COME TERMINA LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO?

Una soave musica (marcia nunziale) segna l’inizio della celebrazione del MATRIMONIO mentre la parte finale è caratterizzata dalla lettura di alcuni articoli del codice civile che ricordano, ai coniugi, i diritti e doveri reciproci scaturenti da tale istituto.

L’art. 143 del codice civile statuisce che:

 “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.MATRIMONIO

L’articolo è molto importante e consacra la parità giuridica e morale dei coniugi in completa armonia con i principi della Costituzione. Questa parità riguarda diritti e doveri, in un’ottica di bilanciamento tra i doveri di ciascun coniuge nei confronti del gruppo familiare e la tutela della sfera privata di ciascuno, entro la quale frequentare le proprie amicizie e compiere scelte espressive di bisogni e desideri strettamente individuali.

Il dovere di contribuire alle spese necessarie a soddisfare i bisogni della famiglia è una specificazione del dovere di assistenza e collaborazione previsto dall’art. 143,2. I bisogni della famiglia devono essere individuati sulla base delle circostanze di fatto, tra le quali rientrano le condizioni economiche dei membri della famiglia, la fascia sociale di appartenenza, la capacità di lavoro dei coniugi.

La misura della contribuzione da parte di ciascun coniuge deve essere stabilita sulla base di un criterio proporzionale, tenendo conto di tutti i loro beni e delle capacità di lavoro professionale e casalingo. La violazione dell’obbligo di contribuzione può comportare l’addebito della separazione, nei casi più gravi, la responsabilità penale ex art. 570 c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare)

Nel concetto poi di assistenza materiale rientra il rispetto e il soddisfacimento dei bisogni quotidiani, economici e materiali, dell’altro coniuge. Pertanto non è sufficiente la corresponsione di quanto necessario al suo sostentamento, ma occorre anche contribuire a quanto è necessario per soddisfare le sue necessità di studio lavoro e salute.

L’assistenza morale, invece, comprende il reciproco sostegno affettivo, psicologico e spirituale. Perciò integra la violazione dell’obbligo di assistenza materiale l’allontanamento senza giusta causa dalla residenza familiare. Rappresentano violazioni del dovere di assistenza morale:

  • L’uso di espressioni ingiuriose e irriguardose nei confronti dell’altro coniuge;
  • La condotta violenta nei confronti di uno dei coniugi;
  • La mancata assistenza al coniuge malato;
  • Il rifiuto persistente di avere rapporti sessuali;
  • Far mancare la condivisone, l’attenzione o aiuto nei momenti di difficoltà;
  • Il far venir meno il necessario conforto nei confronti della moglie per la mancata accettazione dello stato di sterilità;
  • Il mutamento della fede religiosa;

Altro punto menzionato tra i doveri dei coniugi è quello relativo alla fedeltà reciproca che va intesa non solo come impegno di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi ma anche come impegno di non tradire la fiducia reciproca.

La sua violazione, determinando di regola l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce in genere circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale  tra infedeltà e crisi coniugale, con un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, rimessa al Giudice di merito per accertare se vi è la presistenza di una crisi irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza solo formale.

La prima conseguenza della violazione dei doveri coniugali è la pronuncia di addebito della separazione. L’ulteriore conseguenza della violazione dei doveri familiari è il risarcimento del danno.

di Avv. Elena Serra

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