanza di testicoli accompagnata da assenza di sviluppo dei caratteri sessuali secondari.

Anoressia mentale: rifiuto di mantenere il peso corporeo normale per l’età e la statura, con intensa paura di ingrassare.

Anovulatorietà: mancanza di ovulazione.

Aspermia: assenza di liquido seminale.

Assisted hatching (AH): tecnica di micromanipolazione sull’embrione allo stadio di blastocisti (otto cellule) che prevede l’incisione della zona pellucida (attraverso agenti chimici, con mezzi meccanici o con il laser) allo scopo di facilitare la fuoriuscita dell’embrione e il suo impianto in utero.

Astenozoospermia: riduzione più o meno grave della motilità degli spermatozoi nel liquido seminale.

Azoospermia: assenza di spermatozoi nel liquido seminale.

B

Beta HCG:esame del sangue che serve a rilevare la quantità di HCG presente in circolo, e dunque a valutare se c’è una gravidanza in corso e come sta procedendo.

Biopsia embrionale:(o diagnosi genetica pre-impianto): analisi genetica di una cellula dell’embrione, eseguita prima che esso venga trasferito nell’utero della donna.

Biopsia endometriale:biopsia eseguita su cellule dell’endometrio.

Biopsia testicolare:biopsia eseguita su cellule del testicolo.

Blastocisti: embrione a  5-6 giorni dalla fecondazione ormai pronto per l’attecchimento alle pareti uterine.

Blenorragia o gonorrea: infezione dovuta ad un gonococco che si localizza nell’uretra, nel canale cervicale, nella mucosa rettale e nella faringe. attraverso il canale vaginale l’infezione può risalire verso l’utero, le tube e l’ovaio provocando sterilità. nell’uomo l’infezione interessa l’uretra e talvolta la prostata e gli epididimi.

C

Camera gestazionale: Struttura che si sviluppa nelle prime fasi della gravidanza contenente un embrione, solitamente all’interno della cavità uterina.

Candida albicans: specie di miceti (funghi) che si possono trovare in vagina, sulla mucosa dell’intestino o sulla cute. possono causare gravi infezioni (candidosi) a livello genitale sia nell’uomo che nella donna con uretriti, prostatiti, vulvo-vaginiti.

Capacizzazione: proceso cui vanno incontro gli spermatozoi nelle vie genitali femminili, indispensabile perchè gli stesi possano penetrare nell’ovocita.Viene simulato anche in laboratorio.

Cartilagini epiteliali: tessuto connettivale dell’epitelio.

Cellule di Leydig: cellule situate nel testicolo, tra i tubuli semiferi, che producono testosterone sotto lo stimolo dell’LH.

Cellule di sertoli: cellule dei testicoli, situate all’interno dei tubuli seminiferi, con funzioni di sostegno per le cellule germinali di cui facilitano la differenziazione (spermatogenesi).

Cervice uterina: collo dell’utero.

Chlamydia: la chlamydia trachomatis è un batterio parassita che nella donna infetta la cervice (vedi voce), la ghiandola di bartolino (dotto escretore posto sulle piccole labbra) e l’uretra. se risale fino alle tube, causa malattie più gravi come la salpingite e la malattia infiammatoria pelvica. nell’uomo causa uretrite e epididimite. se infetta i vasi deferenti (vedi voce) e l’epididimo può provocare una stenosi dei dotti (restringimento più o meno grave fino alla chiusura) e conseguente oligo-azoospermia.

Ciclo di pma cancellato: ciclo di pma nel quale è stata effettuata la stimolazione ovarica o il monitoraggio, ma nel quale non si è proceduto con l’aspirazione follicolare o, in caso di un embrione congelato, con il trasferimento in utero.

Ciclo di PMA con aspirazione: ciclo di PMA nel quale uno o più follicoli vengono aspirati, anche se non si ottengono ovociti.

Ciclo di PMA con embryo transfer (ET): ciclo nel quale uno o più embrioni vengono trasferiti in utero o nelle tube di falloppio.

Ciclo di PMA iniziato: ciclo di PMA nel quale la donna è sottoposta a stimolazione ovarica o monitoraggio (nel caso di ciclo spontaneo), indipendentemente dal fatto che la donna venga poi sottoposta a puntura ovarica e aspirazione del follicolo.

Ciclo mestruale: periodo che intercorre dal primo giorno della mestruazione fino al giorno precedente la mestruazione successiva. circa a metà ciclo avviene l’ovulazione, cioè la maturazione di un ovocita e il suo rilascio nelle tube di falloppio. se l’ovocita non viene fecondato, non si avvia la gravidanza e lo sfaldamento dell’endometrio dà luogo alle mestruazioni. la durata del ciclo è variabile: può durare dai 21 ai 40 giorni (la media è 28 giorni).

Climaterio: periodo della vita caratterizzato da una involuzione dell’attività delle ghiandole sessuali maschili (andropausa) o femminili (menopausa).

Clomifene:farmaco che indirettamente stimola la produzione, da parte dell’ipofisi, delle gonadotropine, che a loro volta stimolano lo sviluppo dei follicoli ovarici.

Citoplasma: sostanza di cui è composta una cellula escluso il nucleo.

Condilomi: infezione venerea causata dallo Human Papilloma Virus. provoca escrescenze carnose di varia forma (conosciute come “creste di gallo”) sui genitali e sull’ano.

Counseling: servizio di sostegno psicologico e orientamento decisionale.

Crioconservazione:tecnica che consente di conservare gli embrioni,gli ovociti e gli spermatozoi mediante congelamento in azoto liquido(a temperature inferiori a -196°)

Criptorchidismo: mancata discesa nello scroto di uno o di tutti e due i testicoli.

Criptozoospermia: assenza di spermatozoi nell’eiaculato ma presenza di qualche spermatozoo dopo centrifugazione (fino a 500.000 mmc).

Cromosoma: organulo microscopico presente nel nucleo di tutte le cellule dell’organismo che contiene il dna, organizzato in geni (vedi voce). il dna (acido desossiribonucleico) è portatore dei caratteri ereditari. i cromosomi sono disposti in 23 coppie di cromosomi omologhi (cioè simili) detti autosomi, ed una coppia di cromosomi diversi, che sono i cromosomi sessuali.

Cromosomi sessuali: cromosomi che determinano il sesso. la femmina ha due cromosomi x (identici e di grandi dimensioni, poiché contengono molti geni), il maschio ha un cromosoma x e un cromosoma più piccolo, y.

Cmulo ooforo: strato di cellule del follicolo che circondano la cellula uovo in fase di maturazione.

D

Donazione di embrione: trasferimento di un embrione risultante da gameti che non hanno avuto origine dalla ricevente e/o dal suo partner.

Dotti deferenti: canali  che collegano l’epididimo all’uretra per il trasporto del liquido seminale dai testicoli fino al pene.

E

Embrione: prodotto del concepimento dal momento della fecondazione fino al termine dello stadio embrionale, a 8 settimane dalla fecondazione.

Embryo transfer (et): trasferimento dell’embrione (o degli embrioni) in utero o nelle tube di falloppio.

Embryo transfer (et): trasferimento dell’embrione (o degli embrioni) in utero o nelle tube di falloppio.

Endometrio: tessuto che riveste la superficie interna dell’utero e che va incontro a sfaldamento ad ogni ciclo dando così luogo alla mestruazione.

Endometrio: tessuto che riveste la superficie interna dell’utero e che va incontro a sfaldamento ad ogni ciclo dando così luogo alla mestruazione.

Endometriosi: malattia in cui l’endometrio si trova fuori dalla propria sede intrauterina ed invade, danneggiandoli, gli organi e i tessuti circostanti coinvolti nella riproduzione.Può causare sterilità.

Epididimo: piccolo organo, posto sopra il testicolo, costituito da un sottilissimo tubulo raggomitolato nel quale gli spermatozoi vengono trasportati dal testicolo al deferente maturando ed acquistando una motilità propria.

Epitelio: tessuto costituito da uno o più strati di cellule strettamente addossate che riveste gli organi.

Epoca gestazionale: età di un embrione o di un feto calcolata aggiungendo 14 giorni (2 settimane) al numero di settimane compiute dalla fecondazione.

Estrogeni:ormoni femminili (es. progesterone).

F

Fecondazione: penetrazione dello spermatozoo nell’ovocita con fusione di materiale genetico cui consegue lo sviluppo di uno zigote.

Fecondazione in vitro (IVF – in vitro fertilisation): procedura che permette alla fecondazione di avvenire al di fuori del corpo umano.

Fecondità: possibilità di concepire per ogni ciclo mensile. L’indice di fecondità è valutato, secondo i diversi studi di popolazione intorno al 25% per ciclo nelle coppie giovani.

Feto: prodotto del concepimento dal termine della fase embrionale (vedi voce embrione) fino al termine della gravidanza (parto o aborto).

Fibroma uterino: tumore benigno dell’utero che cresce sotto l’influsso degli estrogeni. può essere causa di abortività, di parti prematuri e di distacchi di placenta.

Fivet: dalle iniziali della sigla in lingua italiana e inglese: fertilizzazione in vitro e embryo transfer.

Flogosi pelvica: vedi PID.

Follicolo: piccola formazione rotondeggiante dell’ovaio in cui matura l’ovocita.

FSH (Follicle Stimulating Hormone – ormone follicolo stimolante): ormone che stimola la maturazione dei follicoli nella donna e avvia la spermatogenesi nell’uomo.

G

Gamete:  cellula germinale, maschile o femminile, pronta per la fecondazione: spermatozoo ed ovocita.

Gene: particella dei cromosomi portatrice dei caratteri ereditari.

Ghiandole di Cowper: piccole ghiandole che sboccano nell’uretra alla base del pene e producono una componente del liquido seminale.

GIFT (Gamete Intrafallopian Transfer): tecnica di pma nella quale entrambi i gameti (ovulo e spermatozoo) vengono trasferiti nelle tube di falloppio.

Gonadotropine: ormoni FSH (follicle stimulating hormone) e LH (luteinising hormone) usati anche in preparati farmacologici per la stimolazione ovarica.

Gonade: organo che genera i gameti,cioè gli ovociti nella donna e gli spermatozoi nell’uomo. Quindi ovaio e testicolo.

Gonorrea o blenorragia: infezione dovuta ad un gonococco che si localizza nell’uretra, nel canale cervicale, nella mucosa rettale e nella faringe. attraverso il canale vaginale l’infezione può risalire verso l’utero, le tube e l’ovaio provocando sterilità. nell’uomo l’infezione interessa l’uretra e talvolta la prostata e gli epididimi.

Gravidanza clinica: dimostrazione di gravidanza attraverso parametri ultrasonici (visualizzazione della camera gestazionale) o clinici (test B-HCG positivo). include la gravidanza extrauterina. le camere gestazionali plurime in una paziente vengono considerate un’unica gravidanza clinica.

Gravidanza ectopica: vedi gravidanza extrauterina.

Gravidanza extrauterina (GEU): gravidanza in cui l’impianto della blastocisti ha luogo al di fuori della cavità uterina.

Gravidanza pre-clinica: dimostrazione di gravidanza basata solamente su dati biochimici nel siero o nelle urine, prima della visualizzazione ultrasonica della camera gestazionale.

H

Herpes genitale: malattia a trasmissione sessuale causata dal virus herpes simplex che provoca la comparsa di piccole vesciche sui genitali.

I

ICI:  tecnica di procreazione assistita che consiste nell’inserire lo sperma nel canale della cervice uterina.

ICSI (Intra-Cytoplasmic Sperm Injection): Tecnica di inseminazione in vitro nella quale uno spermatozoo viene iniettato attraverso la zona pellucida all’interno dell’ovocita.

Idrocele: accumulo di liquido nella membrana che riveste il testicolo.

Impianto: annidamento della blastocisti nell’organo (in genere l’endometrio) dove si svilupperà durante la gestazione. Questo processo inizia 5-7 giorni dopo la fecondazione.

IMSI (Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati): Tecnica di inseminazione in vitro nella quale uno spermatozoo viene iniettato attraverso la zona pellucida all’interno dell’ovocita. A differenza della ICSI, lo spermatozoo viene precedentemente selezionato grazie ad un microscopio ad alto ingrandimento che consente di evidenziarne la struttura.

Infertilità: assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti liberi non protetti.

Infertilità idiopatica: infertilità senza cause apparenti.

Infertilità primaria:(o primitiva) infertilità di una donna che non ha mai avuto una gravidanza.

Infertilità secondaria: infertilità di una donna che ha già avuto una gravidanza (comunque sia finita) ma ha difficoltà a concepire un altro figlio.

Inseminazione artificiale: vedi procreazione medicalmente assistita.

Ipofisi: ghiandola endocrina la cui funzione è quella di produrre ormoni molto importanti, tra cui l’FSH che, nella donna, porta alla maturazione i follicoli e l’lh che porta all’ovulazione (rottura del follicolo e uscita dell’uovo maturo). Nell’uomo l’fsh avvia la spermatogenesi, mentre l’lh stimola la produzione di testosterone necessario al mantenimento della spermatogenesi.

Ipogonadismo: cattivo funzionamento delle gonadi maschile (testicolo) o femminile (ovaio). Nel maschio è caratterizzato dalla riduzione dei livelli di testosterone.

Ipospadia: malformazione dell’uretra per cui essa sbocca in posizione più prossimale, sulla faccia inferiore del pene.

Ipotalamo: formazione collocata al centro del cervello che produce ormoni e neurotrasmettitori. I neuro-ormoni ipotalamici controllano la produzione da parte dell’ipofisi di diversi ormoni, tra cui il GNRH o LHRH, ormone del rilascio delle gonadotropine (vedi voce).

Isteroscopia: esame mediamente invasivo atto a visualizzare le pareti interne dell’utero alla scopo di diagnosticare malconformazioni non visibili con l’ecografia.

IUD: Letteralmente intra-uterine-device, più comunemente detta spirale. è un dispositivo contraccettivo che, con azione meccanica, impedisce l’attecchimento della blastocisti.

IUI: inseminazione intrauterina: il liquido seminale, pretrattato in laboratorio, viene iniettato nella cavità uterina attraverso il canale cervicale.

L

Laparoscopia: inserimento di uno laparoscopio (strumento endoscopico a fibre ottiche che permette l’esplorazione del cavo peritoneale), nell’addome attraverso una piccola incisione. Può essere utilizzato per la diagnosi, in quanto consente di vedere tutti gli organi addominali e pelvici, o anche, con l’inserimento di altri strumenti, per eseguire interventi (come per esempio l’asportazione di fibromi).

Legamenti dell’utero: piega del peritoneo (membrana che avvolge gli organi addominali) con funzioni di sostegno dell’utero.

Leucorrea: perdite biancastre che in genere indicano infezione dei genitali femminili.

LH (ormone luteinizzante): ormone prodotto dall’ipofisi. Nella donna promuove la maturazione del follicolo fino alla rottura (ovulazione).

Libido: desiderio sessuale.

Liquido seminale: liquido composto dagli spermatozoi e dal plasma seminale (formato da diversi secreti).

M

Malattia infiammatoria pelvica (PID: pelvic inflammatory disease): malattia acuta dovuta alla risalita di germi che dalla vagina o dal collo dell’utero raggiungono endometrio, salpingi e strutture uterine.

Malformazioni alla nascita: anomalie strutturali, funzionali o di sviluppo presenti alla nascita o oltre, dovute a fattori genetici o non genetici che agiscono prima della nascita.

Menarca: prima mestruazione.

Menopausa: cessazione definitiva dell’ovulazione e delle mestruazioni.

MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration): Tecnica attraverso la quale gli spermatozoi vengono prelevati direttamente dall’epididimo, tramite aspirazione o incisione chirurgica.

Metabolita: prodotto del metabolismo.

Micromanipolazione: uso di particolari tecniche di manipolazione che permettono di intervenire sull’ovocita, spermatozoo o embrione.

Mortalità neonatale: decesso che avviene entro i primi 28 giorni di vita.

Mortalità neonatale precoce: decesso che avviene entro i primi 7 giorni di vita.

Muco cervicale: muco presente nel canale cervicale. La sua consistenza varia a seconda della fase del ciclo: nel periodo ovulatorio è meno denso (circa il 98% è acqua) e permette il passaggio degli spermatozoi, per diventare poi vischioso e non penetrabile.

N

Nascita di nato morto: nascita nella quale il feto (oltre le 20 settimane compiute di gestazione), una volta espulso o rimosso dal corpo della madre, non manifesti alcun segno di vita. (i nati morti sono contati come eventi nascita, ad esempio, una nascita gemellare o multipla viene considerata come un unico evento nascita).

Nascita di nato vivo: nascita nella quale il feto (oltre le 20 settimane compiute di gestazione), una volta espulso o estratto dal corpo della madre, respiri o manifesti altro segno di vita. (i nati vivi sono contati come eventi nascita, ad esempio, una nascita gemellare o multipla viene considerata come un unico evento nascita).

Nati: numero di nati vivi e nati morti.

Normospermia: eiaculato normale.

Nulligravida: donna che non è mai stata gravida.

Nullipara: donna che non ha mai partorito.

O

Oligomenorrea: ciclo mestruale di durata superiore a 35 giorni.

Oligozoospermia: riduzione più o meno grave della concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale.

Ovaie: due piccoli organi a forma di mandorla contenenti le cellule uovo.

Ovaio: organo femminile della riproduzione, produce ovuli e secerne ormoni. E’ un organo pari: ovaio destro e ovaio sinistro.

Ovaio policistico: i follicoli producono estrogeni in modo continuo e non pulsatile. Questo non permette il verificarsi delle condizioni che portano all’ovulazione.

Ovociti (o gameti femminili o ovuli): è la cellula più grande del corpo umano.E’ contenuta nell’ovaio che a metà di ogni ciclo ne porta a maturazione uno.Al momento opportuno il follicolo che lo contiene scoppia e lo espelle spingendolo nella salpinge corrispondente dove , se verrà fecondato darà vita allo zigote.

Ovodonazione: donazione di cellule uovo da una donna (donatrice) ad un’altra (ricevente)

Ovulazione: rottura del follicolo ovarico e liberazione dell’ovulo.

Ovulo: detto anche Ovocita o Gamete Femminile, è la cellula germinale femminile.

P

Parto a termine: parto che avviene a 40 settimane di gestazione o comunque dopo il compimento della 37a. Include i nati vivi e i nati morti.

Parto pre-termine: parto che avviene dopo la 20a settimana compiuta di gestazione, ma prima della 37a settimana compiuta di gestazione. Include i nati vivi e i nati morti. Le nascite sono contate come eventi nascita; ad esempio una nascita gemellare o multipla viene considerata come un unico evento nascita.

Pelvi: bacino.

PESA (Percutaneous epididymal sperm aspiration): aspirazione percutanea (effettuata attraverso la cute) di spermatozoi dall’epididimo.

Pick-up: prelievo degli ovociti ottenuti con la stimolazione ovarica. Il prelievo avviene con un intervento per via transvaginale sotto controllo ecografico.

Plurigravida: donna gravida, che ha avuto da 2 a 5 gravidanze.

Pluripara: donna partoriente che ha partorito da 2 a 5 volte.

Polimenorrea: ciclo mestruale di durata inferiore a 21 giorni.

Portio: (dal latino si legge ‘porzio’). La parte del collo dell’utero che sporge in vagina.

Progesterone: importante ormone naturale, prodotto dal corpo luteo, dalla placenta e, in minima quantità, dalla ghiandola surrenale. Interviene nella regolazione di pressoché tutte le funzioni dell’apparato riproduttivo femminile.

Progestinici, ormoni: gruppo di ormoni sintetici aventi attività simile, in parte, a quella del progesterone naturale.

Procreazione medicalmente assistita (PMA): concepimento che avviene grazie al congiungimento non-coitale dei gameti. Include le tecniche di riproduzione assistita (in inglese arts) e, in italia, anche l’inseminazione intrauterina, intracervicale e intravaginale.

R

Rete testis: sistema di piccoli canalicoli attraverso cui passano gli spermatozoi prodotti dal testicolo, prima di arrivare ai condottini efferenti.

S

Salpingite: infezione che colpisce le salpingi (o tube di falloppio): l’esito può essere l’occlusione tubarica.

Scroto: sacco cutaneo che contiene i testicoli.

SIDS (Sudden infant death syndrome): sindrome della morte improvvisa del neonato. Colpisce i bambini sotto un anno di età che spesso muoiono nel sonno. Non ha ancora una spiegazione medica precisa.

Sifilide: malattia a trasmissione sessuale causata da una spirocheta (trepomena pallido) che entra nel corpo attraverso piccole lesioni del collo dell’utero, della vagina o della vulva. Dopo un primo esordio asintomatico (sifilide primaria), si manifesta con sintomi simili all’influenza (sifilide secondaria). Se non viene curata, resta nell’organismo per periodo anche molto lungo (fino a 20 anni) e provoca gravi lesioni sulla maggior parte degli organi o gravi alterazioni del sistema nervoso centrale (sifilide terziaria). In gravidanza, passa la barriera placentare e provoca danni gravissimi al feto.

Sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS – ovarian hyperstimulation sindrome): è dovuta alla formazione di cisti nelle ovaie in conseguenza di una eccessiva risposta delle ovaie alla somministrazione di farmaci (ormoni) usati per indurre l’ovulazione multipla. Nelle forme più gravi causa un ingrossamento notevole delle ovaie, versamenti di liquido in addome e nelle pleure, aumento della concentrazione e della coagulabilità del sangue, riduzione della quantità di urina.

Sindrome feto-alcolica: (FAS – fetal alcohol sindrome): sindrome che colpisce i bambini nati da madri alcoliste o forti bevitrici. L’esposizione all’alcol durante la gravidanza comporta un quadro clinico complesso con alterazioni della crescita, della conformazione del viso, grave ritardo mentale, microcefalia. Si distinguono tuttavia forme più o meno gravi in ragione del periodo della gestazione in cui la madre ha assunto alcol, della quantità, della durata complessiva dell’esposizione.

Sperma: il liquido seminale maschile. composto dagli spermatozoi e dai secreti dell’epididimo, dalle vesciche seminali e dalla prostata. Lo sperma eiaculato ha mediante un volume di 2 – 5 millilitri e contiene circa 100 milioni di spermatozoi per millilitro.

Spermatidi: cellule derivate dalla differenziazione degli spermatociti. Dagli spermatociti secondari (con solo 23 cromosomi) frutto della divisione (meiosi) degli spermatociti primari, si formano gli spermatidi, i quali, a loro volta, si differenzieranno in spermatozoi maturi (spermiogenesi).

Spermatociti: cellule derivate dalla modificazione degli spermatogoni.

Spermatogenesi: processo di formazione degli spermatozoi, dalle cellule staminali (spermatogoni) fino agli spermatozoi maturi.

Spermatogoni: cellule staminali da cui, al termine del processo di spermatogenesi, si formano gli spermatozoi.

Spermatozoo: la cellula germinale maschile, prodotta dal testicolo.

Spermiogenesi: fase finale della spermatogenesi che porta alla modificazione degli spermatidi in spermatozoi.

Spotting: piccole perdite ematiche dai genitali esterni (ma di origine uterina), che si manifestano al di fuori del ciclo mestruale, in periodo ovulatorio, premestruale o post-mestruale.

Sterilità: condizione che colpisce le coppie affette da una patologia o che restano non fertili anche dopo un iter diagnostico e terapeutico esauriente e svolto in un tempo ragionevole.

Sterilità femminile: Incapacità a concepire (a produrre un ovulo fecondabile) per difetto dell’ovaio o di qualsiasi altro organo dell’apparato riproduttivo.

Sterilità maschile: Incapacità a fecondare (a produrre spermatozoi fecondanti) per difetto del testicolo o di qualsiasi altro organo dell’apparato riproduttivo.

Sterilizzazione: In ginecologia, blocco permanente della fertilità mediante intervento chirurgico.

Stimolazione ovarica (COH – controlled ovarian hyperstimulation): trattamento medico che induce lo sviluppo di follicoli ovarici multipli allo scopo di ottenere più ovociti mediante aspirazione follicolare.

Subfecondità: indice di fecondità (vedi voce) 3 o 4 volte più basso della norma.

T

Tasso di gravidanze cliniche: numero di gravidanze cliniche per ogni 100 cicli di pma iniziati. Questo tasso può essere espresso anche in rapporto ai prelievi o ai trasferimenti di embrioni effettuati. Ovviamente occorre specificare l’origine del denominatore (cicli iniziati, prelievi effettuati, trasferimenti di embrioni effettuati).

Tasso di malformazioni: include tutte le anomalie strutturali, funzionali, genetiche o cromosomiche identificate nel materiale abortivo o diagnosticate prima o dopo la nascita.

Tasso di parti: numero di parti per ogni 100 cicli di pma iniziati. Questo tasso può essere espresso anche in rapporto ai prelievi o ai trasferimenti di embrioni effettuati. Ovviamente occorre specificare l’origine del denominatore (cicli iniziati, prelievi effettuati, trasferimenti di embrioni effettuati). Vengono conteggiati i parti che esitano in un nato vivo e/o nato morto. Il parto di un feto singolo, gemellare o multiplo, è considerato come unico.

Tasso di parti con nati vivi: numero di parti con nati vivi per ogni 100 cicli di pma iniziati. Questo tasso può essere espresso anche in rapporto ai prelievi o ai trasferimenti di embrioni effettuati. Ovviamente, occorre specificare l’origine del denominatore (cicli iniziati, prelievi effettuati, trasferimenti di embrioni effettuati). Vengono conteggiati i parti che esistano in almeno un nato vivo. I nati vivi sono contati come eventi nascita (ad esempio una nascita gemellare o multipla viene considerata come un unico evento nascita).

Tecniche di riproduzione assistita (ARTS – assisted reproductive technologies): tutti quei trattamenti o procedure di laboratorio che includono la manipolazione in vitro di ovociti e spermatozoi o embrioni allo scopo di avviare una gravidanza. Sono incluse, ma l’elenco non è limitativo: fecondazione in vitro con trasferimento transcervicale dell’embrione, trasferimento intratubarico dei gameti, dello zigote o dell’embrione, crioconservazione dei gameti e dell’embrione, donazione di ovociti ed embrioni e gravidanze surrogate. In base alla normativa vigente in italia, anche l’inseminazione assistita è da considerarsi una tecnica di riproduzione assistita.

Teratozoospermia: riduzione (meno del 30%) di spermatozoi con morfologia normale nel liquido seminale.

TESA (testicular sperm aspiration): tecnica attraverso la quale gli spermatozoi vengono prelevati direttamente dal testicolo, tramite aspirazione percutanea o incisione chirurgica del tessuto testicolare.

TESE (testicular sperm extraction): estrazione di spermatozoi dal testicolo tramite biopsia chirurgica.

Testicolo: Organo maschile pari (sia destro che sinistro) della riproduzione, produce gli spermatozoi e secerne ormoni.

Testosterone: il più attivo e importante degli ormoni androgeni. Prodotto dalle cellule di leydig, è necessario allo sviluppo dei caratteri sessuali maschili e regola la spermatogenesi.

Trasferimento embrionario (embryo transfer): procedura con la quale gli embrioni sono trasferiti nell’utero o nella tuba.

Tube: le tube di falloppio o salpingi sono due sottilissimi canali, lunghi in media 12 centimetri, che collegano le ovaie all’utero. All’interno delle tube, l’uovo fecondato viene nutrito e, grazie ai ciglia mobili presenti al loro interno, trasportato nell’utero dove potrà avvenire l’impianto. La loro funzione è molto complessa e delicata: se colpite da infezioni possono determinare la sterilità cosiddetta “meccanica” o da fattore tubarico (tube chiuse).

Tubuli seminiferi: canali circonvoluti che si trovano nei testicoli e nei quali si formano gli spermatozoi.

U

Uretra: Organo dell’apparato urinario. è un canale che origina dalla vescica urinaria e termina col meato uretrale esterno. Nella donna è lunga 3-5 cm e termina sulla vulva fra le piccole labbra. Nell’uomo è più lunga, circa 24 cm, termina sul glande del pene e rappresenta l’ultimo tratto della via seminale.

Utero: Organo femminile della riproduzione. è un organo cavo a struttura principalmente muscolare, rivestito all’interno della mucosa endometriale. Ha la forma di una pera; vi si distinguono una parte più grossa (il corpo uterino) ed una più piccola (collo uterino) che sporge in vagina. Vi ha origine il flusso mestruale. Dopo il concepimento accoglie l’ovulo fecondato proveniente dalla tuba.

V

Vagina: Organo dell’apparato riproduttivo femminile. è un canale appiattito, inserito sul contorno del collo uterino, che termina sulla vulva.

Vaginismo: contrazione spastica dolorosa della vagina che impedisce la penetrazione del pene.

Vaginite: infiammazione acuta o cronica della vagina.

Varicocele: varicosità delle vene che drenano il testicolo (plesso pampiniforme) può essere associato ad infertilità con alterazioni dello spermiogramma o del volume testicolare.

Vescichette seminali: ghiandole che secernono un fluido viscoso e biancastro che contiene elementi necessari al nutrimento degli spermatozoi (soprattutto fruttosio).

Vulva: L’insieme degli organi geniali esterni femminili (grandi labbra, piccole labbra, clitoride, vestibolo, meato uretrale esterno, imene).

Z

Zigote: cellula diploide risultante dalla fecondazione di un ovocita da parte di uno spermatozoo, che si sviluppa successivamente in un embrione.

Zona pellucida: membrana semitrasparente che circonda l’ovocita al momento dell’uscita dall’ovaio: deve essere penetrata dallo spermatozoo per la fecondazione.

Fonti:gravidanzaonline.it,cercounbimbo.net
25 settembre 2011

L’Azzurro

“L’Azzurro è il colore più profondo e più immateriale,

l’intermediario della verità,

la trasparenza del vuoto presente nell’aria,

nell’acqua,

nel cristallo

e nel diamante”

(G. Hoeinz-Mohr)

 

Spesso contrapposto al rosso,  l’Azzurro è il colore che simboleggia tutto ciò che è spirituale.

Dispone l’animo umano alla  meditazione, ad un rilassamento psichico e ad una superiore e lieve configurazione della vita.

In Europa Centrale, il simbolismo popolare associa il colore Azzurro alla fedeltà, ma anche al mistero (nelle fiabe, la famosa “luce azzurra”), all’insicurezza e all’illusione. Secondo altre tradizioni popolari, l’amuleto azzurro risulta in grado di neutralizzare il malocchio.

 

(da “Le Garzantine” – Simboli)

23 settembre 2011

“LE DISGRAFIE”

LE DIVERSE FORME DELLA DISGRAFIA

Julien De Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, opera una classificazione piuttosto tecnica delle diverse forme di disgrafia. Tale classificazione si presta ad un rapido excursus di alcuni semplici tratti che l’insegnante può individuare nel proprio alunno e sui quali talvolta potrebbe intervenire direttamente.

DISGRAFIA RIGIDA

La scrittura è caratterizzata da una forte prevalenza della tensione del tratto, spesso calcata, procede con pesantezza, stentatezze e ripassi.

Che cosa possiamo notare?

  •   L’impugnatura è molto forte, rigida
  •   Spesso la postura è rannicchiata e ci indica forte concentrazione
  •   Fastidio alla spalla, dolore alla mano, polso, braccio
  •   Difficoltà nello scrivere per un tempo prolungato
  •   Il bambino potrebbe rimane indietro in un dettato o nella copiatura

DISGRAFIA MOLLE

Le parole e le lettere sembrano fluttuare sul rigo, il controllo del gesto risulta scarso e la chiarezza ne viene compromessa. La pressione è debole.

Che cosa possiamo notare?

  •   La postura appare lasciva, testa e schiena lontane da foglio
  •  L’impugnatura dello strumento è incerta, talvolta la penna “cade” dalla mano
  • Il bambino manifesta scarsa energia, ipotensione
  •  Difficoltà di concentrazione, il bambino potrebbe sembrare essere “sulle nuvole”.

DISGRAFIA IMPULSIVA

La scrittura tende con una certa velocità verso destra, ma lo scarso controllo rende il gesto maldestro e poco chiaro. La pressione è forte.

Che cosa possiamo notare?

  •   Il bambino manifesta scarso interesse per l’attività di scrittura, sembra “buttare via” le lettere.
  •  Potrebbe lamentare fastidio al polso
  •  Vivace ed esuberante non riesce a frenare i propri impulsi
  •  La postura appare inadeguata, tende a muoversi di continuo o al contrario alternare rapidi gesti carichi di tensione
  • Potrebbe risultare poco tollerante e paziente.

DISGRAFIA LENTA E PRECISA

La scrittura procede con estrema lentezza e un’eccessiva attenzione alla forma, la chiarezza potrebbe risultare dunque non compromessa ma parliamo di comunque di disgrafia.

Che cosa possiamo notare?

  • In genere postura e prensione manifestano una certa tensione legata allo stato di concentrazione
  • Difficoltà e riluttanza allo scrivere per un tempo prolungato
  •   Fastidio a polso, braccio, schiena
  • Tratto tremolante, incerto
  •   Il bambino potrebbe rimanere indietro nel dettato o nella copiatura, e rimanerne frustrato
  • Viene perso il senso di quello che viene scritto, l’attenzione è direzionata sulla forma.

DIGRAFIA MALDESTRA

La mal destrezza caratterizza la maggior parte delle scritture disgrafiche e si manifesta con una mal gestione di forma, spazio, pressione. Incertezze ed esitazioni. La chiarezza risulta compromessa

PICCOLO APPROFONDIMENTO

Va sottolineato che oltre alle disgrafie descritte da Ajuriaguerra, esiste quella che Olivaux chiama disgrafia sintomatica , comprendendo tutte quelle scritture che seppur talvolta mantengano una certa leggibilità, non permettono un’adeguata espressione della personalità. Tra queste è possibile incontrare:

  Disgrafia da opposizione: molto frequente, è caratterizzata da svariate
disuguaglianze, angolosità marcate, molto “nero”.

Disgrafia per ansia: scritture piccole, rovesciate, schiacciate sulla
riga (basse), sembrano cercare protezione dentro grandi margini.

  Disgrafia che compensa un senso di inferiorità

  Fobia Specifica

Dott.ssa Irene Bellini

22 settembre 2011

DISGRAFIA: A CHI RIVOLGERSI

MIO FIGLIO E’ DISGRAFICO? A CHI MI RIVOLGO?

Disgrafia

Tenuto conto delle svariate cause che possono determinare un disturbo disgrafico, sono diversi i professionisti cui potersi rivolgere nel caso si sospetti un Disturbo Specifico della Scrittura:

  •  Rieducatore della scrittura: grafologi specializzati nella rieducazione della scrittura che vanno a lavorare sul gesto grafico tenendo conto del caso specifico, dopo aver fatto un’attenta valutazione.
  •   Oculista o Ortoortista: nel caso in cui si sospetti una difficoltà di tipo percettivo-visivo.
  •  Psicologo/Psicoterapeuta: spesso dietro un disturbo disgrafico si nascondono difficoltà di tipo psicologico, affrontate le quali si può notare una ricaduta in positivo anche sulla scrittura.
  •  Psicomotricista: nel caso in cui si sospetti un ritardo di tipo psico-motorio o comunque tenda a prevalere una difficoltà legata alla coordinazione occhio-mano.
22 settembre 2011

IL LAGO

IL LAGO

L’altro giorno mi trovavo seduta in riva al lago con il mio compagno e, con gli occhi rapiti dalla penombra, davamo libero sfogo alle emozioni che quel luogo ci stava dando…Un senso di calma, dato dal contenimento: tutto è li, l’acqua è protetta da un bacino. Dall’altra parte ci sentivamo strani, fermi, come se i movimenti avvenissero sotto di noi. Come uno specchio: lo guardi e ti guardi allo stesso tempo, non guardi però il tuo viso riflesso, ma vedi quei movimenti sotterranei che chiamiamo inconscio, quelle parti nascoste di noi, quelle ombre scure che ci seguono e che fanno parte di noi.

Nel lago è come se ci foffe un legame tra il sotto e il sopra, il profondo e il superficiale. Se pensiamo poi al “bacino” che contiene l’acqua, il collegamento con il grembo materno avviene in modo quasi naturale: ci si immerge in un luogo fecondo, ci si guarda, si riattivano le energie e si rinasce.

Forse se una mattina aprendo gli occhi ricordassimo di aver sognato un lago, dovremmo interrogarci sul nostro bisogno di appofondire, di riscoprire, di guardarsi dentro.

(Irene)

21 settembre 2011

IL MELOGRANO

IL MELOGRANO

Il nome del progetto al quale stiamo lavorando da tempo con così tanta dedizione e passione. Ma che cosa rappresenta, a livello simbolico, il Melograno?

Sin dall’antichità coltivato nel bacino del Mediterraneo e nel vicino Oriente, questo frutto è stato probabilmente diffuso dai Fenici, anche  come pianta medicinale. I numerosi semi di cui è costituito il Melograno alludevano alla fecondità, mentre l’intero frutto era il simbolo di alcune divinità femminili quali Demetra e Persefone, Afrodite, Atena e la fenicia Astarte.

Il Melograno, a Roma, era  simbolo del  matrimonio fertile  (le spose portavano ghirlande costituite da questi rami come  portafortuna), mentre in età cristiana la simbologia è stata spiritualizzata  con rimandi all’amore celeste ed alla ricchezza della benedizione divina.  In età barocca, infine, l’immagine della melagrana si trasformò in quella della carità, della generosa elargizione di doni dell’amore misericordioso.

Nell’araldica, la melagrana decora lo stemma di Granada e della Columbia (l’ex “Nuova Granada”).

(da “Le Garzantine” – Simboli)

 

21 settembre 2011

LA TIGRE

LA TIGRE

Negli ultimi tempi un’amica ha incontrato la tigre in uno dei suoi sogni e ci siamo fatte alcune domande. Sarei felice se volesse aggiungere qualcosa nel caso in cui perdessi alcune informazioni.. La tigre è un felino che instintivamente ci fa pensare alla potenza, la ferocia. Evocatrice di una forza aggressiva di tipo profondo, pulsionale. Simbolo carico di grande energia. La tigre in gabbia soffre…non ha la possibilità di dar voce al suo ruggito. Non dobbiamo pensarla solo in senso negativo, ogni simbolo va inserito nel contesto. Spesso incontrare la tigre nei nostri sogni ci mette davanti alla grande possenza che alberga dentro noi e che vuole uscire.

Si pensi ad esempio che nella geomanzia la tigre rapprensenta un simbolo malefico, nell’alchimia cinese un principio attivo: l’energia.

21 settembre 2011

LA FORMICA

LA FORMICA

In onore di un’amica che sembra aver trovato nella formichina il suo “daimon” , cerchiamo di capire che cosa simboleggia. Se pensiamo alla formica la prima cosa che viene in mente è la sua laboriosità e la sua forza.Ma come fanno a trasportare quelle briciole di pane così grandi e pesanti per loro? E poi la loro organizzazione…file ordinate di piccoli esserini neri che trasportano cibo verso la loro “casa” per nutrire la loro “comunità”.

La formica è infatti simbolo di attività industriosa, di una vita sociale organizzata; ma anche di previdenza che secondo La Fontaine arriva fino all’egoismo e all’avarizia. Il Buddhismo tibetano considera la formica nel formicaio come un simbolo di vita industriosa e di attaccamento eccessivo ai beni del mondo terreno.

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